[EDWARD HADAS], La Stampa 8/12/2011, 8 dicembre 2011
Gli speculatori arretrano Forse ora decideranno di lasciar vivere l’euro - Gli speculatori possono guadagnare una fortuna giocando a rendere inevitabili eventi che già sembrano altamente probabili
Gli speculatori arretrano Forse ora decideranno di lasciar vivere l’euro - Gli speculatori possono guadagnare una fortuna giocando a rendere inevitabili eventi che già sembrano altamente probabili. In questo momento il loro schema è semplice: sfruttano il proprio potere per ridurre all’insolvenza i Paesi dell’eurozona fortemente indebitati, poi aumentando i tassi e rifiutando il rinnovo dei prestiti. Gli Stati sotto attacco finiscono per dichiarare il default trascinando con sé la Bce e l’unione monetaria europea. Ma i realtà solo la Grecia è finita gambe all’aria, e il suo sistema fiscale inadeguato l’avrebbe quasi certamente portata all’insolvenza in ogni caso. Tutti gli altri Paesi invece stanno dimostrando una volontà politica più forte di quanto gli scettici avessero previsto. Nessun governo ha vacillato nell’asserire la ferma volontà di tenere unita l’area euro su basi di bilancio solide, mentre la Bce ha fatto quel che era necessario per mantenere la pressione a livelli sostenibili. Molti investitori non si aspettavano questa resistenza, ma avrebbero dovuto studiare i decenni di lento progresso che hanno portato alla piena realizzazione dell’Ue. I governanti di queste nazioni hanno sempre aspettato fino all’ultimo minuto per fare solo lo stretto necessario. L’elemento di novità dell’attuale crisi non è tanto il comportamento frustrante delle autorità, quanto l’interpretazione sconfortante che gli investitori attribuiscono a ogni sviluppo. Le notizie della scorsa settimana hanno seguito lo stesso tracciato, ma l’interpretazione dei mercati è stata differente, in senso più ottimistico. I rendimenti dei titoli di Stato hanno iniziato a scendere, le quotazioni azionarie a salire. Cosa è cambiato? Gli investitori diranno che l’impegno politico a sostegno dell’euro appare oggi finalmente credibile. È un modo indiretto per ammettere che hanno interpretato male la situazione. O forse, gli investitori si sono resi conto che il collasso dell’euro non sarebbe stato paragonabile al crollo di una singola valuta, e si sarebbero resi responsabili del naufragio dell’intera economia globale. Tutto sommato, hanno ritenuto preferibile lasciare ai governi il beneficio del dubbio.