ILARIA MARIA SALA, La Stampa 23/10/2011, 23 ottobre 2011
È morta in Cina la piccola investita e ignorata da tutti - È morta, la piccola Wang Yue, la bambina di due anni ripetutamente investita da due camion, nella città cinese di Foshan, e ignorata da 18 passanti prima di essere soccorsa da una raccoglitrice di immondizie da riciclare
È morta in Cina la piccola investita e ignorata da tutti - È morta, la piccola Wang Yue, la bambina di due anni ripetutamente investita da due camion, nella città cinese di Foshan, e ignorata da 18 passanti prima di essere soccorsa da una raccoglitrice di immondizie da riciclare. La storia della piccola, che il web ha soprannominato Yueyue, è diventata nota a livello prima nazionale, poi internazionale, quando il web e la tv cinese hanno trasmesso il video registrato da una telecamera di sorveglianza che mostrava l’accaduto. Il video è agghiacciante: la bimbetta entra nel campo visivo saltellando, un po’ incerta sulle gambe, poi gira la testa mentre un camioncino si avvicina, non la vede e la investe. La bimba cade, l’autista la investe di nuovo facendo retromarcia, poi va via. Uno dopo l’altro i passanti la guardano, già in una pozza di sangue, perfino una madre con la figlia per mano passa indifferente, e strattona la figlia che cerca di avvicinarsi alla piccola. Poi un altro camioncino la investe, e ancora dei passanti guardano senza muovere un dito, fino allarrivo di Chen Xianmei, con un sacco bianco di spazzatura in mano, che appena nota la bambina a terra lo lascia sull’asfalto e corre verso di lei, la solleva, poi dà l’allarme chiamando altre persone. Il luogo è di una freddezza estrema, che si unisce a quella atroce delle immagini: un vicolo di Foshan dove si vendono parti meccaniche in metallo, e i sacchi si succedono alle insegne di ferramenta e ai cartoni industriali. Da allora, cinque giorni fa, l’intera Cina si interroga, chiedendosi come sia possibile essere così spietati e indifferenti. Nel tentativo di analizzare l’accaduto si scomoda di tutto, a cominciare dai rapidi spostamenti di popolazione che fanno sì che anche nel mercato di ferramenta di Foshan la maggior parte delle persone non si conosca, e non abbia particolari relazioni con gli altri. Si scomoda il passato, chiedendosi se per caso la brutalità di alcuni degli eventi politici della storia recente (come la Rivoluzione Culturale) non abbia indurito i cuori dei cinesi, o se la corsa cieca al denaro che caratterizza gli ultimi decenni non sia la prima colpevole di tanta, disumana indifferenza. Alcuni, infatti, sottolineano come il primo autista, contattato dalla stampa (ma non è chiaro se sia davvero la persona colpevole di aver investito Yueyue), abbia immediatamente calcolato che se la piccola fosse morta lui avrebbe dovuto pagare circa 3000 euro per spese di riparazione, mentre se fosse stata ferita le spese mediche avrebbero potuto diventare molto più alte. Lo stesso ragionamente, tragicamente, sembra essere stato all’origine di un altro incidente avvenuto ieri in Cina, nel Sichuan, dove un camionista ha investito e ucciso un ragazzino di cinque anni che usciva dall’asilo, Xiong Maoke. Secondo il padre, non si è nemmeno scusato e si sarebbe interessato solo a quanto denaro dovrà pagare come ricompensa. Non ci sono rapide risposte a un caso così terribile: solo che una bambina allegra e vivace è morta, sotto gli occhi di due autisti e diciotto passanti che hanno deciso che dedicare un minuto delle loro vite a lei morente era rischioso, inutile, o comunque non necessario.