ALESSANDRA ROTA , la Repubblica 8/12/2011, 8 dicembre 2011
L´anno nero dei piccoli editori dominano bestseller e ricette - La letteratura, senza i bestseller, perde fascino ed è una delle cause della crisi del mercato editoriale
L´anno nero dei piccoli editori dominano bestseller e ricette - La letteratura, senza i bestseller, perde fascino ed è una delle cause della crisi del mercato editoriale. Crisi che colpisce soprattutto i piccoli e medi editori, che dopo anni di crescita, sfiorano il meno 5 per cento (meno 4 per cento, se Fazi e Newton Compton vengono considerati grandi). Si vende bene solo se ci sono i best seller e quest´anno non hanno brillato per presenza in classifica, tranne alcune eccezioni come Un regalo da Tiffany della Newton Compton; la narrativa, se nella stagione mancano i titoli superstar, non funziona e perde quasi il 3 per cento. Dominano invece le signore delle cucine televisive, Clerici e Parodi, che hanno ridato fiato ad un genere: la non fiction pratica (manualistica, bricolage). E poi c´è il fenomeno ragazzini: più 6 per cento, un piccolo "miracolo" in mezzo a tanto grigiore. Il quadro che è emerso ieri dai dati NielsenBookScan presentati alla Fiera nazionale della piccola e media editoria "Più libri, più liberi", ospitata dal palazzo dei Congressi di Roma (fino a domenica), non è rassicurante: flessione delle vendite, rese inarrestabili, scarsa liquidità per cui i librai selezionano i testi da tenere, scarificando quelli dei piccoli editori meno vantaggiosi economicamente, librerie che chiudono, altre che scelgono il franchising e dunque smettono di essere "indipendenti". Perfino la Grande Distribuzione perde rispetto al 2010 (era al 17,2 per cento, è al 16, 6). Non brilla per aumenti nemmeno Internet, solo lo 0,1 per cento in più per gli acquisti on line (nel dato però ci sono anche le librerie). Ma a penare più di ogni altro settore è la fiction. «Per tradizione noi la consideriamo la fanteria dell´editoria» dice Enrico Iacometti, presidente del Gruppo dei Piccoli Editori dell´Associazione Italiana Editori, «ma certo il calo del romanzo, che per noi piccoli tocca il meno 9,2 per cento. E´ diventato un problema». Le ragioni sono tante; per esempio i titoli stranieri costano cari, tra passaggi dei diritti, compensi e quant´altro si acquistano a peso d´oro e quindi i titoli sono diminuiti. Poi c´è la televisione: le "storie" anche a puntate del piccolo schermo hanno sostituito le avventure cartacee. «Senza contare la "distrazione" che offre il web», continua Diego Guida, editore e in passato libraio, «l´attenzione si è spostata dagli intrecci dei personaggi di fantasia, alle "trame" personali che si leggono e raccontano su facebook, twitter, le chat, le community». Insomma un disastro anche perché il 2011 non è stato l´anno dei mega best seller. Tutti rimpiangono i bei tempi andati, quelli della J. K. Rowling e del suo infinito Harry Potter, o degli intrighi in Vaticano di Dan Brown, la trilogia Millennium di Stieg Larsson. L´unico che ancora "regge" è il terzo Diario di una schiappa edito da il Castoro. Perfino i vampiri affascinanti di Stephenie Meyer, Twilight (Fazi) che hanno avuto un grandissimo appeal e un conseguente effetto traino per i volumi di nicchia, non sono più sotto i riflettori. Come i licantropi, gli zombies e perfino gli angeli. Tiene il fantasy con Paolini. «Il bestseller è uno strano oggetto», sottolinea Marco Polillo, presidente dell´Aie, «una volta la forbice tra un libro, diciamo normale e uno di grande successo, era che il primo vendeva 2 mila copie e il secondo 150 mila. Adesso siamo arrivati al punto che "the best" supera il milione di copie e l´altro stenta a superare il migliaio». Questo vuol dire che senza bestseller si fa molta fatica. E lo sanno anche gli editori di audiolibri come Emons che ammettono di stentare molto a trovare qualcosa di "presentabile" nel panorama odierno e infatti continuano a proporre i classici. Il nuovo filone da vetrina, l´affare, però si chiama "non fiction pratica": manuali, guide... solo di cucina e, soprattutto, solo se le testimonial sono volti noti del piccolo schermo. Da Antonella Clerici a Benedetta Parodi, in termini di copie si ragiona su molti, moltissimi zeri; la gastronomia casalinga sarà un must natalizio che, comunque, garantirà posizioni in crescita ai grandi editori (loro hanno già recuperato lo 0,8 per cento del mercato complessivo). L´affezione del pubblico per un personaggio, la visibilità, il battage pubblicitario, sono fattori imprenscindibili per l´ascesa di un libro: «Un noto politico citò in televisione La vera storia del pirata Long John Silver di Björn Larsson e abbiamo avuto 20 ristampe», confermano da Iperborea. E come dimenticare il racconto di Paul Harding, Tinkers (in Italia è diventato L´ultimo inverno, Neri Pozza) che il presidente degli Stati Uniti si portò in vacanza, insieme a Freedom di Jonathan Franzen? Rifiutato da tutti e accettato da un minuscola casa editrice specializzata in testi medici, ha sbancato i botteghini e ha perfino vinto il Pulitzer. C´è da dire che insieme ai ricettari gli italiani comprano testi per bambini e ragazzi: un comparto questo che non smette di aumentare e anche per la piccola e media editoria, con il suo 5,7 per cento (oltre un milione di euro in più), rappresenta un´oasi felice. Il percorso trionfale della Schiappa de il Castoro ne è la dimostrazione, anche se la fascia d´età che "legge" e soprattutto accetta le proposte di genitori e parenti, non supera i 16 anni. Poi l´interesse sparisce quasi del tutto nel periodo della scuola superiore, salvo riprendersi un po´ dopo l´eventuale laurea. E la legge Levi, quella sulla calmierazione degli sconti, quanto ha inciso sulle percentuali in flessione? «Nel mese di agosto, considerando che le nuove regole sono entrate in vigore a settembre, tutti si sono buttati sui "saldi". Risultato? Abbiamo perso l´8 per cento», commenta Iacometti. Tra tanto pessimismo, c´è uno spiraglio, anzi una proposta: realizzare un "cartello" tra piccola editoria e librai: «E´ l´unico modo per difendersi dai colossi che non solo controllano la produzione ma anche i canali di vendita», confermano da Fandango. Si comincia dopo Natale, sperando che l´ago della bilancia si sia rialzato, con la mobilitazione delle rappresentanze regionali dei piccoli editori: «Le vogliamo rilanciare», conclude Enrico Iacometti «e costituire una "rete", insieme ai librai. Solo con una organizzazione condivisa e capillare eviteremo il baratro».