Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  ottobre 23 Domenica calendario

Piccolo è bello, la scommessa dell’editore ragazzino - A sedici anni è diventato il più giovane editore italiano

Piccolo è bello, la scommessa dell’editore ragazzino - A sedici anni è diventato il più giovane editore italiano. A diciannove è la dimostrazione che investire sui libri (e sul loro mercato) non è una scommessa persa. Anzi, con un catalogo di 52 titoli e i conti della casa editrice in regola, Francesco Giubilei può ben dire che «l’Italia non è un paese per vecchi, non solo almeno». La sua Historica edizioni, sede amministrativa nella casa dei genitori a Cesena, non solo sopravvive, ma cresce: «Ricevo sei o sette manoscritti a settimana - spiega - pubblico uno o due libri al mese di saggistica, narrativa o nella collana Cahier di viaggio, curata dalla scrittrice Francesca Mazzucato. Partecipo a tutte le più importanti fiere di settore e non faccio editoria a pagamento». Dalla Romagna si è trasferito a Roma dove ha aperto un ufficio e studia Lettere: «Ho un editor, un grafico, due web master e un piccolo comitato di lettura». Soprattutto ha un socio, Giorgio Regnani, imprenditore modenese dell’aceto balsamico: «Ci siamo incontrati a una fiera, lui pensava che il capo fosse mio padre che era sì allo stand, ma solo per aiutarmi». Già perché i suoi genitori, un chirurgo e una pediatra, dopo l’iniziale diffidenza hanno deciso di sostenerlo. «Quando a cena gli spiegai il progetto risposero che il passo era più lungo della gamba, ma io avevo bisogno di un maggiorenne. Fortuna che la nonna si è convinta ed è diventata presidente dell’associazione culturale con cui ho editato il primo libro, Le colpe dei padri di Laura Costantini e Loredana Falcone». Centoventi copie andate esaurite dopo poche settimane, ben prima che la tipografia chiedesse il saldo del conto. Insomma, operazione riuscita. E non è stata l’unica, visto che uno dopo l’altro sono arrivati altri 51 titoli, tra gli ultimi la testimonianza di un esule del Sud America ( La malinconia delle radicidi José Moraga Figueroa). «Alcuni titoli hanno venduto fino a duemila copie, si possono ordinare e comprare in una cinquantina di librerie fiduciarie. Siamo tagliati fuori dalla grande distribuzione, ma non è un problema. La nostra strategia commerciale è diversa: tramite il sito www.scrivendovolo.it stiamo creando una comunità di lettori e abbiamo firmato un accordo con BookRepubblic per i libri elettronici». Dalla carta ai bit? «Amo la fisicità dei libri ma devo tenere conto di quello che sta accadendo in America dove le vendite degli e-book rappresentano già una fetta consistente del mercato». Sarà così anche da noi? Per rispondere a questa domanda Historica ha pubblicato una raccolta di "opinioni emotive" di addetti ai lavori. Da Dacia Maraini a Marco Belpoliti, da Valerio Evangelisti a Roberto Alajmo, sono tanti gli esperti interrogati ne L’e-book e (è) il futuro del libro di Massimo Maugeri. D’altronde chi, se non il più giovane editore italiano, ha il dovere e l’urgenza di riflettere sul mercato del domani?