fonti varie, 24 novembre 2011
FRANCESCO PROFUMO
Ministro dell’Istruzione. Savona 3 maggio 1953. Ingegnere. Già professore ordinario di Macchine ed azionamenti elettrici e professore incaricato a Bologna. Rettore del Politecnico di Torino, dal 13 agosto 2011 presidente del Cnr. Membro del Consiglio di amministrazione di Telecom Italia e ha svolto ruolo di consigliere per Il Sole 24 Ore e per Pirelli. Ha iniziato la carriera nel 1978 in Ansaldo a Genova come ingegnere progettista. Nel 2003 Profumo è preside della facoltà di Ingegneria poi rettore del Politecnico di Torino.
«Sono onorato dell’incarico conferitomi, che vado ad assumere con umiltà e spirito di servizio. Istruzione, università e ricerca sono i cardini per garantire al Paese un futuro più solido e maggiori opportunità per i nostri giovani. Cercherò di mettere a frutto le mie esperienze maturate con studenti e ricercatori al politecnico e ora al Cnr» (Francesco Profumo).
Nel 2010 si parlò di una sua possibile candidatura a sindaco di Torino col Pd (per il 2011). Offerta respinta dopo molto tentennare. «Preferisco continuare a occuparmi dei miei studenti».
È stato consigliere di Mariastella Gelmini «a quanto pare apprezzato a tal punto da convincerla a fare il suo nome alla guida del Consiglio nazionale delle ricerche». [29]
È un ottimista. Prima di giurare al Quirinale ha detto: «La crisi? È la più grande benedizione per le persone e le nazioni. Nella crisi nascono l’inventiva, le scoperte, le grandi strategie. I nostri giovani sono bravissimi». [30]
«L’internazionalizzazione è fondamentale. Bisogna creare le condizioni affinché i giovani possano fare esperienze all’estero o lavorare in Italia con colleghi provenienti da altre parti del mondo». Dell’internazionalizzazione Profumo ha fatto una bandiera, professionale e di vita: ha lavorato in Giappone e negli Stati Uniti. Ha aperto ai cinesi le porte delle università italiane. È sposato, ha tre figli: due lavorano all’estero, Cina e Stati Uniti. [30]
«È il ministro ingegnere che piace all’accademia, dietro la sua nomina ci sarebbe infatti anche il placet dei rettori» (Il Sole 24 Ore). [14]
Note: [1] Il Foglio 31/7/2009; [2] Massimo Caprara, Corriere della Sera 17/11; [3] Aldo Cazzullo, Cds 18/3/2010; [4] Liana Milella, la Repubblica 17/11; [5] Marco Ascione, Cds 17/11; [6] Franco Giubilei, La Stampa 17/11; [7] Michele Brambilla, la Stampa 17/11; [8] Cds 18/11; [9] Sergio Rizzo, Cds 10/6/2003; [10] ; [11] Francesco Grignetti, La Stampa 17/11; [12] Marco Zatterin, La Stampa 17/11; [13] Giorgio Dell’Arti e Massimo Parrini, Catalogo dei Viventi 2009, Marsilio; [14] Sole24ore.it 16/11/2011; [15] AdnKronos 16/11; [16] Virginia Picolillo, Cds 17/11; [17] La Stampa 17/11; [18] Agi.it 16/11; [19] Alessandra Longo, la Repubblica 17/11; [20] L’Unità.it 16/11; [21] Reggionline.it 18/11; [22] R. Gio, La Stampa 17/11; [23] FattoQuotidiano.it 17/11; [24] Fabio Martini, La Stampa 17/11]; [25] Paolo Baroni, La Stampa 17/11; [26] Tgcom 16/11; [27] Luca Rolandi, La Stampa 17/11; [28] Margherita De Bac, Cds 17/11; [29] Università.it; [30] Andrea Rossi, La Stampa 17/11; [31] Cds 28/6/2002; [32] gazzettino.it 16/11/2011; [33] Francesco Oggiano, Vanity Fair, 16/11/2011; [34] Tirrenonews.it, 16/11; [35] Curia.Europa.eu; [36] Mario Sensini, Cds 17/11; [37] Libero 17/11; [38] Repubblica.it 16/11; [39] Francesca Schianchi, La Stampa 17/11; [40] Stefano Lepri, La Stampa 17/11; [41] Sergio Rizzo, Cds 20/5/2006; [42] Libero.it 18/11; [43] Paolo Conti, Cds 17/11; [44] Francesco Bei, Cds 18/11; [45] Roberto Bagnoli, Cds 17/11; [46] ansa.it; [47] Marcello Zacché, il Giornale 17/11