L’Europeo 12/2011, 5 dicembre 2011
1985 10 marzo. Konstantin Ustinovič Čementa muore. Il giorno successivo Michail Gorbaciov diventa segretario generale del Pcus
1985 10 marzo. Konstantin Ustinovič Čementa muore. Il giorno successivo Michail Gorbaciov diventa segretario generale del Pcus. Avvia una stagione di riforme legate alla perestrojka (ristrutturazione) e alla glasnost’ (trasparenza). 1986 26 aprile. A Čemobyl, nella Repubblica socialista sovietica ucraina, esplode un reattore della centrale nucleare e una nube di sostanze radioattive si diffonde su gran parte dell’Europa. Evacuate più di 300mila persone. 11 ottobre. Vertice tra Gorbaciov e il presidente Usa Ronald Reagan a Reykjavik, in Islanda, sulla riduzione degli arsenali nucleari in Europa. 19 dicembre. Il fisico dissidente Andrej Sacharov può rientrare a Mosca. 1987 28 gennaio. Il Comitato centrale del Pcus democratizza le procedure di elezione per le cariche di partito. 8 dicembre. Usa e Urss firmano a Washington il trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) per smantellare i missili nucleari a media gittata europei. 1988 Febbraio. In Estonia e in Lituania la polizia sovietica reprime manifestazioni indipendentistiche. 1° ottobre. Gorbaciov eletto dal Soviet capo dello Stato. 1° dicembre. Istituito come organo supremo il Congresso dei deputati del popolo, che elegge Soviet e presidente. 1989 2 febbraio. Ritiro truppe sovietiche dall’Afghanistan. 23 marzo. Alle elezioni per il Congresso dei deputati del popolo vasta maggioranza ai riformisti. A Mosca il radicale Boris Eltsin ottiene 1’89,4% delle preferenze. 17 aprile. In Polonia Solidarnosc è riconosciuto ufficialmente. Il giorno successivo il leader Lech Walesa incontra il presidente Wojciech Jamzelsid. Alle elezioni del giugno Solidarnosc ottiene la maggioranza assoluta. 2 maggio. In Ungheria inizia l’abbattimento della Cortina di ferro con l’Austria; migliaia di tedeschi fuggono da Est a Ovest, via territorio magiaro. 6 luglio. Gorbaciov parla al Consiglio d’Europa del progetto di "casa comune europea". 23 agosto. Una catena di un milione e mezzo di persone si schiera tra Estonia, Lettonia e Lituania per contestare Mosca. Manifestazioni indipendentistiche anche in Bielorussia, Tagikistan e Georgia. Settembre. Polonia: in carica il primo governo non comunista dell’Europa dell’Est. 18 ottobre. Si dimette il segretario del Partito comunista della Ddr, Erich Honecker. In Ungheria, il Parlamento adotta elezioni multipartitiche e il 23 ottobre trasforma la Repubblica popolare in Repubblica d’Ungheria. 9 novembre. Cade il Muro di Berlino. Tra l’il e il 18 novembre circa 5 milioni di persone si spostano in Occidente. 17 novembre. Bratislava: una manifestazione studentesca repressa dalla polizia. Inizia la "rivoluzione di velluto", che porta, a dicembre, al rovesciamento del regime comunista cecoslovacco. 28 novembre. Il Bundestag accetta il piano di Helmut Kohi per la riunifìcazione tedesca. 1° dicembre. Il papa polacco, Giovanni Paolo II, riceve Gorbaciov in Vaticano. 3-5 dicembre. In un summit a Malta Gorbaciov e il nuovo presidente Usa George H.W.Bush dichiarano la fine della Guerra fredda. 10 dicembre. Il presidente comunista cecoslovacco Gustav Husàk nomina un governo in buona parte non comunista e si dimette. Il 28 dicembre, Alexander Dubcek, leader della "primavera di Praga", viene eletto presidente della Camera. 25 dicembre. In Romania giustiziati il dittatore comunista Nicolae Ceausescu e la moglie Elena. Sempre in dicembre, in Bulgaria manifestazioni di piazza e annuncio dell’abbandono del ruolo direttivo da parte del partito comunista. 1990 11 marzo. Il Parlamento della Lituania proclama l’indipendenza, seguito da quelli di Estonia e Lettonia. Nello stesso anno, anche Ucraina (16 luglio), Bielorussia (27 luglio), Armenia e Turkmenistan (23 agosto) e Tagikistan (24 agosto) diventano indipendenti. 