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 2011  dicembre 08 Giovedì calendario

LA «COABITAZIONE» DEI RELATORI PD E PDL

Una convivenza insolita per due relatori di maggioranza che vengono da opposte barricate e che finora sono stati abituati l’uno a fare il controcanto all’altro. Ma succede anche questo ai tempi del Governo Monti e quindi a seguire l’iter della manovra alla Camera ci saranno due deputati uno del Pd, Pierpaolo Baretta, l’altro del Pdl Maurizio Leo. In realtà il debutto della "coabitazione" c’è stato ieri con l’avvio delle audizioni alle commissioni Bilancio e Finanze, le due sedi di provenienza di Baretta e Leo. Insomma, se i loro leader – Pierluigi Bersani e Angelino Alfano – non hanno voglia di incontrarsi ufficialmente né di partecipare a coordinamenti formali a tre – anche con Pier Ferdinando Casini – saranno loro a farlo costantemente e a tradurre le intese politiche in cambiamenti tecnici alla manovra.
Disagio tra avversari che ora devono cooperare? Sembra di no. «In qualche modo sia io che Baretta siamo a nostra volta due tecnici. Lui per la Bilancio, io per le Finanze ci siamo sempre confrontati nel merito delle questioni. E del resto la fase è quella dell’emergenza, poi passa e torneremo avversari». Maurizio Leo sa che ormai l’accordo politico tra i leader c’è stato e che anche per loro la strada nelle commissioni e in Aula è spianata. Si tratterà solo di negoziare con Piero Giarda le tecnicalità. «Certo è una situazione insolita ma che non mi provoca disagio. C’è la presa di coscienza della drammaticità della fase e il gioco politico deve essere in grado di interpretare questa nuova priorità», replica Baretta che dà atto al Pdl «di aver fatto uno sforzo in più di noi nel far nascere e dare fiducia a questo Governo: ora che c’è vale la pena sostenerlo e lavorare insieme senza troppe ipocrisie».
Quello che soprattutto fanno notare sia Leo che Baretta è che i due relatori sono stati scelti «tra le due forze politiche principali» presenti in Parlamento che dopo aver condiviso e votato un programma di governo dovranno, però, impegnarsi a ritrovare le reciproche differenze nelle prossime piattaforme elettorali. «Ci stiamo impegnando per cambiare l’Ici e le pensioni ma – ribatte Leo – anche queste affinità sono contingenti».
Il fatto è che le votazioni sulla manovra imprimeranno uno scenario anche sullo schema attuale di alleanze. Le frizioni tra il Pd di Pierluigi Bersani e l’Idv di Antonio Di Pietro la dicono lunga su come l’esperienza del Governo Monti stia tracciando un solco. Come, d’altra parte, il divario che si sta aprendo in casa del centro-destra tra Pdl e Lega. «In futuro mi pare che le conseguenze non possano che essere sullo schema di alleanze, con la Lega e l’Idv sempre più spinte verso le ali estreme. È certo che se Di Pietro voterà "no" alla manovra – conclude Baretta – si aprirà un baratro tra noi e loro». Intanto, l’insolita coppia di relatori comincia un lavoro inedito, quello di scrivere emendamenti comuni dopo svariate manovre (le ultime due quest’estate) passate a combattere. E i vecchi alleati – Idv e Lega – invece si siedono al posto degli avversari.