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 2011  dicembre 08 Giovedì calendario

LA GERMANIA COLLOCA 8,6 MILIARDI DI BOND A 5 ANNI ALL’1,1%

L’Europa e l’euro tirano un fiato di sollievo dopo i risultati dell’asta di ieri sui Bund tedeschi o Bobl per 5 miliardi di euro e scadenza quinquennale. I timori erano legati alla fallimentare operazione dello scorso 23 novembre quando dovette intervenire la Bundesbank per sostenere la domanda che altrimenti sarebbe rimasta inevasa. Ieri invece la richiesta è stata quasi doppia rispetto all’offerta pari a 8,67 miliardi di euro con un rendimento dell’1,1 per cento. È stata l’agenzia del debito tedesca a comunicare che il collocamento aveva mostrato «un solido interesse degli investitori». Subito dopo l’asta, sul secondario i titoli tedeschi a cinque anni sono stati scambiati a 1,08% mentre il decennale al 2,16 per cento.

In mattinata a rasserenare ulteriormente il sentiment del mercato erano stati i risultati di un’altra offerta di titoli pubblici questa volta di un paese periferico dell’eurozona, il Portogallo. In questo caso, il Tesoro portoghese ha collocato un miliardo di euro in Bonos a tre anni a un tasso di interesse del 4,873%, in leggero calo rispetto all’asta precedente del 16 novembre quando i titoli erano stati offerti ad un rendimento del 4,895 per cento. Ben sostenuta anche la domanda due volte superiore l’offerta, un risultato importante anche alla luce del downgrade del debito dei paesi dell’eurozona minacciato da Standard & Poor’s.

I segnali sono stati immediatamente letti come un allentamento delle tensioni sull’eurozona al punto che a festeggiare hanno contribuito anche i Treasurys americani a 10 anni le cui quotazioni sono tornate a salire e i rendimenti a scendere portando la scadenza a 10 anni al 2,04 per cento. In calo anche il rendimento delle note a due anni che si sono portate a 0,24% mentre i bond a trentanni quotano 3,08 per cento.

Il mercato ha valutato con relativo nervosismo le dichiarazioni provenienti dalla Germania e circolate nel pomeriggio, di non gradire l’ipotesi del varo anticipato a metà del 2012 del Meccanismo di Stabilità Europeo (Esm) con mantenimento in vita a latere del fondo salva Stati (Efsf). Lo stesso fondo ieri ha annunciato per la prima volta l’emissione di titoli di Stato a breve termine con scadenza 3, 6 e 12 mesi. Il collocamento avverrà entro la fine dell’anno e sarà aperto a 47 istituzioni finanziarie internazionali e non andrà a sostituire le emissioni di bond a lungo termine utilizzate per gli interventi in aiuto di Portogallo, Grecia e Irlanda.

La giornata di oggi si annuncia densa di appuntamenti, dalla riunione del board della Bce al termine del quale è attesa una decisione sui tassi di interesse, insieme alle misure straordinarie per ridare liquidità al sistema. Alle 18 di questo pomeriggio l’Eba pubblicherà i risultati definitivi sul fabbisogno di capitale degli istituti europei, dopo quelli preliminari resi noti a fine ottobre che, allora, avevano evidenziato un deficit patrimoniale di 106 miliardi di euro.