15 marzo. Il Congresso dei rappresentanti del popolo dell’Urss elegge Gorbaciov presidente dell’Urss. 3 ottobre. Riunificazione della Germania. 15 ottobre. Assegnato a Gorbaciov il Nobel per la pace. 19 ottobre. Il Soviet supremo approva il piano di riforme che introduce gradualmente in Urss l’economia di mercato. 1991 7 gennaio. Truppe sovietiche nel Baltico e in Ucraina: si aggravano le tensioni tra governo centrale e repubbliche. 12 giugno. Boris Eltsin eletto presidente della Repubblica socialista federativa sovietica russa con una votazione – la prima - a suffragio universale. 1° luglio. Scioglimento del patto di Varsavia. 19 agosto. Un gruppo di conservatori sovietici, guidati dal vicepresidente Gennadij Janaev, destituiscono Gorbaciov, in vacanza in Crimea. Il presidente Eltsin guida l’esercito e la popolazione contro il colpo di Stato. Il 21 agosto Gorbaciov ritorna a Mosca. 25 agosto. Gorbaciov si dimette da segretario del Pcus e invita il partito a sciogliersi. Settembre. Riconosciuta l’indipendenza ai Paesi baltici. 14 settembre. Gorbaciov fa approvare dal Congresso dei deputati del popolo la transizione verso una nuova unione di Stati sovrani. 6 novembre. Eltsin assume la guida del governo russo. 8 dicembre. Con l’accordo di Minsk i presidenti di Russia (Eltsin), Bielorussia (Stanislau Suskevic), e Ucraina (Leonid Kravcuk), fondano la Comunità degli Stati indipendenti. 25 dicembre. Con le dimissioni di Gorbaciov si scioglie ufficialmente l’Urss. 1992 2 gennaio. Programma di liberalizzazione e stabilizzazione dell’economia russa (la cosiddetta "terapia shock") gestito da Egor Gajdar, economista incaricato da Eltsin. Liberalizzati i commerci con l’estero, prezzi e concorrenza. 31 gennaio. La Russia prende il posto dell’Unione Sovietica al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. 14 settembre. Boris Eltsin svela un programma di sviluppo di armi batteriologiche e ne dichiara la fine. 1993 21 settembre. Il presidente Boris Eltsin "scioglie" il Parlamento in contrasto con la Costituzione russa, e ordina nuove elezioni e un referendum per una Carta Costituzionale. 22 settembre. Il Parlamento dichiara Eltsin deposto e nomina Aleksandr Ruckoj presidente ad interim. 4 ottobre. Eltsin ordina alle teste di cuoio russe e a unità dell’esercito di bombardare e assaltare il Parlamento. Ruckoj e gli altri parlamentari asserragliati si arrendono, vengono arrestati e imprigionati. Il conto ufficiale delle vittime è di 187 morti e 437 feriti. 12 dicembre. Con un referendum approvata una nuova Costituzione che conferisce alla Russia un sistema politico fortemente presidenziale. 1994 10-11 gennaio. Bruxelles: la Russia e altri 21 Stati partecipano al programma Nato Partnership for Peace. 26 febbraio. I leader dei parlamentari che si trovavano in carcere dallo scontro del 4 ottobre 1993 vengono rilasciati senza alcun processo. 11 dicembre. Quarantamila militari russi invadono la Cecenia, che si era dichiarata indipendente già nel 1991 con il presidente Dzokhar Dudaev. 17 dicembre. Alle elezioni parlamentari trionfa il Partito comunista con il 35% dei voti e più di un terzo dei posti alla Duma. 1995 Gennaio. I russi attaccano la capitale cecena Groznyi. Per i raid aerei e di artiglieria muoiono 25mila civili. A fine anno la città non è ancora caduta. 3 aprile. Istituita la Federal Security Service of the Russian Federation (Fsb), agenzia per la sicurezza nazionale che sostituisce il Kgb. Maggio. Il cosmonauta russo Valerij Vladimirovic Poljakov toma sulla terra dopo 438 giorni sulla stazione spaziale Mir. Stabilisce così il record di permanenza nello spazio. 