CARLO BERTINI, La Stampa 23/10/2011, 23 ottobre 2011
Alberto da Giussano alla guerra dei piccioni - Onorevoli Colleghi! Sono ormai noti i problemi causati dalla proliferazione incontrollata di alcune specie animali, quali la nutria nelle aree fluviali e il piccione, soprattutto nei centri storici urbani»
Alberto da Giussano alla guerra dei piccioni - Onorevoli Colleghi! Sono ormai noti i problemi causati dalla proliferazione incontrollata di alcune specie animali, quali la nutria nelle aree fluviali e il piccione, soprattutto nei centri storici urbani». Non è la prima volta che i leghisti se la prendono con le nutrie, voraci roditori detti anche castorini; ma la guerra al piccione è una novità che dimostra come malgrado le guerre intestine il Carroccio non abbia perso la lucidità necessaria a interpretare le esigenze più sentite dei territori coincidenti spesso con quelle di migliaia di comuni, da nord a sud. E la Lega non ha neanche smarrito la tendenza ad andare controcorrente, testimoniata, come si evince dai più recenti atti parlamentari, dalla voglia di istituire un nuovo ordine professionale, «l’Albo dei tecnici sanitari afferenti alla sala autoptica o all’obitorio». Con la proposta n.4588, una quindicina di deputati leghisti sollevano il problema dei «colombi», senza specificare come sia possibile castrarne le ben note capacità riproduttive, ma dedicandogli una norma ad hoc: «Interventi speciali per il contenimento della propagazione dei piccioni». In cui si chiarisce che «al fine di eliminare i gravi pericoli per l’incolumità pubblica causati dall’aumento incontrollato di piccioni, il comune adotta interventi urgenti per ridurre gli esemplari presenti sul suo territorio». Febbre da cadavere E mentre Tremonti prova a cancellare diversi ordini professionali, i suoi amici leghisti lasciano agli atti una proposta per istitutire l’Albo di tecnico sanitario «afferente all’obitorio», figura che «trova differenti inquadramenti da regione a regione». Un tecnico che lavora sotto la sorveglienza del medico quando si devono svolgere autopsie per motivazioni anatomo-patologiche o forensi. E che oltre alla tutela del cadavere, svolge funzioni minuziosamente elencate in una relazione che non risparmia neanche la descrizione di competenze delicate «quali ad esempio l’introduzione di un apposito termometro nella cavità anale per controllare stato della temperatura corporea, ipostasi e rigidità».