Novella 2000, n. 47, 24/11/2011, p. 10, 24 novembre 2011
Valerio Pino. Quando ha solo otto anni, suo padre rimane vittima della ‘ndrangheta: era assessore ai Lavori pubblici nel comune di Cosenza e aveva detto no alla concessione di appalti a una società legata alla malavita organizzata
Valerio Pino. Quando ha solo otto anni, suo padre rimane vittima della ‘ndrangheta: era assessore ai Lavori pubblici nel comune di Cosenza e aveva detto no alla concessione di appalti a una società legata alla malavita organizzata. Uno sgarro che le ‘ndrine non gli perdonano e che gli fanno pagare con una raffica di colpi di pistola sparati a bruciapelo la sera dell’8 ottobre 1990. Un trauma che Valerio riesce a superare solo grazie alla danza («la mia ancora di salvezza») e al resto della sua famiglia che lo appoggia e sostiene, anche economicamente, permettendogli di trasferirsi a Roma dove, a soli 15 anni, è ammesso alla Accademia Nazionale di Danza. Da lì la sua carriera decolla. Il primo lavoro in tv, a Sarabanda su Italia 1, arriva quando Valerio ha 18 anni, poi lo scritturano per Buona Domenica, quindi ad Amici dove si fa conoscere dal grande pubblico. Ma la consacrazione è nel febbraio 2011 quando Valerio è chiamato al Festival di Sanremo come primo ballerino.