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 2011  novembre 24 Giovedì calendario

Bartoli è un Renzi. Ma di Pistoia – A Pistoia, il Pd boicotta il nuovo Renzi. Le primarie per le comunali della primavera 2012 non sono ancora state fissate, ma c’è già un candidato-concorrente che grida allo scandalo

Bartoli è un Renzi. Ma di Pistoia – A Pistoia, il Pd boicotta il nuovo Renzi. Le primarie per le comunali della primavera 2012 non sono ancora state fissate, ma c’è già un candidato-concorrente che grida allo scandalo. E la cittadina, 90mila abitanti che un tempo campavano in buona parte con le officine ferroviarie della Breda, rumoreggia. A protestare è Roberto Bartoli, appena più vecchio di Matteo Renzi, ma renziano nell’approccio alla politica. Trentottenne, fiorentino trapiantato in città, ordinario di Diritto penale a Firenze, consigliere comunale piddino uscente, ha annunciato da un mese di voler essere candidato del centrosinistra, misurandosi, come si conviene, nelle primarie. Ma il partito, denuncia, vuol cambiare le regole in corsa per lasciarlo a piedi. Come si tentò di fare col sindaco di Firenze due anni fa. Secondo il professorino, visto il suo attivismo (sito internet e presenza vivace su Facebook) il Pd starebbe pensando a primarie di coalizione, alzando quindi le soglie delle firme da raccogliere per le candidatura. Se, al contrario, si facessero le primarie piddine, con sottoscrizioni da raccogliere sulla base degli iscritti (a Pistoia solo 500) concorrere sarebbe uno scherzo. Contro l’establishmente piddino, che qui salda perfettamente l’egemonia ex-Ds (è di Pistoia Vannino Chiti, vicepresidente Pd) con un’eredita post-dc di tradizione, Bartoli gioca la sua giovinezza, il suo prestigio professionale (dirige il dipartimento di Diritto privato). Politicamente è un cane sciolto o quasi: consigliere comunale ulivista (nel 2007 i pistoiesi erano ancora prodiani), Bartoli è di estrazione repubblicana, «l’intransigenza di Mazzini e la lungimiranza di Ugo La Malfa mi hanno sempre impressionato», scrive sul suo sito. Bartoli è anche certamente coraggioso perché nell’area laico-riformista, in vista delle primarie, ha già issato la bandiera l’assessore uscente Alberto Niccolai, socialista, di dieci anni più vecchio, ma docente di diritto anche lui, ma a Pisa. Bartoli, più che ai laici, punta ai pidiellini delusi come ai piddini di nuova generazione che cercano un volto fuori dalla vecchia politica locale. L’accostamento al rottamatore fiorentino non gli piace troppo: «Entrambi abbiamo l’apparato contro», ha detto, «ma penso a un Pd diverso e non credo che tutto ciò che appartiene al passato sia da rottamare». Contro di lui, il partito schiererà Samuele Bertinelli, 35 anni, membro della segreteria provinciale e già capogruppo del Pd in consiglio comunale. Uno che sta con Pier Luigi Bersani, ma che piace all’anima ex-margheritina, tutta schierata con Dario Franceschini. Boicottaggi veri o presunti, che la candidatura Bartoli sia scomoda lo dimostrano le voci messe in giro su contatti del professorino con l’imprenditore locale che deve recuperare l’area ex-Breda e con altri industriali cittadini. Contatti che il Renzi pistoiese ha smentito decisamente al Tirreno: se lo vogliono far passare per il candidato di Confindustria, lui non ci sta. Guidobaldo Sestini