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 2011  novembre 24 Giovedì calendario

ANDREA RICCARDI

Ministro senza portafoglio per la Cooperazione internazionale. Roma 16 gennaio 1950. Ordinario di Storia contemporanea all’università di Roma 3. Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, organizzazione umanitaria presente sui fronti caldi del pianeta conosciuta come l’Onu di Trastevere. Nell’ottobre 1992 stupì il mondo riuscendo a far firmare a Roma l’accordo di pace per il Mozambico che pose fine a sedici anni di guerra civile. Autore di numerosi saggi, tra cui una biografia di Giovanni Paolo II. Sposato, due figli. «È un vero leader [...] Dobbiamo ad Andrea se la Comunità, riconosciuta nell’86 dalla Santa Sede, sia autonoma da questa, non sappia di sacrestia e oramai spazi nel mondo: ventimila volontari in venti Paesi» (il portavoce Mario Marazziti). [13; 14]

È considerato uno dei laici più autorevoli del panorama religioso internazionale: «La mia era una famiglia laica. Mio padre Alberto, un uomo di finanza, leggeva Il Mondo di Mario Pannunzio. Mia madre, quando avevo 14 anni e provai a farmi crescere la barba – come tutti gli adolescenti – tentò di impedirmelo, e io la porto da quarant’anni. Fra il 1967 e il 1968, iniziai, per conto mio, a leggere il Vangelo. Ci ritrovammo poi, con altri studenti del liceo Virgilio, a pregare insieme e a fare le prime esperienze di volontariato... Non riesco ad immaginare una fede vissuta in solitudine, senza gli altri. […] Io non porto simboli, croci o catenine al collo: mi sembra di non averne bisogno» (Andrea Riccardi a Barbara Palombelli). [13]

Il Times nel 2003 lo inserì nell’elenco dei 36 eroi moderni d’Europa, cioè di coloro che si sono distinti per il proprio coraggio professionale e impegno umanitario. [43] Al giuramento sbaglia la formula, dice «nell’interesse della Nazione» dimenticando che quell’interesse deve essere «esclusivo». [7]

«Siamo passati dal Carnevale alla Quaresima» (Andrea Riccardi, sorseggiando un caffè alla buvette del Senato sull’approccio marmoreo del nuovo governo rispetto al vecchio). [44]


Note: [1] Il Foglio 31/7/2009; [2] Massimo Caprara, Corriere della Sera 17/11; [3] Aldo Cazzullo, Cds 18/3/2010; [4] Liana Milella, la Repubblica 17/11; [5] Marco Ascione, Cds 17/11; [6] Franco Giubilei, La Stampa 17/11; [7] Michele Brambilla, la Stampa 17/11; [8] Cds 18/11; [9] Sergio Rizzo, Cds 10/6/2003; [10] ; [11] Francesco Grignetti, La Stampa 17/11; [12] Marco Zatterin, La Stampa 17/11; [13] Giorgio Dell’Arti e Massimo Parrini, Catalogo dei Viventi 2009, Marsilio; [14] Sole24ore.it 16/11/2011; [15] AdnKronos 16/11; [16] Virginia Picolillo, Cds 17/11; [17] La Stampa 17/11; [18] Agi.it 16/11; [19] Alessandra Longo, la Repubblica 17/11; [20] L’Unità.it 16/11; [21] Reggionline.it 18/11; [22] R. Gio, La Stampa 17/11; [23] FattoQuotidiano.it 17/11; [24] Fabio Martini, La Stampa 17/11]; [25] Paolo Baroni, La Stampa 17/11; [26] Tgcom 16/11; [27] Luca Rolandi, La Stampa 17/11; [28] Margherita De Bac, Cds 17/11; [29] Università.it; [30] Andrea Rossi, La Stampa 17/11; [31] Cds 28/6/2002; [32] gazzettino.it 16/11/2011; [33] Francesco Oggiano, Vanity Fair, 16/11/2011; [34] Tirrenonews.it, 16/11; [35] Curia.Europa.eu; [36] Mario Sensini, Cds 17/11; [37] Libero 17/11; [38] Repubblica.it 16/11; [39] Francesca Schianchi, La Stampa 17/11; [40] Stefano Lepri, La Stampa 17/11; [41] Sergio Rizzo, Cds 20/5/2006; [42] Libero.it 18/11; [43] Paolo Conti, Cds 17/11; [44] Francesco Bei, Cds 18/11; [45] Roberto Bagnoli, Cds 17/11; [46] ansa.it; [47] Marcello Zacché, il Giornale 17/11