Melania Di Giacomo, Corriere della Sera 23/10/2011, 23 ottobre 2011
PEPERONI NERI, PATATE BLU. GLI INCROCI (NATURALI) CHE RIDUCONO LO STRESS —
Peperoni ipervitaminici di un bel colore melanzana, basilico rosso pomodoro contro lo stress, carote viola o color latte antinvecchiamento. A vederli sembrano frutto di chissà quale manipolazione. In realtà si tratta di alimenti rigorosamente «non Ogm», più salutari di quelli che arrivano normalmente sulle tavole — garantisce la Coldiretti, che ha collezionato la galleria alimentare per il Forum dell’agricoltura e dell’alimentazione a Cernobbio — con «esclusive proprietà salutistiche e nutrizionali, legate proprio al loro differente e insolito colore».
Per esempio i peperoni più scuri sono ancora più ricchi di capsaicina, che dà il gusto piccante, vitamine e antiossidanti; se la carota è viola può essere un aiuto contro i radicali liberi, contrasta l’invecchiamento fino a 28 volte in più del classico tubero arancione. Sono incroci naturali ottenuti dagli agricoltori, che vanno solo sui banchi dei mercati a chilometro zero, o alimenti legati alla tradizione culinaria della zona di origine e lì limitati, come la patata blu, che è caratteristica del Trentino, o la melanzana rossa, piccola e rotonda come un pomodoro, che si trova quasi solo in Basilicata. Quelli più particolari sono delle riscoperte. «Fanno parte di ambiti di biodiversità che con l’agricoltura industrializzata sono stati abbandonati per la minore resa», spiega Sara Paraluppi, agronoma di Coldiretti. Esistono, ad esempio, delle pannocchie rosse o anche nere, molto più piccole che danno minore produttività e quindi hanno un prezzo più alto, ma potrebbero essere riscoperte se si notasse un interesse di mercato a una farina dal colore particolare. Tra l’altro si tratta di prodotti «rustici», più resistente ai parassiti, e quindi coltivabile con i soli concimi naturali.
Tutto made in Italy, dice il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, che invece lancia l’accusa allo Stato di finanziare alimenti prodotti all’estero e spacciati per italiani. Sotto accusa la salumeria Rosi di New York del Gruppo Parmacotto che ha appena stipulato un accordo con la Simest (controllata dal ministero dello Sviluppo economico) per un aumento di capitale di 11 milioni, sui cui banchi ci sono salami e bresaola prodotti negli Usa o in Sud America. L’azienda a distanza risponde di aver rispettato i requisiti di legge: «Alcuni prodotti della salumeria italiana — afferma il presidente Marco Rosi — non sono autorizzati all’esportazione negli Stati Uniti». E anche Simest ribatte che «il progetto Parmacotto ha tutti i requisiti di legge».
Melania Di Giacomo