23 giugno. Ceceni guidati da Samil Basaev prendono in ostaggio più di 1.600 persone nell’ospedale Budyonnovsk (Russia del Sud); prima del cessate il fuoco tra Basayev e il primo ministro russo Viktor Cernomyrdin circa 120 civili russi vengono uccisi. 1996 25 gennaio. La Russia sospende la pena di morte (senza mai abolirla) ed entra a far parte del Consiglio d’Europa. 26 aprile. Russia, Cina, Tagikistan, Kazakhstan, Kyrgyzstan formano lo Shanghai Five. Nel 2001 aderisce anche l’Uzbekistan e l’organo viene rinominato Shanghai Cooperation Organisation (Sco). 3 luglio. Boris Eltsin sconfigge l’avversario comunista Gennadij Andreevic Zjuganov e viene rieletto presidente della Federazione russa con il 35,7% dei voti. 30 agosto. Firmato l’Accordo di Khasavyurt, in Daghestan, che mette fine alla Prima guerra cecena. Secondo lo Stato maggiore delle forze armate russe, i soldati russi uccisi nel conflitto sono 3.826,17.892 i feriti e 1.906 i dispersi. Secondo altre fonti le perdite sarebbero molto più elevate. Il numero dei morti ceceni arriva a 100mila, per la maggior parte civili. 1997 2 aprile. Firmato il Trattato di unione tra Russia e Bielorussia che prevede cittadinanza e forze armate comuni e politica estera concertata. 1998 23 marzo. Il primo ministro Viktor Stepanovic Cernomyrdin si dimette; al suo posto, Sergej Kirienko. Cernomyrdin viene ristabilito nel suo incarico il 23 agosto. 17 agosto. Crisi finanziaria. Per combattere la speculazione il rublo viene svalutato, al fine di accelerare il risanamento del debito pubblico. Il governo dichiara il default sui debiti esteri. Il Pil scende del 40% rispetto al 1991. 14-15 novembre. La Russia viene ammessa all’Apec (Asia-Pacific Economie Cooperation), un organismo per la cooperazione economica nell’area asiatico-pacifica. 1999 Nel corso dell’anno Ucraina e Russia forniscono missili emise a Cina e Iran. Sono 2,7 milioni le imprese private russe registrate. 7 agosto. Militanti islamici ceceni della Islamic International Brigade invadono la confinante repubblica del Daghestan. Scoppia la seconda guerra cecena. 9 agosto. Eltsin nomina primo ministro Vladimir Putin, direttore in carica dei servizi segreti Fsb (ex Kgb), a sostituzione di Sergej Stepasin. Settembre. Dopo l’esplosione di una serie di bombe in Russia che causano circa 300 vittime, l’esercito della Federazione entra in Cecenia. Ottobre. I russi destituiscono il presidente ceceno Asian Maschadov. 31 dicembre. Boris Eltsin si dimette e Vladimir Putin assume l’incarico di presidente ad interim della Federazione. Fra i suoi primi atti, un decreto per garantire l’immunità al suo predecessore. 2000 Febbraio. Le truppe russe entrano nella capitale cecena; Putin dichiara la vittoria. 26 marzo. Putin vince le elezioni presidenziali russe alla prima tornata. 12 agosto. Durante alcune anovre nel mare di Barents affonda il sommergibile nucleare Kursk. L’esplosione di un siluro provoca a catena lo scoppio di tutti gli altri del sommergibile, che precipita a 110 metri di profondità. 118 uomini a bordo restano uccisi. 13 agosto. Il grande magazzino di Mosca Tri kita viene chiuso per uno scandalo di corruzione che coinvolge fornitori e organi del governo federale. 2001 16 luglio. A Mosca, Putin e il presidente cinese Jiang Zemin firmano un trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione. 4 ottobre. Un Tupolev russo con 78 persone precipita nel Mar Nero, abbattuto per errore da un missile ucraino. 22 gennaio. TV-6, l’ultima rete televisiva indipendente, viene chiusa per amministrazione scorretta. Si sospettano pressioni del Cremlino. 24 maggio. Usa e Russia firmano un accordo sul disarmo con cui si impegnano a ridurre di due terzi i rispettivi arsenali nucleari entro il 2012. 28 maggio. Dichiarazione di Roma: da vita al Consiglio congiunto Nato-Russia. 