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 2011  ottobre 23 Domenica calendario

L’indignata anticasta? È figlia di un senatore con la tripla pensione - Ma c’era bisogno di scomo­darsi tanto per combattere la ca­sta dei privilegiati, quando basta­va citofonare a papà? Magari per proporgli subito un sequestro pro­letario di almeno una delle sue tre pensioni? Russo Spena figlia ave­va già minacciato uno sfracello, basterebbe, dice lei in una delle dozzine di interviste che ha fatto (sarà pure precaria, ma è una co­s­tante delle piazze indignade e in­tervistate), «pubblicate le pensio­ni di noi atipici e scoppierebbe la rivolta sociale»

L’indignata anticasta? È figlia di un senatore con la tripla pensione - Ma c’era bisogno di scomo­darsi tanto per combattere la ca­sta dei privilegiati, quando basta­va citofonare a papà? Magari per proporgli subito un sequestro pro­letario di almeno una delle sue tre pensioni? Russo Spena figlia ave­va già minacciato uno sfracello, basterebbe, dice lei in una delle dozzine di interviste che ha fatto (sarà pure precaria, ma è una co­s­tante delle piazze indignade e in­tervistate), «pubblicate le pensio­ni di noi atipici e scoppierebbe la rivolta sociale». Scoppia qual­cos’altro invece se si pubblicano gli assegni che Russo Spena papà, il suo, riceve mensilmente dallo Stato, quello che la figlia vorrebbe rivoluzionare. Come già predica­va il padre prima di lei, comunista e poi rifondatore comunista, che nell’attesa dell’eguaglianza soci­a­lesigodeletrepensioniescrivesu Liberazione fondi vibranti tipo: «È il momento di rotture profonde e di radicalità culturale e sociale. Occorre ripensare anche modi e forme del conflitto. Moderatismi e prudenze tattiche portano al sui­cidio delle sinistre». Armatevi e partite per queste rotture profon­de, che Russo Spena benedice voi indignados e tutte «le rivolte, co­me ineludibili forme di espressio­ne dei movimenti». Ecco, quei movimenti di rasse­gnati a non avere una pensione, in­furiati contro la casta di chi vive di politica e ci vive benissimo. Ecco, personaggi tipo Russo Spena pa­dre, un cuore operaio ma tre vitali­zi: una da parlamentare, una da consigliere regionale, una da pro­fessore universitario. Avendo fat­to l’onorevole per cinque legisla­ture il padre dell’indignata anti­casta riceve 5.510 euro netti a fine mese. A questi si sommano 2.270 euro, ancora netti, che gli arriva­no come ex docente universitario, ovviamente statale. I cronisti del­la Repubblica a Napoli (rilanciati da Dagospia ) hanno però scoper­to una terza fonte di reddito per l’ex ideologo del Pdup, Partito di Unità Proletaria. Un vitalizio co­me ex consigliere regionale della Campania, dal 1975 al 1979. Quan­to viene quest’altro obolo che i contribuenti versano alla fami­glia Russo Spena? Il regolamento regionale prevede che l’assegno sia pari al 30 per cento dell’emolu­mento lordo di un consigliere. «La base di calcolo- si legge nella nor­mativa regionale - è l’importo di carica mensile lorda più il rimbor­so spe­se spettante ai consiglieri re­gionali in carica nello stesso mese in cui si riferisce l’assegno vitali­zio ». Quindi, se traduciamo bene dal burocratese, il 30 per cento di 10.972 euro, pari al compenso lor­do di un consigliere della Regione Campania. Dunque altri 3mila eu­ro lordi circa. In tutto siamo attor­no ai 9mila euro netti al mese, di pensione, anzi di pensioni. Ne passasse una alla figlia, che vive solo con 1.800 euro (ovvia­mente statali anche quelli) pur avendo un master, così per fare un po’ di redistribuzione sociale quantomeno in casa sua. Stia at­tento perché la Russo Spena figlia sembra avercela proprio con la classe politica a cui Russo Spena padre appartiene da mezzo seco­lo: «Siamo un corpo collettivo ac­comunato da una condizione di sofferenza sociale, è questo che deve capire la classe politica, che se ne deve andare». La Russo Spe­na senza pensioni vorrebbe sape­re «se c’è trasparenza nei redditi di chi ci governa», della casta in­somma. Purtroppo c’è trasparen­za a sufficienza per sapere quanti sono i pluripensionati che hanno vitalizi da manager solo per aver fatto qualche anno in Parlamento o in Regione, lavoro non esatta­mente usurante. Che fare ordunque? Russo Spe­na figlia, grazie a Brunetta che per­se i nervi proprio con lei («Siete l’Italia peggiore»), è già diventata un prezzemolino. Già comparsa come testimonial del precariato su Corriere , Stampa , Repubblica , Manifesto , l’Unità , Il Fatto , la fi­glia del tripensionato è salita pure sul palco organizzato da Santoro per la Fiom. Serena Dandini, Vau­ro, Travaglio, Crozza, Ingroia. E Russo Spena figlia. Che, si dice, sia già corteggiata da Idv e Sinistra ra­dicale per candidarla in Parla­mento. Porterebbe avanti le batta­glie del padre, che sul quotidiano del Prc fa il Bakunin: «Sì, far salta­re il banco per offrire una chance al cambiamento». Il banco sì, il bancomat magari un’altra volta.