Federico De Rosa, Corriere della Sera 23/10/2011, 23 ottobre 2011
BPM, VINCE LA LISTA «AMICI». NUOVA LETTERA DI BANKITALIA — I
soci della Bpm voltano pagina. Ma solo a metà. Ieri l’assemblea ha approvato la svolta varando con il 98% dei consensi la nuova governance duale, ma confermando allo stesso tempo il ruolo chiave dei sindacati in Piazza Meda, che attraverso gli Amici della Bipiemme, l’associazione dei dipendenti soci, hanno conquistato 11 posti su 19 nel nuovo consiglio di sorveglianza che sarà guidato da Filippo Annunziata.
Il professionista milanese candidato dagli Amici con l’appoggio di Uilca e Fisac ha quindi battuto Marcello Messori, indicato dalla lista Fabi-Fiba in ticket con Matteo Arpe, che ha ottenuto tre posti in consiglio. Uno, quello di Messori, è stato già liberato: l’ex presidente di Assogestioni ha infatti rinunciato. Nel board entrano anche Ulrich Weiss e Stefania Chiaruttini, indicati dalla Investindustrial del finanziere Andrea Bonomi, futuro presidente del consiglio di gestione.
Dall’assemblea era attesa, in primis dalla Banca d’Italia, una svolta radicale in Bpm. Quella che ne è esce è invece un’architettura di governance piuttosto complessa, in cui il confine tra maggioranze e minoranze, ma soprattutto tra controllo e gestione, appare ancora sfumato e dovrà essere quindi confermato nei fatti. Non è quello che voleva Palazzo Koch. La Vigilanza aveva auspicato una discontinuità che non c’è stata. E venerdì sera da Via Nazionale è arrivata a Milano una nuova lettera che il presidente uscente Massimo Ponzellini ha già consegnato ad Annunziata, in cui la Banca d’Italia raccomanderebbe una netta discontinuità nel prossimo consiglio di gestione, in seguito a nuove evidenze emerse nel corso dell’ultima ispezione. Il direttore generale di Bpm, Enzo Chiesa, consigliere delegato in pectore in quota Uilca, sarebbe quindi fuori. Palazzo Koch avrebbe lasciato intendere che questo passaggio sarà fondamentale per valutare la reale efficacia della governance.
«Abbiamo fatto un buon lavoro al fianco di un investitore istituzionale motivato e serio», ha detto Annunziata subito dopo la nomina, riferendosi all’alleanza con Investindustrial che sosterrà parte della ricapitalizzazione da 800 milioni di euro di Piazza Meda. Il neopresidente ha quindi espresso la volontà di far «ripartire la Bpm dall’interno con le forze della banca». Parole di soddisfazione anche da Bonomi: «I soci hanno fatto la scelta migliore per il futuro della banca».
Per votare la svolta ieri sono arrivati in quasi cinquemila alla Fiera di Milano, ognuno con tre deleghe. Gli Amici hanno vinto con 4.246 voti doppiando la lista di Fabi e Fiba che avevano puntato sul ticket Messori-Matteo Arpe, votata da 2.274 soci. Rimane fuori dal consiglio Assogestioni, a cui sono andati appena 27 voti e ha dovuto quindi lasciare ai rappresentanti di Investindustrial i due posti riservati ai fondi di investimento. Posti «pesanti» ai quali è associato un potere di veto sulle decisioni del consiglio di sorveglianza e dei comitati interni in cui, da statuto, è obbligatorio il consenso del rappresentante dei fondi.
Annunziata riunirà il primo consiglio martedì prossimo o mercoledì mattina, comunque dopo la registrazione e il deposito dello statuto, per procedere alla nomina dei cinque consiglieri di gestione. Tra i quali, a questo punto, Chiesa, autore del piano strategico e dell’aumento di capitale, potrebbe non esserci. Ipotesi che ha spiazzato lo stesso Annunziata, il quale ieri ha ammesso che «non abbiamo idee sostitutive: matureranno nei dovuti percorsi istituzionali».
E’ probabile che mercoledì possa tenersi anche il primo consiglio di gestione per accelerare la definizione dell’aumento di capitale, che deve essere messo a punto a termine entro fine settimana per non correre il rischio di defezioni nel consorzio di garanzia guidato da Mediobanca, il cui impegno scade il 31 ottobre. Manca ancora il via libera Consob al prospetto informativo, che giace negli uffici di Giuseppe Vegas da quasi un mese in attesa di poter essere integrato con la nuova governance duale.
Federico De Rosa