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 2011  novembre 24 Giovedì calendario

IL RINVIO VALE PIÙ DI TRE MILIARDI

Entro fine novembre dovrà essere pagato solo l’82% dell’acconto Irpef dovuto per il 2011 e non il 99. Il rinvio, disposto con un decreto del presidente del Consiglio firmato lunedì scorso, vale fino a tre miliardi di euro.

Il differimento era già previsto, in realtà, dalla manovra adottata nel maggio-giugno 2010 dal precedente Governo. L’obiettivo era quello di ottimizzare le poste economiche del bilancio pubblico, spostando all’anno prossimo una quota degli incassi legati all’Iperf. L’effetto concreto del provvedimento, tuttavia, potrebbe essere anche quello di agevolare un rilancio dei consumi in occasione delle prossime festività natalizie.

La nota diffusa, ieri, dal ministero dell’Economia e dal dipartimento del ministero delle Finanze spiega che: «È stato firmato in data 21 novembre 2011, ed è in corso di pubblicazione il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che prevede, fra l’altro, il differimento del versamento di 17 punti percentuali dell’acconto Irpef dovuto per il periodo d’imposta 2011. Di conseguenza l’acconto Irpef dovuto entro mercoledì 30 novembre ammonterà all’82% anziché al 99 per cento. La differenza sarà versata a giugno del 2012».

La nota chiarisce anche i criteri che dovranno essere seguiti per i contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99 per cento. «A questi ultimi – spiega, per esempio, il comunicato – spetta un credito d’imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24 (articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241). Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale dell’82 per cento» (sul punto più dettagliatamente si veda l’articolo nell’altra pagina).

Il differimento, come detto, era già previsto dalla manovra del 2010 che ne stimava l’entità fino a 2,3 miliardi nel 2011, mentre per il 2012 la stima arrivava a circa 600 milioni. Ma la legge di stabilità 2012, approvata poche settimane fa, ha elevato la soglia del "risparmio" a 3,050 miliardi.

L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, d’altra parte, aveva già deciso sia nel 2009 che nel 2010 analoghi interventi.

Rete Imprese Italia ha accolto con favore la riduzione. Per Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, infatti, si tratta di «una decisione molto importante che, oltre a consentire maggiore disponibilità finanziaria ai contribuenti Irpef in un momento di estrema difficoltà, permette alle numerose imprese personali, la cui situazione economica è peggiorata nel corso del 2011, di non anticipare tributi che potrebbero risultare non dovuti».
Riscontri positivi al rinvio giungono anche dal mondo politico. Per Alberto Fluvi, capogruppo Pd nella commissione Finanze di Montecitorio, la riduzione dell’acconto «è una buona notizia. Si tratta di un primo intervento che darà benefici ai contribuenti. È un buon segnale delle prospettive dell’azione del neo governo Monti».

Quanto alla platea dei beneficiari saranno poco più di 7,2 milioni i contribuenti interessati con un risparmio medio di circa 400 euro. A fare una prima stima è stata la Cgia di Mestre. Secondo l’associazione degli artigiani i beneficiari saranno soprattutto imprenditori, lavoratori autonomi, coloro che hanno un reddito da partecipazione in una società, chi percepisce un affitto, oppure i lavoratori dipendenti o pensionati che percepiscono altri redditi (ad esempio, una collaborazione occasionale).

Per quasi quattro milioni di soggetti potenzialmente interessati dalla riduzione dell’acconto Irpef il risparmio oscillerà tra i 100 e i 200 euro. La stima ipotizza anche alcuni casi sulla base di redditi diversi: per un ipotetico piccolo imprenditore con un reddito annuo di 30mila euro, il risparmio momentaneo sarà pari a 906 euro; per un soggetto che dichiara 40mila euro di reddito annuo il vantaggio economico salirà a 1.385 euro; toccherà i 1.934 euro per un titolare d’azienda con 50mila euro di reddito.

Secondo la Coldiretti, infine, il risparmio sull’acconto Irpef di novembre sarà appena sufficiente per coprire le spese della tavola a Natale per la quale gli italiani spenderanno poco meno di tre miliardi di euro per pranzi, cenone, Vigilia e Santo Stefano.