LOREDANA LIPPERINI, la Repubblica 23/10/2011, 23 ottobre 2011
DAGLI INSULTI AI CONSIGLI GLI AUTORI SI SCRIVONO
Scrittori che si scrivono. Il sito del Guardian riporta alcune delle lettere a se stessi raccolte nel libro Dear Me, curato da Joseph Galliano e in uscita la prossima settimana per Simon & Schuster. Tra gli altri, c´è Stephen King, che al King sedicenne raccomanda soprattutto di tenersi lontano dalle droghe: «Hai talento e stai per rendere felici molte persone con le tue storie però, triste ma vero, sei anche un drogato che aspetta che tutto questo accada. Se non darai ascolto a questa lettera e non cambierai il futuro, almeno dieci anni della tua vita � dai trenta ai quaranta � scivoleranno in una sorta di eclisse nera». E conclude: «Ricorda che, come l´amore, la resistenza alle tentazioni fa crescere più forte il cuore».
Scrittori che si insultano. Su archiviocaltari.it, un affascinante sito che raccoglie narrazioni, frammenti letterari, biografie, è iniziata la pubblicazione dei trenta insulti più caustici della storia della letteratura. Vediamoli. Virginia Woolf su Aldous Huxley: «Completamente rozzo, immaturo e oppositivo». H.G.Wells su George Bernard Shaw: «Un bambino idiota che strilla in ospedale», Joseph Conrad su D.H. Lawrence: «Sozzura. Nient´altro che oscenità», Nietzsche su Dante: «Una iena che scriveva poesie sulle tombe», e via così. Il peggiore? Gustave Flaubert, che definisce George Sand «una muccona piena di inchiostro». Nulla di nuovo, come si vede.