Facebok, Nota di Emanuela Amici sulla mia bacheca, 23 ottobre 2011
La classe politica che approva l’opera è per la maggior parte disinformata, per la minor parte connivente con un sistema di spartizione di utili a danno dei contribuenti e anche dell’industria sana, che secondo Ivan Cicconi è stata distrutta da come sono stati affidati e progettati i lavori della TAV
La classe politica che approva l’opera è per la maggior parte disinformata, per la minor parte connivente con un sistema di spartizione di utili a danno dei contribuenti e anche dell’industria sana, che secondo Ivan Cicconi è stata distrutta da come sono stati affidati e progettati i lavori della TAV. Le nostre linee sono progettate per far passare soprattutto i treni merci, ben sapendo che nessuna merce ha mai percorso né le linee già costruite, né altre nel mondo, poiché se ciò fosse non passerebbero più i treni passaggeri. I TGV francesi arrivano a Torino, dimostrando che una linea percorsa ad alta velocità esiste. Ci sono sistemi automatizzati di gestione del traffico che consentono di far passare molti più treni sulle linee in sicurezza a velocità di 250 km/ora e che saremo obbligati ad adottare dall’Europa. Ma le opere di ammodernamento hanno questi difetti: costano troppo poco, non si possono inaugurare mille volte e non sono appaltabili a grandi imprese in project financing. Il governo di centro sinistra nella finanziaria 2007 fu costretto dall’Europa a riassorbire il costo della linea Torino-Milano-Napoli nel bilancio dello stato ma lo fece ricadere nell’esercizio 2006 (13 milirdi di euro). In questo modo il deficit 2006 passò dal 3,4 al 4,3% del pil, mentre quello del 2007 passò dal 3,3 al 2,4% eppure il centro destra non ha mai smascherto questo trucchetto. Lunardi molto prima di diventare ministro (con governi quindi di centro sinistra) fece in modo che Anas adottasse il suo metodo di precontenimento del cavo per lo scavo delle gallerie, metodo che in terreni di buona portanza fa decuplicare i costi. Persino Moretti dichiara che la linea Venezia-Trieste è insostenibile economicamente eppure la classe politica di ogni schieramento dichiara essenziale l’opera e l’imprenditoria si offre per realizzarla con proprio capitale in project financing garantito dallo stato. Addirittura si ritiene indispensabile una galleria ad alta velocità fra Mestre e l’aeroporto di Venezia (meno di 10 km) dove passeranno 24 treni al giorno che faranno risparmiare 1-2 minuti ed avranno una frequnza minore di uno all’ora. Se tutte le società per azioni e di servizi a capitale interamente pubblico che hanno fatto largo uso del metodo d’appalto inaugurato con la TAV fossero ricomprese nel bilancio dello Stato il nostro debito pubblico sarebbe di molto oltre il 120% del PIL. Invece di tacitare i No Tav, dovremmo cominciare a pensare a come rendere la nostra democrazia al servizio dei cittadini e non al suo automantenimento in combutta con quella parte dell’imprenditoria che vive di grandi opere. Con stima. Emanuela