Dino Pesole, Il Sole 24 Ore 5/12/2011, 5 dicembre 2011
NUOVE ENTRATE PER 17 MILIARDI, TAGLI PER 13
Manovra da 20 miliardi nel triennio, con effetti strutturali così da assicurare l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Vi si aggiungono 10 miliardi da destinare a misure di sostegno alla crescita. Nel totale dunque la manovra lorda approvata ieri sera dal Consiglio dei ministri si attesta a quota 30 miliardi. Un intervento ponderoso che, in linea con la doppia manovra estiva (59,6 miliardi a regime nel 2014), si segnala per il notevole apporto delle nuove entrate: 17 miliardi contro 13 di tagli. In tutto in presenza della revisione al ribasso delle stime di crescita: -0,4/0,5% nel 2012, vicino allo zero nel 2013.
La scelta del presidente del Consiglio, Mario Monti è stata di potenziare le misure destinate a contenere il deficit nel corso del 2012, tenendo conto in primo luogo dell’effetto indotto dall’ulteriore rallentamento del ciclo economico. Si va dunque anche oltre la correzione chiesta da Bruxelles per far fronte agli effetti del peggioramento del ciclo: lo scarto, pari allo 0,7% del Pil, avrebbe infatti richiesto un intervento di circa 11 miliardi, che ora vengono decisamente incrementati per blindare i saldi di finanza pubblica. Vi rientrano anche i 4 miliardi, già previsti dalla manovra di agosto, che – ha spiegato il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli – saranno conseguiti non più attraverso il taglio selettivo delle agevolazioni fiscali, secondo il meccanismo previsto dalla «clausola di salvaguardia» connessa alla delega fiscale e assistenziale, ma con una nuova clausola che riguarda l’Iva. Tra le nuove entrate si segnala anche l’una tantum dell’1,5% sui capitali "scudati".
È il biglietto da visita decisivo del nuovo esecutivo, che a partire da oggi sarà sottoposto al giudizio dei partner europei e dei mercati. Per quel che riguarda Bruxelles, la road map è in linea con le richieste avanzate dalla Commissione, e con quanto lo stesso Monti ha annunciato martedì scorso all’Eurogruppo e il giorno dopo all’Ecofin. Ne ha ricevuto un sostanziale via libera preventivo con alcuni suggerimenti. La Commissione europea ha chiesto di rendere chiaro e percepibile il pacchetto di misure per sostenere la crescita, e sul versante del contenimento del deficit la richiesta è per un mix equilibrato tra tagli alla spesa corrente e maggiori entrate. Il decreto «salva Italia» varato ieri sera dal governo – come lo ha definito il presidente del Consiglio – rispetta questa indicazione per quel che riguarda le nuove norme sul fronte della previdenza (risparmi 3-3,5 miliardi), con l’aggiunta dei 5,8 miliardi di tagli a carico delle autonomie locali. «Certo ci sono tasse – ha ammesso Monti – ma non gravano sui soliti noti e vi sono anche i risparmi sulla previdenza e le misure sui costi della politica».
Quanto alle nuove entrate, vale la pena di ricordare che già con le manovre estive la pressione fiscale è indicata in netto aumento al 43,8% nel 2012, per raggiungere nel 2014 il record assoluto del 44,8% per effetto della «clausola di salvaguardia». Ora occorrerà tener conto delle nuove misure, in particolare per quel che riguarda il prospettato nuovo aumento dell’Iva, che scatterà dal secondo semestre 2012. Nessun ritocco all’Irpef, invece, come prospettato in precedenza.
Quanto agli interventi per la crescita, si tratta di un passaggio fondamentale, chiesto anch’esso da Bruxelles, ed evocato espressamente dallo stesso Monti: il precedente governo – ha osservato – ha ben operato a salvaguardia degli equilibri di bilancio, ma sul versante dello sviluppo – come segnala la stessa Commissione – ben poco è stato fatto. Aspetto sul quale Monti si soffermerà anche nei suoi prossimi contatti internazionali dall’incontro di martedì a Milano con il segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, al vertice europeo in programma l’8 e 9 dicembre.