Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
I prezzi della benzina e del gasolio sono naturalmente tutti in aumento. Ieri la marca più cara è risultata la TotalErg, 1,716 la benzina e 1,71 il gasolio (rispettivamente +0,1 e +0,14 sul giorno prima). Le altre non sono state da meno: IP 1,714; Eni 1,713; Esso e Shell 1,712; Q8 1,710. E per il gasolio: Shell 1,715; Esso 1,71; Eni 1,701; IP Q8 e Tamoil 1,7. Tutto questo dopo l’aumento delle accise deciso dal governo nella manovra, aumento entrato immediatamente in vigore.
• Sono 8,2 centesimi per la benzina e 11,2 centesimi per
il gasolio.
E 2,6 cent per il Gpl e 0,00331 euro a metro cubo per il
metano. Bisogna poi aggiungere l’Iva del 21%, che porta la verde a 9,9 e il
gasolio a 13,6. Dal 1° gennaio benzina e gasolio subiranno un ulteriore rincaro
di 0,0005 euro al litro e a ottobre il nuovo aumento dell’Iva (dal 21 al 23%)
renderà i carburanti per autotrasporto ancora più costosi. L’Unione petrolifera
ha ricordato che da marzo a oggi, per le sole accise e Iva, il prezzo di
benzina e gasolio è cresciuto rispettivamente di 16 e 20 centesimi. Cioè Monti
ha raddoppiato in un solo colpo gli aumenti precedenti. Per le casse dello
Stato l’insieme di queste misure significa un gettito di 4,8 miliardi nel 2012,
4,5 nel 2013 e 4,6 nel 2014. Stiamo supponendo che di qui al 2014 non ci
saranno altri ritocchi verso l’alto, il che mi pare fortemente ottimistico.
Consoliamoci con la notizia che 800 milioni andranno a finanziare il trasporto
locale, infrastruttura di cui siamo tifosissimi. Tra l’altro c’è tutto un
segmento industriale – quello che fabbrica bus – praticamente morto perché gli
unici acquirenti possibili, cioè i comuni, non hanno soldi per comprare.
• È però un cane che si morde la coda: aumentando i
prezzi dei carburanti il traffico è destinato a scendere ancora di più. Cioè
tutti questi conteggi sugli introiti si fanno supponendo che la gente continui
ad usare la macchina come prima, o che il va e vieni dei camion non subisca
contrazioni. Potrebbe anche capitare che a un certo punto, a forza di far
pagare sempre di più il pieno, il saldo sia paradossalmente negativo.
Il consumo di carburanti è già in contrazione, dato che il
prezzo non ha fatto che aumentare e da aprile ad oggi i ritocchi sono stati
cinque, prima di questo per finanziare gli spettacoli (due volte), affrontare
l’emergenza immigrati e soccorrere gli alluvionati di Liguria e Lunigiana. Gia
le rilevazioni di maggio (le più recenti che ho trovato) davano una diminuzione
nel consumo di benzina e gasolio dell’1,4% sul 2010, e dell’1% considerando
l’intero quadrimestre. La scomposizione del dato mostra una fuga dalla benzina,
scesa del 5,7%, e una modesta crescita del gasolio, a +0,8%. Queste percentuali
sommano tante tendenze: non solo i prezzi sempre più cari, ma anche la crisi.
Se c’è crisi si traffica di meno, si trasporta di meno.
• C’è poi il fatto che aumentando il prezzo di
benzina e gasolio si aumenta il prezzo del trasporto di tutte le merci. Quindi
dobbiamo aspettarci inflazione…
Rosario Trefiletti, della Federconsumatori, calcola che,
essendo pari a 120 euro i costi diretti per gli automobilisti, vi sia poi un
valore inflattivo per singolo automobilista di 95 euro l’anno. Cioè, secondo
Trefiletti «ogni 3 centesimi di aumento del prezzo dei carburanti, l’inflazione
subisce una spinta verso l’alto che produce un costo addizionale di 30 euro
l’anno. Si tratta in sostanza di un provvedimento che andrà a daprimere
ulteriormente il mercato e a incrementare l’inflazione. La cosa non ci piace
per niente».
• E che dire del modo assurdo con cui si arriva a
questo prezzo di 1,7 alla pompa?
Sì, su ogni litro di benzina abbiamo pagato fino al 1995 i danni
della guerra d’Abissinia (combattuta nel 1936), la crisi di Suez (1956), la
tragedia del Vajont (1963), l’alluvione di Firenze (1966), il terremoto del
Belice (1968), il terremoto del Friuli (1976), il terremoto dell’Irpinia
(1980), la missione in Libano (1983), la missione in Bosnia (1996), il rinnovo
del contratto degli autoferrotranvieri (2004). Un decreto legge del 1995
accorpò poi le varie voci in un’unica accisa pari allora a circa 1.000 lire
(51,8 centesimi). S’aggiunsero subito la missione in Bosnia (1996) e il rinnovo
del contratto degli autoferrotranvieri (2004). Ciclicamente su questa voce i
governi sono intervenuti, aumentandola, per far fronte alle necessità più
diverse. Il prezzo del greggio, alla fine, influenza il prezzo al consumatore
per circa il 27%.
• Quanto prendono i benzinai per ogni litro che
vendono?
4,5 centesimi lordi, cioè 3,7 netti per la modalità servito
e 3,1 per la modalità fai da te. Con quei soldi pagano tutt energia
elettrica, acqua, stipendi (un operaio costa all’incirca 40.000 euro l’anno).
Quando il cliente adopera il bancomat, la commissione è dello 0,5%, dell’1,25%
se il cliente salda invece con la carta di credito. Tutte voci che all’estero
sono molto meno care.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 8 dicembre 2011]
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