fonti varie, 24 novembre 2011
GIAMPAOLO DI PAOLA
Ministro della Difesa. Torre Annunziata (Napoli) 15 agosto 1944. Ammiraglio. Presidente del Comitato militare della Nato. Dal 1994 al 1998 capo del reparto Politica militare dello stato maggiore Difesa, poi capo di Gabinetto del ministro di Sergio Mattarella, segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli Armamenti, quando il nuovo governo, Berlusconi II, lo nominò capo di stato maggiore. Nel 2008 è sbarcato a Bruxelles, come capo del conclave dei ventotto rappresentanti militari Nato. Avrebbe dovuto passare il comando in giugno. [12; 13]
Detto il “tecnocrate” per la sua spiccata ansia di ammodernamento della Difesa, «ha fatto tutta la trafila necessaria alla scalata del vertice: in Accademia a 19 anni, guardiamarina a 22. Poi la Scuola sommergibili e la specializzazione e, quindi, una serie di promozioni fino al “privilegio” del comando della portaerei Garibaldi, nel 1989 e ’90» (Francesco La Licata). [13]
L’ammiraglio Di Paola ha appreso la notizia ufficiale del suo incarico nel nuovo governo mentre era in una visita ufficiale in Afghanistan. Il suo sms di ringraziamento: «La scelta operata dal presidente Monti mi onora. Al mio rientro in Italia mi recherò dal presidente Monti che ringrazio sin da ora per la fiducia accordatami e dal presidente della Repubblica per il giuramento. Al momento, non desidero aggiungere altro». [12]
Zatterin: «Come ministro, sarà attento al suo bilancio come a quello della Repubblica: “I problemi ci sono e sarebbe irresponsabile, nel mio ruolo, non essere preoccupato, pur nella consapevolezza delle difficoltà economiche e finanziarie complessive che richiedono politiche molto accorte”». [12]
Ama il riserbo e l’equilibrio. In un’intervista alla Stampa dello scorso luglio: «Non parlo mai di politica interna. Io bado ai fatti. E i fatti dicono che Roma si comporta come un partner molto motivato per l’Alleanza» (sull’aspro confronto tra Lega e Pdl sulla durata della missione Nato in Libia). [12]
È sposato con Roberta e ha due figlie. Parla fluentemente inglese, francese e spagnolo. Esperto in Storia dell’arte, ama la musica classica, pratica lo sci e l’alpinismo. [14]
Note: [1] Il Foglio 31/7/2009; [2] Massimo Caprara, Corriere della Sera 17/11; [3] Aldo Cazzullo, Cds 18/3/2010; [4] Liana Milella, la Repubblica 17/11; [5] Marco Ascione, Cds 17/11; [6] Franco Giubilei, La Stampa 17/11; [7] Michele Brambilla, la Stampa 17/11; [8] Cds 18/11; [9] Sergio Rizzo, Cds 10/6/2003; [10] ; [11] Francesco Grignetti, La Stampa 17/11; [12] Marco Zatterin, La Stampa 17/11; [13] Giorgio Dell’Arti e Massimo Parrini, Catalogo dei Viventi 2009, Marsilio; [14] Sole24ore.it 16/11/2011; [15] AdnKronos 16/11; [16] Virginia Picolillo, Cds 17/11; [17] La Stampa 17/11; [18] Agi.it 16/11; [19] Alessandra Longo, la Repubblica 17/11; [20] L’Unità.it 16/11; [21] Reggionline.it 18/11; [22] R. Gio, La Stampa 17/11; [23] FattoQuotidiano.it 17/11; [24] Fabio Martini, La Stampa 17/11]; [25] Paolo Baroni, La Stampa 17/11; [26] Tgcom 16/11; [27] Luca Rolandi, La Stampa 17/11; [28] Margherita De Bac, Cds 17/11; [29] Università.it; [30] Andrea Rossi, La Stampa 17/11; [31] Cds 28/6/2002; [32] gazzettino.it 16/11/2011; [33] Francesco Oggiano, Vanity Fair, 16/11/2011; [34] Tirrenonews.it, 16/11; [35] Curia.Europa.eu; [36] Mario Sensini, Cds 17/11; [37] Libero 17/11; [38] Repubblica.it 16/11; [39] Francesca Schianchi, La Stampa 17/11; [40] Stefano Lepri, La Stampa 17/11; [41] Sergio Rizzo, Cds 20/5/2006; [42] Libero.it 18/11; [43] Paolo Conti, Cds 17/11; [44] Francesco Bei, Cds 18/11; [45] Roberto Bagnoli, Cds 17/11; [46] ansa.it; [47] Marcello Zacché, il Giornale 17/11