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 2011  novembre 24 Giovedì calendario

ENZO MOAVERO MILANESI


Ministro senza portafoglio per gli Affari europei. Roma 17 agosto 1954. Giudice presso la Corte europea di Giustizia di Lussemburgo. Avvocato, specializzato in antitrust, è stato fino al 2006 direttore generale del “Bureau of European Policy Advisors” della Ce. Vicesegretario generale dell’esecutivo Ue, direttore del Servizio antitrust e capo di gabinetto dell’allora commissario Monti; con lo stesso incarico aveva affiancato il neopremier anche quando era alla guida del Mercato interno (1995-1999). Tra il ’92 e il ’94 è stato consigliere dei governi Amato e Ciampi. [15]

Per nove anni braccio destro di Mario Monti a Bruxelles, Enzo Moavero Milanesi è un “super tecnico” in affari giuridici che ha iniziato la sua carriera nella Ue quando era ancora Ce. Il nuovo premier Mario Monti che lo ha chiamato per ricoprire l’incarico di ministro per gli Affari europei e poi non l’ha mai perso di vista.

Moavero ha da sempre prediletto l’estero: dopo la laurea in Legge alla Sapienza nel 1977, specializzazione al College de France di Bruges, poi la University of Texas di Dallas. Quindi la scelta “europeista”: nel 1983, a 29 anni, entra come funzionario della direzione generale della Concorrenza della Commissione dell’allora Ce e su fino al giuramento a Lussemburgo come giudice del Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia della Ue, ruolo che ricopre tuttora. [34] Segretario generale aggiunto della Commissione europea (2002-2005), direttore generale dell’Ufficio dei consiglieri per le politiche europee (2006). [35]

«È l’eurocrate italiano più potente» (Mario Sensini). [36]

È stato il primo a diventare ministro dopo Monti, il secondo a giurare. [7]

Al giuramento, emozionato, stringe la mano al presidente ma non al capo del governo. Parla a bassa voce. Poi lascia il Quirinale a piedi, da solo. È sposato con tre figli. [19]

Note: [1] Il Foglio 31/7/2009; [2] Massimo Caprara, Corriere della Sera 17/11; [3] Aldo Cazzullo, Cds 18/3/2010; [4] Liana Milella, la Repubblica 17/11; [5] Marco Ascione, Cds 17/11; [6] Franco Giubilei, La Stampa 17/11; [7] Michele Brambilla, la Stampa 17/11; [8] Cds 18/11; [9] Sergio Rizzo, Cds 10/6/2003; [10] ; [11] Francesco Grignetti, La Stampa 17/11; [12] Marco Zatterin, La Stampa 17/11; [13] Giorgio Dell’Arti e Massimo Parrini, Catalogo dei Viventi 2009, Marsilio; [14] Sole24ore.it 16/11/2011; [15] AdnKronos 16/11; [16] Virginia Picolillo, Cds 17/11; [17] La Stampa 17/11; [18] Agi.it 16/11; [19] Alessandra Longo, la Repubblica 17/11; [20] L’Unità.it 16/11; [21] Reggionline.it 18/11; [22] R. Gio, La Stampa 17/11; [23] FattoQuotidiano.it 17/11; [24] Fabio Martini, La Stampa 17/11]; [25] Paolo Baroni, La Stampa 17/11; [26] Tgcom 16/11; [27] Luca Rolandi, La Stampa 17/11; [28] Margherita De Bac, Cds 17/11; [29] Università.it; [30] Andrea Rossi, La Stampa 17/11; [31] Cds 28/6/2002; [32] gazzettino.it 16/11/2011; [33] Francesco Oggiano, Vanity Fair, 16/11/2011; [34] Tirrenonews.it, 16/11; [35] Curia.Europa.eu; [36] Mario Sensini, Cds 17/11; [37] Libero 17/11; [38] Repubblica.it 16/11; [39] Francesca Schianchi, La Stampa 17/11; [40] Stefano Lepri, La Stampa 17/11; [41] Sergio Rizzo, Cds 20/5/2006; [42] Libero.it 18/11; [43] Paolo Conti, Cds 17/11; [44] Francesco Bei, Cds 18/11; [45] Roberto Bagnoli, Cds 17/11; [46] ansa.it; [47] Marcello Zacché, il Giornale 17/11