Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, sono in Sicilia per portare solidarietà alle persone colpite dall’alluvione e vigilare sui soccorsi che, secondo gli abitanti dei centri colpiti, sono stati «veloci». Clini ha sussurrato: «Basta rincorrere le tragedie» facendo eco a una dichiarazione dello stesso presidente della Repubblica, il quale non si è limitato a partecipare (tramite il prefetto Alecci) la sua solidarietà, ma ha aggiunto una dichiarazione più schiettamente politica: la tragedia nel messinese ripropone l’esigenza assoluta «di adeguate e costanti politiche di prevenzione, a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e di controllo delle situazioni a rischio».
• Si potrebbe interpretare come un attacco ai partiti che hanno
governato.
Siccome – dice lei – non hanno prevenuto e non hanno puntualmente vigilato…
È meglio però non forzare il pensiero di Napolitano, che predica da sempre
la concordia tra le forze politiche. Sarebbe dunque strano che lui stesso ora
seminasse zizzania.
• Com’è la situazione?
Su YoutTube, sui siti dei giornali si vedono queste
città invase dal fiume, le acque marroni di fango scorrono per le vie
trasformate in letti di fiume e a far da argine sono le case stesse, quando non
vengono travolte. A Saponara, in provincia di Messina, una frana ha travolto
due uomini, un bambino, una ragazza. Il bambino – Luca Vinci, 10 anni – è
rimasto tutta la notte immerso nel fango. L’hanno tirato fuori cadavere. Morti
anche i due uomini (Luigi e Giuseppe Valla, 55 e 25 anni), la ragazza s’è
salvata aggrappandosi alla ringhiera di un balcone. Sono rimaste sotto un mare
di acqua e fango anche Monforte San Giorgio (un ferito grave), a Barcellona
Pozzo di Gotto è esondato il torrente Longano, il ponte che collega Calderà e
Spinesante è crollato, ha ceduto il controsoffitto di un’aula dell’Istituto
industriale. 50 famiglie sono rimaste isolate nella frazione Migliardo Gala,
nove disabili e due operatori sono bloccati al primo piano di un edificio di
contrada Oreto, dato che il piano terra è sommerso. A Milazzo è parzialmente
allagato l’ospedale cittadino, a Castroreale ci sono molte strade inagibili. La
linea ferroviaria tra Messina e Palermo è stata notevolmente rallentata, idem
la A20 chiusa per smottamenti tra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. La
Procura di Messina ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposi, per
ora contro ignoti. Intanto sono concluse le indagini sull’alluvione del 2009,
sempre omicidio plurimo e disastro colposi. Sono nei guai in 18 e tra questi ci
sono i sindaci di Messina e Scaletta Zanclea e altri pezzi grossi
dell’amministrazione. Era il 2009 e morirono in 37.
• È
un caso tipico, direi, no? L’alluvione arriva più o meno sempre negli stessi
posti ma nessuno fa niente per prevenire la prossima catastrofe.
Sappiamo tutto quello che c’è da sapere, comprese le
cause: abusivismo edilizio, estrazione illegale di inerti, disboscamento
indiscriminato, cementificazione selvaggia, abbandono delle aree montane,
agricoltura intensiva (così Legambiente). Due comuni su tre sono a rischio
frane e alluvioni. Due comuni su tre hanno edifici nella zona delle banchine
(golenali), in prossimità degli alvei. Le regioni più minacciate sono Calabria,
Umbria, Valle d’Aosta, Marche, Toscana. Coldiretti sottolinea che il 25% delle
campagne negli ultini 40 anni è stato abbandonato o coperto dal cemento. Questo
ha reso più fragile la terra. Ogni anno ci sono in Italia 486 mila frane – il
50% di tutte le frane europee – che interessano una superficie di 20 mila e 700
chilometri quadrati (due volte la Lombardia). L’abbandono del territorio
avrebbe dovuto essere accompagnato da un ripensamento, da un rafforzamento
della rete di scolo delle acque.
• L’argomento è che non ci sono i soldi.
La Cgia di Mestre mi ha fatto avere proprio ieri un
suo studio sui soldi che paghiamo per l’ambiente e sulle somme che vengono poi
effettivamente impiegate per il territorio. Sa quanto versiamo ogni anno, allo
Stato o agli Enti locali, per evitare le sciagure? 41,29 miliardi di euro. Sa
quanta parte di questo denaro viene poi effettivamente impiegata per costruire
argini, scoli e tutto il resto? 459 milioni, l’1,2%. E molte volte è stato
detto che per mettere in sicurezza il Paese basterebbero 45-50 miliardi.
• In che senso noi versiamo «soldi per
l’ambiente»?
Sono le sovrimposteche versiamo «quando facciamo il pieno della nostra autovettura,
quando paghiamo la bolletta della luce o del gas/metano, il bollo dell’auto o
l’assicurazione della nostra auto». La Cgia ne elenca 18, di queste sovratasse,
piazzate sull’energia, sui trasporti, sulle attività inquinanti. Solo che
governi e soprattutto Regioni, Province, Comuni, nonostante la chiara causale
del versamento, hanno sempre adoperato questi fondi per tutt’altro.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 24 novembre 2011]
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