[1] Emily Stefania Coscione, Novella 2000, n. 49, 08/12/2011, pp. 32-35; [2] Simona Saia, Novella 2000, n. 49, 08/12/2011, p. 34, 8 dicembre 2011
LA GUERRA AL GOSSIP DI HUGH IL GIUSTIZIERE
Quante ne ha passate Hugh Grant! Il protagonista di Quattro matrimoni e un funerale e tante altre commediole romantiche più o meno di successo è stanco di sopportare l’intrusione dei media e ha dichiarato guerra ai giornalisti, fotografi e, in particolare, a Rupert Murdoch, il magnate australiano travolto dallo scandalo delle intercettazioni telefoniche e dalla chiusura forzata dello storico tabloid britannico News of The World.
Hugh John Mungo Grant (nome per esteso) ha aperto una deposizione accorata l’inchiesta pubblica che si sta svolgendo a Londra, presso le Royal Courts of Justice, sotto la guida del giudice Brian Henry Leveson: un vero processo pubblico alla stampa scandalistica, e non solo quella di Rupert Murdoch, accusata di usare mezzi illeciti (spionaggio, cimici negli appartamenti e negli uffici) per raccogliere informazioni sui Vip. Grant, in quella che i tabloid hanno ironicamente definito "la più grande interpretazione drammatica della sua carriera", ha raccontato con il suo solito sarcasmo e in diretta televisiva gli episodi più salienti di due decadi di persecuzione: «Sono stato fortunato con un film, ma la mia vita si è trasformata in un incubo». Nel ’95, quando viene arrestato a Los Angeles per essere stato sorpreso con una prostituta, l’attore si aspetta l’inevitabile tempesta mediatica, ma non la strana irruzione subita nel suo appartamento londinese. Nulla viene prelevato, ma il giorno dopo un giornale pubblica foto degli interni, inclusi i segni evidenti di una lite domestica tra l’attore e la fidanzata dell’epoca, Liz Hurley. Sospettando il peggio, Grant inizia ad affrontare di persona i paparazzi, subendo arresti e lunghe apparizioni in tribunale e, nel 2004, ha una certezza: sull’agendina di un investigatore privato vengono trovati i suoi numeri di telefono.
Quando, poi, una testata lo accusa di aver messo in crisi la sua relazione con Jemima Khan con telefonate notturne a un’americana dalla voce sexy, l’attore non ha più dubbi. L’unica americana che gli viene in mente, e con cui non ha relazioni di alcun tipo, è la segretaria di mezza età di un produttore hollywoodiano. Il motivo per cui chiamava di notte, lasciando messaggi da parte del suo capo, era che tra Londra e Los Angeles c’è un fuso orario di otto ore. «Qualcuno ha ascoltato quei messaggi», ha detto Grant. «Nessun altro ne poteva essere a conoscenza».
La rappresaglia dell’attore inizia quando incontra per caso Paul McMullan, un ex giornalista del News Of The WorId, che si vanta di aver intercettato il suo telefono: Grant mette segretamente in azione un registratore e pubblica il tutto su una rivista, il New Statement. Ma neppure la vendetta dei tabloid si fa attendere e colpisce Tinglan Hong, la ragazza cinese che ha recentemente dato alla luce una bimba dopo una breve relazione con l’attore. Anche per lei inizia la persecuzione di fotografi appostati in ospedale e fuori casa. E quando Grant decide di acquistare una villa per mamma e figlia, è costretto a intestarla a un suo cugino. Ma l’attore non è il solo a mostrarsi amareggiato.
Anche Sienna Miller, famosa ex di Jude Law, Rhys Ifans e Balthazar Getty; ha rivelato ansie e paranoie: «Mi sembrava di vivere in una sorta di videogame». I paparazzi, una volta, le hanno addirittura sputato addosso, insultandola per provocare la reazione desiderata, e inseguendola di notte in strade buie. Stupita dal tipo di notizie che finivano sui giornali, l’attrice 29enne ha addirittura accusato la madre e la sorella di averla tradita per denaro, ma le due erano innocenti. E dopo aver cambiato numero di cellulare tre volte in tre mesi, Sienna ha fatto causa al News Of The World accettando un risarcimento di 100mila sterline.
