SANDRA RICCIO, La Stampa 24/11/2011, 24 novembre 2011
Che cos’è il Btp-day? - Compriamo i nostri titoli di Stato e la crisi sarà solo un ricordo. E’ un po’ questo lo spirito del Btp-day, la giornata dedicata ai Buoni del Tesoro sostenuta anche dall’Associazione bancaria italiana (Abi)
Che cos’è il Btp-day? - Compriamo i nostri titoli di Stato e la crisi sarà solo un ricordo. E’ un po’ questo lo spirito del Btp-day, la giornata dedicata ai Buoni del Tesoro sostenuta anche dall’Associazione bancaria italiana (Abi). Di cosa si tratta e quali vantaggi ci sono per gli investitori? Il 28 novembre ed il 12 dicembre le famiglie, gli imprenditori e qualsiasi cittadino italiano potranno acquistare i titoli di Stato del nostro Paese senza pagare commissioni di acquisto. La prima giornata, il 28 novembre, è dedicata agli acquisti sul mercato secondario, vale a dire su quello dei Btp già emessi, mentre la seconda giornata, il 12 dicembre, è per la nuova emissione di titoli. Chi aderirà al Btp-day risparmierà l’importo della commissioni di acquisto da pagare alla banca ogni volta che si decide di acquistare titoli del Tesoro, in media tra lo 0,2 e lo 0,5% del capitale. Qual è l’obiettivo di questa iniziativa? E’ un segno importante da dare ai mercati. In questo momento di forte tensione un massiccio investimento in titoli di Stato da parte dei cittadini è un segnale chiaro indirizzato alla speculazione e, più in generale, ai mercati. Lo shopping da parte delle famiglie e delle imprese può rappresentare un contributo rilevante per dimostrare la fiducia che gli italiani hanno nel proprio Paese e può così aiutare a migliorare l’aspettativa complessiva che i mercati hanno nei confronti dell’Italia. La speranza è che l’iniziativa si traduca in un allentamento delle tensioni sul nostro debito. Il nervosismo è iniziato nel luglio scorso e non accenna a calare: ieri lo spread sui Btp con scadenza a 2 anni si è arrampicato a livelli record di 700 punti, massimo storico raggiunto dal 1990, mentre il rendimento è salito al 7,2%. Il differenziale tra il decennale italiano e il Bund tedesco a 10 anni si è invece portato sopra i 490 punti con il rendimento al 6,97%. Per gli investitori può essere un’opportunità? In questi giorni qualche analista ha già espresso la sua opinione su questo tipo di operazione, rilevando che i Btp a questi prezzi e con questi rendimenti sono davvero interessanti. E in effetti chi aderirà all’asta del 28 novembre e a quella del 12 dicembre rischia di portare a casa rendimenti sopra al 6% lordo. Da mettere sul conto finale c’è poi l’aliquota fiscale fissata al 12,5% per questo tipo di strumento d’investimento. C’è, inoltre, il costo annuale per il conto titoli che è pari a circa 20 euro, a cui si deve aggiungere anche l’imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche che fino ai 50 mila euro è di 34,20 euro l’anno. Significa che detenere titoli di Stato sotto i 50 mila euro costa poco più di 50 euro l’anno. Quali sono le previsioni sulle prossime aste? Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi e della banca Monte Paschi, ha detto di «non aspettarsi cose mirabolanti, ma è un segno importante nel dimostrare di credere nel nostro debito». Per Mussari, «l’Italia non ha problemi di solidità e di solvibilità e questo è un modo per ripartire e dare un segno di continuità». «La stabilità dell’Italia non ha bisogno di ripartire - ha ripetuto - ma di essere ribadita per alcuni». Ci saranno altre aste prima del Btp-Day? Il primo appuntamento è già in agenda per domani. Venerdì il Tesoro italiano offrirà infatti Buoni ordinari del Tesoro (Bot) semestrali e Ctz per un ammontare complessivo di 10 miliardi, con il Bot a sei mesi sul mercato (il 31 maggio 2012) che mostra un rendimento superiore al 6 per cento. Intanto l’attenzione è per ciò che il premier Mario Monti riuscirà a fare per convincere i mercati e i grandi investitori ad acquistare titoli italiani alle prossime aste del Tesoro. Come è nata questa iniziativa? Lo spunto è arrivato da un semplice cittadino Giuliano Melani, responsabile di una società di leasing a Pistoia. Ha acquistato una pagina del «Corriere della Sera» il 4 novembre scorso per rivolgere un appello al Paese: «Ricompriamoci il nostro debito pubblico». Allora, come adesso, i nostri titoli di Stato erano sotto l’attacco del mercato e lo spread dei Btp decennali sul Bund tedesco a 10 anni stava battendo tutti i record dalla nascita della moneta unica. Così l’Abi ha colto la palla al balzo. Ci sono già state delle adesioni al Btp-day? Hanno aderito fin da subito all’iniziativa i principali gruppi bancari italiani, con Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena nel gruppo di testa. Poi, insieme con l’Abi, il cui Comitato esecutivo ha detto «sì» alla proposta, hanno deciso di dare il proprio appoggio anche l’Associazione italiana degli analisti finanziari (l’Aiaf), l’Associazione degli operatori dei Mercati Finanziari (l’Assiom Forex) e l’Associazione italiana intermediari finanziari (l’Assosim).