Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 08 Giovedì calendario

STORIA DELL’ANTENATO DEL REALITY SHOW

«Da quando la vita comune è interessante?». È a partire da questa domanda che le sorti della televisione cambiano per sempre. La rivolge un funzionario televisivo a Craig Gilbert, un eccentrico produttore che sta presentando il pitch, la proposta, per un nuovo show. È il 1971 e Gilbert ha in mente un progetto a suo modo rivoluzionario: pedinare con le telecamere la vita quotidiana di una tipica famiglia americana per costruire, senza filtri e a partire da una mole di girato inedita per l’epoca, dieci puntate di un programma televisivo, «An American Family».
La famiglia prescelta è quella dei Loud, da Santa Barbara: ci sono il padre Bill (ambizioso e fedifrago), la madre Pat (sensuale e un po’ frustrata) e i loro cinque figli, tra cui l’inquieto Lance. L’esperimento va in porto e nel 1973 è in onda sulla televisione americana un grande successo, quello che si ricorda come il primo esempio di reality tv.
Le vicende produttive del programma e la storia dei Loud, il retroscena di questa affascinante vicenda, che mescola insieme l’archeologia del reality e la perdita di innocenza della tv, sono ricostruiti da «Cinema Verite» (Sky Cinema 1, martedì, ore 21,10), un film per la tv prodotto da HBO, scritto da David Seltzer e interpretato da Tim Robbins, Diane Lane e James «Soprano» Gandolfini.
La cosa curiosa è che il genere più esecrato della storia della televisione nasce negli intenti dei suoi inventori come un test antropologico, come un laboratorio sociale chiamato eufemisticamente «documentario», dove i crucci morali sono la soglia della privacy e l’etica documentaristica, e infatti va in onda sul canale più educativo della tv americana, PBS. Ma il cinismo serpeggia già dietro le telecamere: la famiglia americana è meno «perfetta» del previsto, Pat e Bill divorziano, Lance è omosessuale, e l’occhio avido della tv non si fa sfuggire proprio nulla.
Aldo Grasso