Peng&Chen, Il Sole 24 Ore 23/10/2011, 23 ottobre 2011
TUTTO CORRE, NON IL TRAFFICO - I
taxisti di Pechino, in passato, quando telefonavano a un collega erano soliti salutare utilizzando una forma di saluto che si può tradurre letteralmente con: «Hai mangiato?». Oggi la prima domanda è: «Dove sei imbottigliato?»
La Festa della luna di mezz’autunno è passata da poco, tradizionalmente uno dei periodi di traffico più intenso. Ogni anno il numero di automobili circolanti fa segnare un nuovo record e altrettanto aumenta l’ostentazione di modelli di lusso. La tradizione vuole che la Festa della luna di mezz’autunno si trascorra in famiglia, che la sera ci si ritrovi tutti insieme per festeggiare; quest’anno molta gente l’ha invece trascorsa rassegnata, ferma in automobile. Un nostro amico ha scritto su Weibo (il twitter cinese): «quel giorno ho preso un autobus per tornare a casa, e per fare solo 13 chilometri ho impiegato 5 ore».
Attualmente, nelle ore di punta la velocità media dei veicoli a Pechino è di 22 km/ora, più o meno la stessa velocità di una bicicletta. Le stime prevedono che nel 2015 la velocità media scenderà gradatamente fino a 14 km/ora, si arriverà quindi a una velocità non tanto superiore a quella dei pedoni. Continuando di questo passo si arriverà al giorno in cui la velocità scenderà a zero, e tutta la città si trasformerà in un gigantesco parcheggio.
Oggi un terzo delle famiglie cinesi è entrato a pieno titolo nel segmento che si può definire ceto medio. Una famosa casa di cosmetici francesi ha cominciato già dieci anni fa a trasmettere uno spot televisivo mirante a infondere nel glorioso popolo proletario cinese il nuovo concetto di: «Val la pena di possederlo». Oggi oltre ai cosmetici, ogni famiglia cinese desidera ardentemente possedere una casa e un’automobile. Se il bilancio familiare lo permette, nonostante il costo dei biglietti dei mezzi pubblici sia considerato il più conveniente al mondo, ogni famiglia corre ad acquistare un’automobile. Sono convinti che non ci sia nulla che possa dare altrettanto lustro alla propria immagine.
Nelle riprese che Antonioni ha girato nel 1972, le strade cinesi erano invase da un fiume di biciclette. In una scena un ragazzo esegue i movimenti del Taiqi pedalando e finisce per perdere il controllo della sua bicicletta. Un’immagine veramente rilassante! Oggi, non capita certo più di assistere a scene romantiche come questa. Le statistiche dicono che ad agosto 2011 in Cina circolavano più di 100 milioni di autoveicoli, quasi quanto quelle presenti sulle strade degli Stati Uniti, un decimo delle automobili nel mondo. Solo a Pechino si contano 4,5 milioni di veicoli, in pratica 60 automobili ogni 100 abitanti. «Pechino non prenderà mai il raffreddore, ma prima o dopo il traffico le causerà un infarto»: sta diventando realtà ciò che il famoso architetto Liang Sichen ha annotato nel suo diario settant’anni fa.
La Cina è diventata l’ancora di salvezza delle case automobilistiche. Qualsiasi modello può essere venduto e ottenere successo. Nel 2008 sono state immatricolate 9.380.000 automobili, nel 2009 più di 13 milioni e nel 2010 quasi 17 milioni. In due soli anni le vendite sono raddoppiate e la Cina può vantare il primato mondiale di immatricolazioni. Alcuni esempi possono forse far comprendere meglio la portata di questo fenomeno: un proprietario di miniere della provincia dello Shangxi ha acquistato 20 Hummer in un colpo solo; la Rolls Royce produce un modello speciale riservato al mercato cinese, con sopra disegnato un drago; nel corso dell’ultima fiera dell’automobile di Pechino, 7 "ricconi", hanno lottato fino all’ultima offerta per acquistare una Bentley, e il vincitore se l’è aggiudicata sborsando l’incredibile somma di 8.880.000 yuan (all’incirca un milione di euro). E ancora: Audi e Mercedes commercializzano modelli più lunghi per soddisfare il gusto dei clienti cinesi; il marchio Volvo, sinonimo di "qualità svedese", è stato acquistato dal produttore di automobili utilitarie Ji Li (famoso soprattutto per aver inondato il mercato di automobili super economiche); la ragazza più cool del web ha solo 20 anni, e sul suo blog ostenta la sua Maserati e qualche decina di borse di Hermes. I suoi follower stravedono per lei e se ne prendono cura più di quanto faccia la croce rossa cinese con i bisognosi.
Non bisogna però pensare che il governo cinese stia assistendo passivamente. Il prezzo del petrolio, risorsa sottoposta a monopolio, è stato rincarato a tal punto che ora risulta essere il più caro al mondo, la circolazione è regolata e limitata con un complesso sistema di targhe alterne, le vendite sono riservate ai soli residenti o talvolta il diritto di immatricolare un nuovo veicolo può essere ottenuto unicamente partecipando a una lotteria. A Shanghai le targhe vengono vendute all’asta, e non è raro che vengano battute a prezzi compresi tra i 30mila e i 50mila yuan (la sola targa può venire quindi a costare come un’autovettura di piccola cilindrata). L’assoluta mancanza di una politica organica relativa alla costruzione della rete stradale, la scarsa propensione da parte degli automobilisti cinesi all’osservanza del codice della strada, complicano ulteriormente la situazione del traffico già di per sé caotico. La gestione irrazionale delle tratte a pagamento concorre alla creazione di ulteriori ingorghi: i caselli sono spesso mal posizionati e i pedaggi oltremodo eccessivi.
Tutto ciò non è però minimamente sufficiente a dissuadere il popolo cinese dal desiderare di possedere un’automobile.
Molte speranze per uscire da questo stato di stallo sono state riposte nella costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità più lunga del mondo. Lo spaventoso incidente avvenuto il 23 di luglio ci ha però risvegliato da un bellissimo sogno. In alcuni casi, non è importante saper accelerare, bensì riuscire a capire quando rallentare può essere un ulteriore passo avanti.