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 2011  dicembre 08 Giovedì calendario

L’ANNUNCIO DEL CAPO: «DA OGGI BANDITE LE EMAIL» —

Addio cara vecchia email. Dopo aver mandato in pensione lettere, telefono e fax ora potrebbe essere arrivato il suo turno. Almeno come mezzo di comunicazione tra i quasi ottantamila dipendenti del gruppo Atos: Thierry Breton, ceo del colosso di servizi informatici, ha deciso di abolirle e sostituirle con una chat interna. Portando poi in azienda le potenzialità degli strumenti usati dai giovanissimi: social network, instant messaging, micro blogging. Più immediati ma anche più snelli.
L’annuncio di Breton — ex amministratore delegato e presidente di France Telecom, ma anche ex ministro francese dell’Economia — è stato fatto dalle pagine dell’Independent. «Audace» per alcuni, «stupido» per altri, il progetto ha acceso un forte dibattito sulla comunicazione aziendale del futuro prossimo: il suo successo potrebbe preannunciare infatti una svolta per le sorti della posta elettronica, ha sottolineato ieri la Bbc, mentre un fallimento si rivelerebbe dannoso per la credibilità dell’azienda. La svolta è attesa entro 18 mesi. L’idea, invece, è nata quasi tre anni fa come risultato di due considerazioni: la maggior parte dei giovani non usa email ma strumenti di instant messaging e social network, con Facebook in testa; in ufficio si passa troppo tempo a cancellare email. Quanto? In Atos, accertata una media di cento email al giorno a persona (15% di messaggi inutili), è stato calcolato che ogni dipendente spende (tra azienda e casa) dalle 15 alle 20 ore a settimana per controllare e rispondere a email aziendali.
Il primo risultato è stato quello di riuscire a risparmiare un 20% di quel tempo. Ma la sfida impone un cambio di rotta. I dati che una società raccoglie e archivia raddoppiano ogni 18 mesi, negli ultimi dieci anni sono state create più informazioni che dall’inizio dell’umanità. «Questa valanga di dati — ha affermato Breton alla Bbc — è uno dei problemi più gravi che le aziende si trovano ad affrontare: è venuto il momento di pensare in modo diverso». Partendo forse dalla «testa» dei lavoratori di domani: tra gli adolescenti (12-17 anni) l’uso dell’email sta crollando al ritmo del 31% l’anno e tra i giovani (18-24) del 21%. E dai «comportamenti» di sopravvivenza dei lavoratori di oggi: «Da molto tempo io non uso email aziendali, cinque-sei anni — dice il ceo di Atos —: in France Telecom perché non ero soddisfatto, al governo per motivi di sicurezza. Ho un indirizzo email esterno (fantastico da usare tra organizzazioni), ma internamente servono strumenti diversi». Questo non vuol dire che le email aziendali scompariranno dall’oggi al domani: «Le società probabilmente useranno le email per altri 10-15 anni. Ma la strada è segnata».
Alessandra Mangiarotti