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 2011  dicembre 08 Giovedì calendario

NEL NORD EST A RISCHIO LE TREDICESIME

L’amministratore delegato dell’Unicredit Federico Ghizzoni ha promesso che il recente aumento di capitale della sua banca (7,5 miliardi) lo investirà tutto in Italia ma intanto dal Nord Est le associazioni degli industriali suonano l’allarme. Sono in pericolo persino le tredicesime. In prima fila a denunciare l’insostenibilità della situazione ci sono le Confindustrie di Treviso e Vicenza, quelle in cui i piccoli hanno maggiori spazi di rappresentanza. Dice Alessandro Vardanega, presidente degli industriali trevigiani: «Le aziende che sentiamo quotidianamente stanno incontrando difficoltà insormontabili nel reperire le risorse finanziarie per gli adempimenti di fine anno. Imposte, acconti, pagamento di tredicesime e gratifiche ai dipendenti».
Vardanega sta attento a non creare conflitti con il sistema creditizio ma «se non gestiamo insieme questo fenomeno e invece lo lasciamo alle azioni di legittima difesa di ciascuna banca», le piccole e medie imprese rischiano di andare a carte quarantotto. Nel loro appello gli industriali di Treviso chiamano alla mobilitazione anche Cgil-Cisl-Uil affinché «il sistema bancario possa mettere a disposizione tutta la liquidità possibile per sostenere le imprese» e fare fronte nell’immediato alle scadenze previste dal calendario. Se ciò non accadesse, conclude Vardanega, si toglierebbe ossigeno anche a quei provvedimenti del governo Monti diretti a sostenere la crescita, misure che gli imprenditori hanno apprezzato.
Da Treviso a Vicenza la musica è la stessa. E il vicepresidente degli industriali, Luciano Vescovi, parla di «parziale credit crunch». Lo spread sui fidi a breve termine è salito per le aziende vicentine dall’1,46 di settembre all’1,80 di fine novembre. E nello stesso arco di tempo lo spread sui finanziamenti a medio termine è raddoppiato, da 2,14 a 4,20. I dati di Vescovi emergono da un sondaggio effettuato su un campione di 100 imprese locali. Ma la corsa a ostacoli non è finita perché, sempre secondo il vicepresidente di Confindustria a Vicenza, «alcune banche stanno comunicando nuovi incrementi con decorrenza 15 dicembre». E oltre al costo c’è anche il razionamento delle risorse: un quarto delle aziende del territorio ha fidi di importo inferiore a un anno fa e ci sono serie preoccupazioni per i conti economici di fine anno.
Dario Di Vico