Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 24 Giovedì calendario

CORRADO PASSERA

Ministro per lo Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti (foto in alto a sinistra). Como 30 dicembre 1954. Manager, banchiere. È stato amministratore delegato di Olivetti, direttore generale di Mondadori (1990-91), amministratore delegato del gruppo Espresso (1991-92), ad di Olivetti (1992-96), ad del Banco Ambrosiano Veneto (1996-98), ad di Poste italiane (1998-2002). Dal 2002 in Banca Intesa (ad), da ultimo consigliere delegato (2006-11) del gruppo Intesa Sanpaolo, prima banca italiana.

«È stato spesso dipinto con il cuore al centro che guarda a sinistra, (ha votato per le primarie dell’Unione, nel 2005), è da decenni in sodalizio con il professor Bazoli, vicinissimo a Prodi. Negli ultimi anni però si è sempre più smarcato da questa etichetta occupandosi, tra l’altro, e in prima persona, del risanamento di Alitalia, caro all’ex premier Berlusconi». [46] Dal 2008 anche al fianco di Luca Cordero di Montezemolo, con un forte investimento di Intesa in Ntv, Nuovo trasporto viaggiatori: la banca possiede il 20 per cento del capitale azionario della compagnia ferroviaria privata dell’alta velocità in procinto di competere con Trenitalia.

Alto 1,90, fisico asciutto, «viene da una famiglia cattolica comasca ed è un prete, professore di seminario, l’educatore da lui più interrogato e ammirato nell’adolescenza. Poi c’è la famiglia. Suo nonno, preso ad esempio, era medico e non si faceva pagare dai clienti poveri. “Se non fossi diventato dirigente d’azienda, avrei voluto fare il medico”» (Gianluigi Melega). [13]

Dopo un soggiorno negli Stati Uniti (master in Business Administration a Filadelfia), al ritorno in Italia lo aspetta un’esperienza di prim’ordine alla McKinsey, la grande società di consulenza» (Nino Sunseri). Poi l’incontro con De Benedetti. Melega: «Diventa il braccio destro dell’Ingegnere, che gli affida la Mondadori prima della battaglia di Segrate, quindi il gruppo Espresso, infine l’Olivetti, l’azienda più problematica tra le sue controllate. Passera: “Ricordo ancora quel periodo di grandi sogni, di grandi speranze di creare qualcosa di nuovo: non soltanto ricchezza (e pensare che con Infostrada e Omnitel creammo decine di migliaia di miliardi di valore ex novo!), ma un nuovo modo di essere in azienda, nei rapporti tra azienda e società...”. Poi deve essere successo qualcosa su cui Passera preferisce sorvolare». [13]

Il carrozzone Poste da salvare. «“Prodi e Ciampi mi chiamarono per chiedermi un impegno nella nuova gestione delle Poste. Chiesi ventiquattr’ore per parlarne con mia moglie e poi dissi di sì. Mi sembrava una bella impresa provare a rimettere in marcia quel colosso addormentato e rendere un servizio al Paese”. Una scelta pazzesca, quella di Passera. Bisognava mettere le mani in un un’azienda demotivata, pascolo riservato di corporazioni politiche e sindacali. Poi c’era il deficit che appariva incomprimibile e fuori controllo (ben 2.649 miliardi di lire nel 99). Ma soprattutto le Poste non erano in grado di fare il loro mestiere: consegnare in tempo la corrispondenza. “Per questo ho deciso che fin dall’ inizio dovevamo confrontarci con la maggiore sfida possibile. Si trattava dell’introduzione della posta prioritaria, ossia di lettere che devono arrivare a destinazione entro due giorni”. Il successo della prioritaria (nel giro di un anno l’81 per cento delle missive venne consegnato dopo un solo giorno) fu come una frustata capace di infondere orgoglio fra i 169 mila dipendenti» (Giorgio Lonardi). [13]
«Con poco o punto conflitto sociale riporta i conti delle Poste in attivo, anche grazie alla trovata del Bancoposta. Per questo Bazoli nel 2002 lo rivuole con sé: ci sono alcuni conti che non tornano e, soprattutto, c’è da far nascere Intesa Sanpaolo, di cui Corrado è stato fino a ieri il grande capo operativo». La carica gli ha fruttato negli ultimi dieci anni 43,9 milioni di euro di stipendio, escluse le stock option, più difficili da quantificare. [47]

