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 2011  novembre 24 Giovedì calendario

ARMI OK ALLO SHOPPING DA 500 MILIONI DI EURO


La battaglia è persa, la guerra è in corso. La commissione Difesa della Camera ieri ha perso l’occasione di far risparmiare agli italiani 500 milioni di euro e disinnescare la corsa all’armamento che vede già il nostro Paese all’ottavo posto nel mondo. La IV commissione ha approvato i programmi di acquisto di armi e mezzi per le forze terrestri: blindati con cannone da 120 mm per dieci milioni di euro, “veicoli tattici medi multiruolo” per altri 157 milioni, 447 veicoli tattici leggeri “lince” per 198 milioni. E ancora “sistemi acustici per la localizzazione delle sorgenti di fuoco”, barriere antisfondamento, veicoli automatici di perlustrazione per altri 56,3 milioni. In tutto 502 milioni di euro che comportano un ulteriore aggravio per le casse dello Stato, proprio mentre il governo si accinge a chiedere agli italiani sacrifici per 30 miliardi di euro in due anni. Continua invece l’escalation della spesa militare che nel 2010 è cresciuta dell’8,4% portando il conto generale a quota 20.556,9 milioni (1,2% del Pil). Tutti i membri hanno schiacciato il bottone verde. “Purtroppo quelle spese sono state indicate come necessarie dai contingenti impegnati sui fronti di guerra come l’Afghanistan. Non assegnarli significava esporre le truppe a rischi enormi”, spiega il capogruppo Augusto Di Stanislao che porta a casa una mezza speranza. Il voto è stato infatti vincolato a una sua risoluzione, approvata da tutti, che impegna il nuovo governo a rimodulare la spesa, contenere la voce di acquisto per le armi e ripartire dalla formazione del personale “che è una componente marginale a favore di grandi commesse di armi”. Ieri si è deciso infatti di comprare mezzi di terra, ma i programmi d’acquisto sono 71 e prevedono 900,5 milioni per l’area interforze, acquisti navali per 770,3 milioni e 931,9 milioni per l’aeronautica. Ringraziano i big dell’industria bellica nazionale, a partire da quella Finmeccanica Spa nella bufera per tangenti, finanziamenti illeciti ai partiti e commesse “politiche”. I sistemi per le operazioni interforze a supporto dei comandi nelle missioni multinazionali (in sigla C41I), per fare citare un esempio, sono prodotti proprio da Finmeccanica per 76 milioni di euro.