Sepang – 23 ottobre 2011
Marco Simoncelli, un tragico incidente
23 ottobre 2011
Ciao Sic!
Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
La morte di Gheddafi, la gara per diventare governatore della Banca d’Italia, i black bloc hanno fatto dimenticare che c’è una crisi economica mondiale: questa crisi ha in Europa il suo punto dolente e in Italia il punto dolente del punto dolente. Il quaderno delle sofferenze sarà esaminato oggi a Bruxelles, città in cui si riuniscono la Merkel, Sarkozy, Berlusconi e gli altri capi politici dell’Europa. La riunione, che è stata preceduta da trattative tra i ministri delle Finanze dei rispettivi paesi (Ecofin) e da un vertice informale, ieri, di Merkel-Sarkozy-Barroso-Van Rompuy-Trichet-Draghi-Lagarde, non produrrà alcuna soluzione oggi, domenica: i vari capi si rivedranno mercoledì e oggi insistono che questo mercoledì sarà quello decisivo.
• Decisivo in che senso? Alla fine è un pezzo che sento parlare di questa crisi, del debito, delle banche, della Grecia e vedo però che non succede niente di particolare, la vita continua come prima, quindi ho il sospetto che si tratti alla fine di bubbole, la crisi magari è una finzione per farci ingerire chi sa quali provvedimenti, restrizioni, tagli senza che sia davvero necessario…
Lei immagina, cioè, un Grande Vecchio della finanza, deciso a farci cadere in una trappola, spaventandoci con allarmi che non hanno una reale consistenza. Temo che abbia torto, se le cifre di questo Grande Vecchio sono vere: per esempio le banche europee avrebbero in cassa un 750 miliardi di titoli emessi da stati o certamente insolventi o a rischio insolvenza. Supponiamo che una di queste banche salti: i poveri lavoratori che hanno affidato alla cassaforte di questa banca i loro soldi perderebbero tutto. Nel caso greco, si sta discutendo adesso se non ci si debba accontentare di una restituzione del 50-60% del debito. Però se i i greci restituiscono la metà dei loro debiti, qualche banca rischia di saltare per aria, e con la banca i depositi delle famiglie. Detestiamo le banche, ma sembra necessario salvarle. Se la Grecia salta, bisogna che le banche esposte sulla Grecia abbiano abbastanza soldi per parare il colpo. Quindi, prima di far saltare la Grecia, bisogna che le banche mettano in cassa denaro.
• Chi deve tirare fuori questo denaro? Gli azionisti. Sarkozy voleva che lo desse il famoso fondo Efsf (il cosiddetto fondo salva-stati). La Merkel gli ha detto: tu sei fuori di testa. Sarkozy ha fatto marcia indietro. Infatti: da dove tira fuori i soldi che gli servono il signor Efsf? Dagli stati membri. Cioè, dai contribuenti. I contribuenti tedeschi non ne vogliono sapere di dar soldi alla Grecia e all’Italia. Quindi, nisba. L’altro giorno il ministro delle finanze tedesco, Schäuble, aveva detto che il fondo salva stati sarà di mille miliardi. Può darsi, ma per ora non ci crede nessuno. I miliardi per ora sono 440, perché per arrivare a mille i tedeschi dovrebbero tirar fuori altri soldi. Il default greco costererebbe alla Germania poco meno di 500 miliardi. La Merkel vede con chiarezza che, in questo modo, alle elezioni sarà sconfitta. Ecco su che cosa si accapigliano oggi a Bruxelles: chi deve tirar fuori i soldi e quando e quanto e come e per salvare chie in cambio di che cosa. Un guazzabuglio.
• L’Italia?
Non conta niente. Subirà le decisioni degli altri, cercando di buttare nel cesso, senza farsi vedere, le medicine più amare che l’Europa le imporrà. La Merkel ha telefonato l’altro giorno a Berlusconi, spiegandogli che deve dar seguito alle promesse di quest’estate, che il decreto sviluppo deve essere varato al più presto e rilanciare davvero il Paese. Non conosciamo le risposte di Berlusconi, ma mi figuro che avrà dato ampie assicurazioni, rispondendo di sì a tutto, come fa qualunque bravo venditore.
• Invece?
Il decreto sviluppo non è pronto. Ieri Alfano ha detto: «Ma è strana questa vostra idea che con un decreto si risolvano problemi mondiali». E ha ragione. Arriveranno parecchi decreti in sequenza, in modo da render meno chiara l’idea generale. Il concordato fiscale, che permetterebbe di mettere insieme qualche soldo, è una misura odiosa anche a un pezzo di Pdl, oltre che a Tremonti e all’Europa. Tremonti non vuol tirare fuori uneuro. Ieri ha fatto sapere dell’esistenza di un piano “eurosud”, col quale si disporrebbe in modo completamente diverso dei soldi che per il Mezzogiorno ci arrivano dall’Unione europea. Il “modo completamente diverso” dovrebbe essere quest invece di essere stornati verso altre voci di spesa, i soldi dell’Europa destinati al Sud sarebbero impiegati effettivamente al Sud. I presidenti delle regioni meridionali chiedono infrastrutture, cioè ponti, strade eccetera. Il governatore della Sicilia, Lombardo, non crede a una parola del piano Eurosud, da lui sprezzato alla stregua della Banca del Mezzogiorno, tante volte annunciata e mai realizzata.
• Se le cose stanno così, che ci va a fare Berlusconi a Bruxelles oggi?
A prendere ordini, direi.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 23 ottobre 2011]
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