19 agosto. Ribelli ceceni abbattono un elicottero russo nei pressi di Khankala (Cecenia). Muoiono 118 soldati. 23 ottobre. Un Commando di 40 guerriglieri ceceni con cinture esplosive sequestra più di 850 persone nel teatro Dubrovka di Mosca. Il leader dei separatisti Samil Basaev rivendica l’operazione e chiede la liberazione della Repubblica caucasica e la fine della guerra. Tre giorni dopo un blitz delle forze speciali russe provoca la morte dei guerriglieri e di 129 ostaggi. 27 dicembre. Kamikaze ceceni su due camion imbottiti di esplosivo si lanciano contro l’edificio del governo filorusso a Groznyi: causano il crollo del palazzo e 80 morti. 2003 23 marzo. Referendum in Cecenia promosso da Putin. Approvato uno statuto che accorda maggiore autonomia e finanziamenti, in cambio della rinuncia all’indipendenza. Il referendum è definito una "farsa" da molte Ong. 12 maggio. Un attacco suicida contro un edificio governativo russo a Znamenskiy, nel Nord della Cecenia, provoca 59 vittime. Due giorni dopo il leader ceceno filorusso Akhmad Kadyrov esce illeso da un attentato (l6 le vittime). 5 giugno. A Mozdok, Ossezia del Nord, una kamikaze si lancia contro un bus diretto a una base militare russa: uccide 19 persone. Seguono altri attentati nel corso dell’estate. 5 ottobre. Elezioni presidenziali in Cecenia: Akhmad Kadyrov eletto presidente. I partiti separatisti, posti fuori legge, sono esclusi dal voto. 25 ottobre. Arrestato per frode ed evasione fiscale Michail Chodorkovskij, magnate della grande compagnia petrolifera Yukos e sostenitore dell’opposizione politica a Putin. Nel 2005 viene condannato a nove anni di carcere in Siberia, nel 2010 la pena è estesa a 14 anni. 5 dicembre. A due giorni dalle elezioni politiche russe tre terroriste cecene si fanno esplodere su un treno nei pressi di Stavropol, causando la morte di 42 persone. 7 dicembre. Il partito di Putin, Russia unita, vince le elezioni per la Duma con il 37% dei voti. 2004 6 febbraio. A Mosca un attentato kamikaze in una stazione della metropolitana provoca 41 vittime. 14 marzo. Putin rieletto presidente della Federazione russa, con il 71% dei voti. 9 maggio. Il presidente ceceno Akhmad Kadyrov ucciso in un attentato a Groznyi. 25 agosto. Due kamikaze si fanno esplodere su due aerei di linea nel Sud della Russia: 89 vittime. 1° settembre. Un commando di 32 terroristi ceceni occupa una scuola a Beslan, nell’Ossezia del Nord, Repubblica autonoma caucasica della Federazione russa, e prende in ostaggio circa 1.200 persone, fra adulti e bambini. Due giorni dopo le forze speciali russe intervengono: fra ostaggi, soccorritori, agenti e sequestratori, muoiono 386 persone, tra cui 186 bambini. 13 settembre. Putin impone una riforma che prevede la nomina diretta dei governatori regionali (prima eletti) da parte del presidente, con la formale approvazione delle legislature regionali. 2005 15 gennaio. Ordine speciale di Maschadov per fermare le operazioni militari al di fuori dell’autodifesa. Richiesta di un negoziato per porre fine al conflitto ceceno. Il cessate il fuoco viene rispettato dai ribelli ma è respinto dal Cremlino, che si rifiuta di negoziare. 8 marzo. Maskhadov ucciso dalle forze di sicurezza russe durante un’operazione militare nel villaggio di Tolstoj-Jurt. 8 settembre. Il colosso energetico russo Gazprom e una cordata tedesca con Eon e Wintershall sottoscrivono un accordo per la creazione di un gasdotto sottomarino. 13 ottobre. Attacco terroristico a Nalchik, capitale della Repubblica di Cabardino-Balcaria: più di cento le vittime, di cui almeno 14 civili. 