Il Financial Times lo ha paragonato al personaggio di Harvey Keitel di Pulp Fiction: il pulitore. «Dopo il regolamento di conti, arrivava lui a togliere i cadaveri e rimettere tutto in ordine. Dicendo: “Sono Winston, risolvo problemi. A patto che facciate esattamente quello che dico”» (L’espresso). [13]

Lavoratore infaticabile (anche 18 ore al giorno se necessario, magari in piedi perché forti dolori alla schiena gli rendono difficile stare a lungo seduto). Secondo la classifica pubblicata sull’Atlante delle banche leader 2007 (in edicola con Mf/Milano Finanza e Italia Oggi), nel 2006 fu il secondo banchiere più pagato d’Italia, 17,07 milioni contro i 20,19 di Alberto Nagel. Sia nel 2007 che nel 2008 è finito al quarto posto nella classifica dei banchieri europei stilata dal gruppo editoriale finanziario americano Institutional Investors. Membro dell’Opus Dei, partecipa in Kenya ai campi estivi di lavoro per la formazione dei giovani. [13]

Sposato in seconde nozze (rito civile, il 28 maggio 2011 sul lago di Como) con Giovanna Salza, 19 anni più giovane di lui, esperta di comunicazione d’impresa (ex Poste e Air One), sua compagna dal 2008. Tre figli: Luigi e Sofia, nati dal primo matrimonio con Cecilia Canepa, e Luce, nata nel 2010. Un quarto in arrivo: «È maschio», ha rivelato la moglie nel giorno del giuramento del marito da ministro. [7, 47]


Note: [1] Il Foglio 31/7/2009; [2] Massimo Caprara, Corriere della Sera 17/11; [3] Aldo Cazzullo, Cds 18/3/2010; [4] Liana Milella, la Repubblica 17/11; [5] Marco Ascione, Cds 17/11; [6] Franco Giubilei, La Stampa 17/11; [7] Michele Brambilla, la Stampa 17/11; [8] Cds 18/11; [9] Sergio Rizzo, Cds 10/6/2003; [10] ; [11] Francesco Grignetti, La Stampa 17/11; [12] Marco Zatterin, La Stampa 17/11; [13] Giorgio Dell’Arti e Massimo Parrini, Catalogo dei Viventi 2009, Marsilio; [14] Sole24ore.it 16/11/2011; [15] AdnKronos 16/11; [16] Virginia Picolillo, Cds 17/11; [17] La Stampa 17/11; [18] Agi.it 16/11; [19] Alessandra Longo, la Repubblica 17/11; [20] L’Unità.it 16/11; [21] Reggionline.it 18/11; [22] R. Gio, La Stampa 17/11; [23] FattoQuotidiano.it 17/11; [24] Fabio Martini, La Stampa 17/11]; [25] Paolo Baroni, La Stampa 17/11; [26] Tgcom 16/11; [27] Luca Rolandi, La Stampa 17/11; [28] Margherita De Bac, Cds 17/11; [29] Università.it; [30] Andrea Rossi, La Stampa 17/11; [31] Cds 28/6/2002; [32] gazzettino.it 16/11/2011; [33] Francesco Oggiano, Vanity Fair, 16/11/2011; [34] Tirrenonews.it, 16/11; [35] Curia.Europa.eu; [36] Mario Sensini, Cds 17/11; [37] Libero 17/11; [38] Repubblica.it 16/11; [39] Francesca Schianchi, La Stampa 17/11; [40] Stefano Lepri, La Stampa 17/11; [41] Sergio Rizzo, Cds 20/5/2006; [42] Libero.it 18/11; [43] Paolo Conti, Cds 17/11; [44] Francesco Bei, Cds 18/11; [45] Roberto Bagnoli, Cds 17/11; [46] ansa.it; [47] Marcello Zacché, il Giornale 17/11