Chiara Paolin, il Fatto Quotidiano 23/10/2011, 23 ottobre 2011
MAMMA SGARBI NEI GUAI PER IL FIGLIO
La dottoressa Rita Cavallini, alla bella età di 84 anni, avrebbe tutto il diritto di starsene finalmente tranquilla. Invece no, perché deve ancora badare alle marachelle che le combina il figliolo Vittorio Sgarbi, iperattivo cacciatore di visibilità e denari. L’ultimo guaio è il sequestro di tre conti correnti e una porzione di casa a Ferrara per un valore di centomila euro: secondo l’accusa, mamma Rita non avrebbe pagato l’Iva sugli incassi rendendosi colpevole di evasione fiscale.
LA GUARDIA di Finanza ha eseguito venerdì scorso l’ordinanza della procura di Camerino contro la società Aretè di San Severino Marche, una srl di cui la Cavallini è amministratrice unica oltre che responsabile della ‘segreteria generale’, come spiega il sito ufficiale del critico d’arte prestato alla politica. Infatti anche lì, nelle dolci terre marchigiane, Sgarbi ha mietuto successi e poltrone: a San Severino ha fatto l’assessore alla cultura, decidendo di mantenere tra quei vicoli antichi la residenza e la società che gestisce la sua immagine (con relativi contratti). “La signora Rina non versò l’Iva perché è creditrice di 250mila euro nei confronti di un ex collaboratore, come sentenziato dallo stesso tribunale di Camerino - spiega l’avvocato di famiglia, Giampaolo Cicconi -. L’Aretè nel 2007 non ha incassato quella somma che le spettava, e questo ha creato difficoltà alla casse della società.
PROBABILMENTE c’è questo dietro il mancato versamento dell’Iva dovuta”. Insomma, la povera signora Cavallini non aveva soldi abbastanza per mettersi in regola col fisco, o forse quell’anno i diritti d’immagine di Sgarbi avevano reso poco e male. Roba da non credere, visto che gli impegni - ben ripagati - non sono mai mancati. Soprattutto nel 2007, quando Sgarbi si occupava dell’assessorato alla cultura di Milano ed era in tivù ogni due per tre. “E poi quello i soldi li sa fare - svela un pubblicitario marchigiano -. Fece una campagna con noi, e mentre gli scattavano le foto diceva serissimo: che faccia vuoi? Più da stronzo? Se mi paghi di più la faccio più da stronzo eh”.