Marco Galluzzo, Corriere della Sera 23/10/2011, 23 ottobre 2011
IL COLLOQUIO TRA BERLUSCONI E MERKEL: «L’ITALIA HA FATTO TUTTI I COMPITI» —
«Noi i nostri compiti li abbiamo già fatti, il problema dell’euro non è l’Italia». Con questo messaggio, girato ai leader comunitari nel corso dei primi colloqui, ieri sera Berlusconi è arrivato nella capitale belga, per partecipare al Consiglio europeo.
«Abbiamo già fatto due manovre; ho ribadito, anche alla Merkel, l’assoluto impegno di arrivare al pareggio di bilancio con un anno di anticipo e che abbiamo sempre pagato i nostri debiti, anche con gli interessi», ha detto il premier rientrando in albergo dopo aver partecipato alla cena dei leader del Ppe. Alla domanda se pensasse di averla convinta ha risposto: «Penso di sì». Insomma per il Cavaliere non esiste un problema specifico italiano. «Altri hanno problemi diversi dai nostri, ma non per questo meno gravi, a cominciare dai francesi e dai problemi del loro sistema bancario», ha sostenuto, in privato, nel corso della cena organizzata dal Partito popolare. Del decreto per lo sviluppo il Cavaliere ne parla dopocena, rientrando in camera, come uno dei tanti temi in discussione, su cui il governo si sta impegnando, ma che non è in cima alla lista dei problemi che l’Eurozona sta affrontando in questi giorni: «Su questo punto abbiamo fatto molte cose e oltre 100 agevolazioni per le imprese e la deburocratizzazione. In settimana presenteremo delle proposte».
Oggi nel corso del Consiglio europeo si discuterà anche delle proporzioni del cosiddetto haircut, ovvero le perdite da svalutazione dei titoli greci, o detta in un altro modo la porzione del debito di Atene che non verrà restituita ai creditori. Esiste già un accordo di massima, in sede comunitaria, su un soglia del 21%, che però la Germania vorrebbe portare sino al 50%. È il punto di maggior distanza in queste ore fra Parigi e Berlino e su questo specifico dossier il Cavaliere ha già fatto sapere, in via informale, di stare con la signora Merkel. Può essere considerata una posizione utilitaristica, ma fonti del governo, molto vicine al presidente del Consiglio, fanno rilevare che «non si respira un grado di grande solidarietà europea in queste ore, di sicuro tutti stanno pensando a come uscirne meglio e la Francia in primo luogo pensa all’esposizione delle sue banche, ovviamente Berlino e noi la pensiamo in modo diverso». Nelle delicate trattative di queste ore c’è l’individuazione del meccanismo che dovrà essere scelto per assorbire le perdite derivanti dal debito greco: su questo punto l’Italia è schierata con la Germania nel sostenere che il peso maggiore dovrà gravare sulle banche esposte (quelle italiane lo sono in modo molto ridotto) e non sul Fondo cosiddetto «salva Stati», sul quale punta maggiormente il presidente francese. Fondo che all’Italia non conviene appesantire con il peso delle perdite derivanti dalla ristrutturazione del debito di Atene. Rientrando in albergo, al Conrad hotel, Berlusconi ha anche risposto alle critiche venute dal convegno dei giovani industriali: «Per amor di patria non commento certe dichiarazioni di certi ragazzotti dell’industria». Poi ha commentato in questo modo la posizione del rappresentante italiano nel board della Bce, la cui poltrona, dopo la nomina di Draghi al vertice della banca, viene reclamata dai francesi: «Ne parlerò con Sarkozy, Bini Smaghi deve capire la situazione perché avendo una posizione che non ha ottenuto né per elezione né per concorso, ma avendo avuto una nomina dal governo, ora deve dimettersi perché il governo glielo chiede, deve comprendere la situazione e capire che è suo dovere farlo per il bene del Paese».
Marco Galluzzo