La battaglia continua, invece, per JK Rowling la "mamma" di Harry Potter, che ha accusato i media di aver pubblicato foto della figlia di 8 anni in costume da bagno e di aver rivelato in più occasioni il suo indirizzo. Costretta a vendere la casa acquistata con i proventi del primo romanzo della saga del maghetto, perché i fotografi le avevano reso la vita intollerabile, la scrittrice ha raccontato come una sera, aprendo la cartella della figlia, in mezzo a compiti e quaderni ha trovato, allibita, la lettera di un giornalista indirizzata a lei. Ma la palma dell’episodio più esilarante spetta a Steve Coogan, attore inglese de Il giro del mondo in 80 giovai e noto in madrepatria per numerosi scandali di sesso e droga: un giornalista del Mirror telefona alla nonna del 46enne Coogan, fingendosi un dipendente del Comune e chiedendo di rispondere a un questionario. Quando la persona all’altro capo del telefono inizia a mostrare interesse verso il nipote, la vecchietta si insospettisce e chiede: «Sei uno della stampa-spazzatura?».
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MADDALENA CORVAGLIA. L’ex velina e il marito Stef Burns avevano i paparazzi appostati sotto casa nei giorni che precedevano il loro matrimonio. E una sera ai fotografi sono state fatte recapitare otto pizze con un bigliettino: "Da parte di Stef e Maddy, buona cena".
ALBA PARIETTI. «Ci ho sempre convissuto, tutto sommato, nel senso che i paparazzi e la stampa scandalistica sono sempre stati presenti nella mia vita e ho sempre cercato di considerarli un male necessario, quindi non siamo mai entrati in contrasto».
BEATRICE BORROMEO. «Da quando sto con Pierre Casiraghi i fotografi ci stanno addosso in modo assurdo, violento. Ormai denuncio tutti quelli che posso».
NINA SENICAR. «Ignoro completamente il gossip. In edicola compro solo il Corriere della Sera e Vanity Fair. Non vedo, non mi arrabbio e sto meglio. Certo qualche voce arriva, ma io non la cerco. Quanto ai paparazzi, se voglio so dove andare per evitarli».
SARA E SIMONA VENTURA. «Mia sorella Simona sa di essere seguita dai fotografi e non ci fa più caso. E comunque si accorge se ci sono o no. Le dà fastidio solo quando è con i bambini. O in certe circostanze particolari, come quando è stata male la mamma: eravamo in ospedale in ansia e ci dava fastidio vedere i fotografi fuori. Magari uscivo alle 7 di mattina dopo aver fatto la notte e non ero proprio in forma... Ci sono circostanze che dovrebbero rimanere intime».
ALESSIA MARCUZZI. Qualche anno fa Alessia raccontava un episodio avvenuto dal parrucchiere: «Loro scattavano impazziti. E poi hanno continuato a stare appostati sotto il sole. Così, con il camice bianco e la pinza in testa sono uscita a parlarci. Ho spiegato che ne avrei avuto per due ore e che poi sarei andata a prendere mio figlio Tommaso a scuola».
AIDA YESPICA. «All’inizio, anni fa, mi incavolavo molto quando mi attribuivano questo o quel fidanzato... Poi ho capito che è il prezzo da pagare se lavori nel mondo dello spettacolo. Così ora i giornali di gossip non li guardo più. In fondo, l’ottanta per cento di quello che scrivono su di me è vero».
NINA MORIC. «Fa parte del gioco, e per il nostro mestiere è giusto che la gente sappia cosa facciamo. Non mi sono mai trovata in difficoltà con i paparazzi, anzi, sono sempre stati molto educati con me. Fanno il loro lavoro, poi finché ci sono e ti seguono significa che sei un personaggio...» [2]