27 novembre. In Cecenia elezioni indette dal Cremlino per formare il Parlamento, organo assente nella repubblica sin dall’invasione russa del 1999. Vince il partito filorusso con il 6l% dei voti. 2006 1° gennaio. Dopo mesi di contenzioso, il colosso russo Gazprom taglia le forniture di gas all’Ucraina, che fino al 2005 lo comprava a un prezzo "politico" e che non accetta di adeguarsi al prezzo di mercato. Il taglio causa una riduzione del flusso di gas verso diversi Paesi europei; 4 gennaio: accordo con la società ucraina Naftogaz. l6 gennaio La Duma approva una legge che accresce il controllo sulle Ong che operano in Russia. 10 luglio. Samil Basaev, leader dell’ala più radicale dell’insurrezione islamista anti-russa, muore in Inguscezia in seguito a un’esplosione. 7 ottobre. Anna Politkovskaja viene uccisa a colpi di pistola nell’ascensore del suo appartamento moscovita. La giornalista russa della Novaja Gazeta si era occupata della corruzione nell’esercito russo e degli abusi sui civili nella guerra in Cecenia. 23 novembre. Muore a Londra, forse per avvelenamento da radiazione da polonio-210, Aleksandr Litvinenko, ex agente dei servizi segreti russi. Nel 2002 aveva pubblicato un libro in cui accusava Putin di essere il mandante degli attentati attribuiti ai separatisti ceceni. 2007 23 aprile. Boris Eltsin muore d’infarto a 76 anni. 30 maggio. Il quotidiano britannico The Guardian rivela che la Russia sta testando un nuovo missile balistico intercontinentale. Il vice premier Sergej Ivanov spiega che il vettore nasce dall’esigenza di contrastare il progetto statunitense di uno scudo antimissile in Polonia e Repubblica Ceca. 7 giugno. Putin, in un faccia a faccia con il presidente Usa George W. Bush, propone uno "scudo spaziale a tre" per America, Europa e Russia, per un sistema difensivo comune sotto il comando congiunto russo-americano. 30 novembre. Putin firma il decreto che sospende la partecipazione della Russia al Trattato sulle forze convenzionali in Europa (Cfe), firmato nel 1990 dai Paesi della Nato e del Patto di Varsavia. 2 dicembre. Trionfo di Russia unita, con il 64% dei voti, alle elezioni per la Duma. Le consultazioni si svolgono conil sistema proporzionale, adottato con una legge del 2005 su iniziativa di Putin. 2008 7 marzo. L’Abkhazia, regione separatista filorussa della Georgia, chiede all’Onu di riconoscere la sua indipendenza. Aprile. Sale la tensione tra Russia e Georgia dopo il presunto abbattimento di un drone georgiano in Abbkhazia. 7 maggio. Putin, che non può accedere a un terzo mandato, favorisce alle elezioni presidenziali il suo delfino, Dmitrij Medvedev. Il giorno stesso il neo-presidente nomina premier Vladimir Putin. 3 agosto. Muore a Mosca il Premio Nobel per la letteratura Aleksandr Solzenicyn. 8 agosto. La Georgia attacca Tskhinvali, capitale della regione separatista dell’Ossezia del Sud. La Russia reagisce invadendo il territorio georgiano. Tbilisi invoca il cessate il fuoco, ma i russi avanzano. È l’inizio della seconda guerra in Ossezia del Sud. 12 agosto. I russi si fermano a 35 chilometri da Tbilisi. Medvedev firma la tregua con il presidente georgiano Mikheil Saakashvili. 19 agosto. La Nato «deplora» l’uso sproporzionato della forza, «auspica» un ritiro delle truppe, «richiama» la Russia agli impegni presi. 22 agosto. Mosca sospende la collaborazione con la Nato. 26 agosto. Medvedev riconosce ufficialmente l’indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia. «In caso di attacco presteremo l’aiuto adeguato», ribadisce il presidente russo. 17 settembre. L’Autorità regolatrice finanziaria sospende i principali indici delle Borse russe dopo i crolli delle settimane precedenti. L’indice Micex, che raggruppa i titoli in rubli, precipita a 853 punti, il valore più basso di sempre. Ottobre. Il Parlamento russo approva un pacchetto finanziario per salvare le banche. A dicembre, approvato un ulteriore piano anti-crisi che stabilisce la riduzione dell’aliquota di tassazione sui bilanci delle grandi aziende. 