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 2011  dicembre 05 Lunedì calendario

ANTITRUST. UN PRESIDENTE E (TANTI) CONFLITTI D’INTERESSE

Il primo a congratularsi è stato il presidente dell’ordine degli avvocati di Palermo, Francesco Greco: «È una grande soddisfazione per l’intera avvocatura palermitana. Sono sicuro che l’avvocato Pitruzzella saprà coniugare i bisogni della concorrenza e del mercato con i principi fondanti della professione forense, che sono i principi baluardo della democrazia». Giovanni Margiotta, presidente dell’ordine degli ingegneri, l’ha seguito a ruota.
È uno sbaglio o sono proprio gli ordini professionali che negli ultimi tempi non hanno avuto rapporti particolarmente distesi con l’autorità garante della concorrenza? Perché allora esultano? Azzardiamo: con la nomina del nuovo presidente dell’Antitrust hanno tirato un respiro di sollievo.
La storia
Giovanni Pitruzzella appartiene a una delle tante corporazioni che con la concorrenza hanno qualche conticino aperto. È un avvocato iscritto all’ordine di Palermo, con uno studio legale nel quale lavorano altri nove avvocati: sempre iscritti allo stesso ordine.
Va da sé, un governo come quello di Mario Monti, il quale deve puntare molte delle proprie carte sulle liberalizzazioni, avrebbe bisogno di essere «fiancheggiato» da un Antitrust aggressivo, spietato e autorevole. In grado di spuntare le unghie proprio ai gruppi di pressione e agli ordini che si oppongono alle liberalizzazioni. E già questo potrebbe far sorgere qualche perplessità sull’opportunità di nominare al suo vertice l’esponente di una corporazione. Ci sono poi altre questioni non trascurabili, che ha già sottolineato sul Corriere Salvatore Bragantini.
Già presidente del collegio sindacale della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo, l’avvocato Pitruzzella non risulta essere particolarmente esperto di concorrenza, materia i cui studiosi sostengono ora che debba essere terreno più per gli economisti che per i giuristi.
In compenso è una specie di professionista delle authority. Grazie a un elemento di forza che ben pochi possono vantare. L’immensa stima nutrita nei suoi confronti da un illustre collega avvocato, palermitano anch’egli: il presidente del Senato Renato Schifani. Per ben due volte è stato nominato nella commissione di garanzia degli scioperi, e la seconda in una tornata che ha suscitato memorabili polemiche.
Perché dopo aver letto le designazioni fatte anche in quella circostanza da Schifani e dal presidente della Camera Gianfranco Fini il giuslavorista Pietro Ichino, senatore democratico, presenta una interrogazione parlamentare ustionante. Sostiene che quelle nomine sono una lottizzazione bella e buona. Nel pacchetto ci sono uno strettissimo collaboratore di Fini, Roberto Alesse, il capo dell’ufficio legislativo del ministero dell’Economia, Gaetano Caputi, la ex parlamentare diessina Elena Montecchi, l’ex onorevole centrista Alessandro Forlani, figlio dell’ex segretario democristiano Arnaldo Forlani. E Pitruzzella: avvocato del quale Enrico Marro, su questo giornale, ricorda nell’occasione i suoi rapporti di consulenza con lo studio legale di Roberto Schifani. Ovvero, il figlio del presidente del Senato che l’ha designato per quel prestigioso incarico.
Ma non è quella l’unica impronta digitale «schifaniana» sulle nomine. Nella lista figura un altro avvocato, che risponde al nome di Nunzio Pinelli. Nientemeno, il partner dello studio Schifani: il quale infatti si chiama «Studio Pinelli-Schifani».
Manca però del tutto, nel pacchetto, un giuslavorista, carenza niente affatto marginale per un’Authority che deve occuparsi degli scioperi. Tanto che il Quirinale, per mandare giù la pietanza indigesta, costringe gli autori della lottizzazione a far posto, loro malgrado, a Iolanda Piccinini, docente di diritto del Lavoro alla Lumsa di Roma.
Il cerchio si chiude
Ma alla prima occasione si rifanno con gli interessi. Mentre il pupillo di Schifani viene proiettato con il consenso di Fini al vertice dell’Antitrust, chi prende il suo posto all’authority degli scioperi? Ovviamente il pupillo di Fini, Roberto Alesse. E il cerchio si chiude perfettamente.
Certo, da presidente dell’autorità garante della concorrenza e del mercato Giovanni Pitruzzella dovrà rinunciare alle sue molteplici attività. Che ne sarà della società di consulenza Project consulting, da lui creata appena due anni fa insieme ad Angelo Cuva? Un nome che forse non dirà molto ai nostri lettori, ma che invece dice tanto a Palazzo Madama. Dove Cuva è consulente di Schifani «in materia di analisi e monitoraggio degli andamenti della finanza pubblica statale».
Perché il presidente del Senato abbia sentito l’esigenza di nominare un consulente per «monitorare» i conti pubblici quando il Senato già dispone di un ufficio studi di prim’ordine, consulente che fra l’altro è socio del suo adorato Pitruzzella, è francamente un mistero. Ma tant’è.
Quale destino avrà la società Vela e Natura, che ha come oggetto l’affitto di imbarcazioni da diporto, costituita a marzo 2010 da Pitruzzella con Giovanni Lo Bue? Altro nome non noto ai più, ma non alla Regione siciliana di cui è dirigente generale: risulta a capo del dipartimento cooperazione. Un dirigente pubblico socio del presidente di un’authority (intendiamo quella degli scioperi)? Bah…
Cosa poi ne farà Pitruzzella della sua partecipazione del 25% in una terza società di servizi, la Socrate srl? E come regolerà, infine, i propri rapporti con la Officina Italia, altra società di consulenza per enti pubblici e aziende private fra i cui azionisti, insieme a Pitruzzella, figura l’avvocato di Bronte Lara Biagia Firrarello? Cognome, questo, invece piuttosto famoso in Sicilia. L’avvocato Firrarello è la figlia minore di Giuseppe «Pino» Firrarello, senatore del Popolo della libertà, ex democristiano e in seguito potentissimo proconsole berlusconiano nel catanese. Nonché sindaco di Bronte e suocero del presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione. Il quale, alla notizia della nomina di Pitruzzella, non ha mancato di unirsi al coro degli entusiasti: «Si tratta di un giusto riconoscimento a una delle personalità più illustri in Sicilia per competenze e preparazione professionale». Alleluja.
Sergio Rizzo