2 dicembre. Il silenzio dopo la guerra in Ossezia del Sud viene interrotto: Nato e Russia riprendono a negoziare. 2009 1° gennaio. Gazprom annuncia la sospensione dell’approvvigionamento di gas all’Ucraina a partire dalle io del mattino. Gazprom e Naftogaz garantiscono però le forniture di gas all’Unione Europea. 6 gennaio. L’interruzione del flusso del gas russo si allarga a diversi Paesi europei. La Commissione Europea giudica la situazione «totalmente inaccettabile». 19 gennaio. Davanti ai premier Putin e Julija Tymosenko viene firmato il contratto fino al 2019 per le forniture di gas russo all’Ucraina (e quindi all’Europa) con nuove tariffe. Termina il black-out energetico di l8 giorni per l’Ucraina e di 13 giorni per l’Europa. 19 febbraio. Il processo per l’omicidio della Politkovskaja si chiude con le assoluzioni per insufficienza di prove dei quattro imputati, tutti ceceni. Il 25 giugno 2009 la Corte suprema annulla le assoluzioni e riapre il processo. l6 aprile. La Russia dichiara concluse le operazioni contro il terrorismo in Cecenia e ritira gran parte dell’esercito. 6 luglio. Medvedev e il presidente statunitense Barack Obama raggiungono un accordo sulla riduzione degli arsenali atomici e su un nuovo trattato per sostituire lo Start-1 del 1991. Riprende la cooperazione militare tra i due Paesi interrotta dopo la crisi georgiana del 2008. 18 settembre. Obama sospende lo Scudo spaziale Usa in Polonia e Repubblica Ceca. 27 novembre. Un ordigno carico di tritolo causa il deragliamento del treno Nevsky Express nei pressi di Bologoye. L’attentato, che uccide 27 persone, è attribuito a un gruppo di mujaheddin insurrezionalisti caucasici. 2010 29 marzo. Uccise 38 persone in due attentati kamikaze nella metropolitana di Mosca. 8 aprile. Obama e Medvedev firmano a Praga il nuovo trattato Start-2 per la riduzione degli arsenali nucleari: viene stabilito un tetto di 1.550 testate operative e un massimo di 700 vettori per ciascuna delle due superpotenze. 5 agosto. La Russia vieta le esportazioni di grano, farina, granturco e altri cereali fino al 31 dicembre, dopo che la grave siccità e i devastanti incendi delle settimane precedenti hanno distrutto il 20% delle coltivazioni. Forti aumenti del prezzo del grano in tutto il mondo. 28 settembre. Medvedev destituisce il corrotto sindaco di Mosca Jurij Luzkov, in carica dal 1992. Al suo posto, Sergej Sobyanin, capo di gabinetto di Putin. Dal 2004 i sindaci, come i governatori, non vengono eletti ma proposti dal presidente. 26 ottobre. Pubblicato l’ultimo report annuale sulla corruzione di Transparency International. La Russia è al 154° posto tra 178 Paesi del mondo (l’Italia occupa il 67° posto); il volume della corruzione nel Paese è stimato in circa 300 miliardi di dollari all’anno. 24 gennaio. Esplosione all’aeroporto di Mosca Domodedovo: 37 persone uccise. 10 giugno. Freddato in una strada della capitale russa l’ex colonnello Yurij Budanov, l’ufficiale russo più alto in grado mai condannato per le atrocità contro i civili nel corso delle due guerre cecene. 20 giugno. Un Tupolev Tu 134 precipita nella regione della Karelia: 44 morti e otto superstiti. 14 luglio. Il gruppo energetico tedesco Rwe sigla un accordo con Gazprom per costituire una joint-venture per la produzione di energia dalle centrali a carbone e a gas. Con 31,8 miliardi di euro di esportazioni, la Russia è il primo partner europeo della Germania, che a sua volta ha un export con Mosca per 26,4 miliardi di euro. 24 settembre. Il congresso di Russia Unita indica Putin come candidato per le elezioni presidenziali del marzo 2012. Putin potrebbe restare in carica altri 12 anni, perché una riforma del dicembre 2008 ha esteso la durata del mandatoda quattro a sei anni. 4 dicembre. Elezioni parlamentari.