FABIO MARTINI, La Stampa 24/11/2011, 24 novembre 2011
Dagli scontri alla lode Francia e Germania ritrovano "SuperMario" - In una serata insolitamente tiepida per la stagione, nel cuore del quartiere prussiano della fran- cese Strasburgo, i funzionari dell`Eliseo stanno sfacchinando dentro la Prefettura per renderla all`altezza del pranzo di lavoro tra il presidente Nicolas Sarkozy, la Cancelliera Angela Merkel e il presidente Mario Monti
Dagli scontri alla lode Francia e Germania ritrovano "SuperMario" - In una serata insolitamente tiepida per la stagione, nel cuore del quartiere prussiano della fran- cese Strasburgo, i funzionari dell`Eliseo stanno sfacchinando dentro la Prefettura per renderla all`altezza del pranzo di lavoro tra il presidente Nicolas Sarkozy, la Cancelliera Angela Merkel e il presidente Mario Monti. Un summit, nelle intenzioni iniziali di tedeschi e francesi, destinato a dare una mano alla «nuova» Italia. Il pranzo in prefettura, anziché in uno dei sontuosi palazzi della vecchia Europa, potrebbe trasformarsi in un involontario messaggio di austerità in giorni così difficili, anche se tutto è stato decisamente casuale. All`Hotel Préfectoral dì Strasburgo si è arrivati dopo una trattativa soft e ovviamente riservata. In un primo momento Sarkozy aveva fatto trapelare, come riferito da «Le Monde», di essere pronto a far visita a Roma al nuovo capo del governo italiano, assieme alla Merkel. Una diplomazia da «protettori» che è stato scartata ancor prima che prendesse corpo. Ma anche la seconda scelta, un incontro a tre a Parigi, all`Eliseo, è stato accantonato, per evitare che suonasse come una scortesia nei confronti di Berlusconi, negli ultimi mesi platealmente trascurato da tedeschi e francesi. E` per questi motivi che si è ripiegato su Strasburgo, dunque su suolo francese, come voleva Sarkozy, ma an- che città che simbolicamente mantiene uno status di città simbolo dell`Europa pacificata. Per Mario Monti si tratta del primo vertice europeo, anche se tedeschi e francesi conoscono molto bene il professore italiano. Anzi, paradossalmente, conoscono meglio loro il Monti politico di quanto non lo conoscano gli italiani, anche per effetto di quella memoria corta che sembra affliggere tutta la classe dirigente nazionale. Tedeschi e francesi conoscono Monti per effetto di tostissimi bracci di ferro che tra il 1994 e il 2004 hanno visto protagonista Monti, allora commissario europeo, in contrapposizione, di volta in volta a Cancellieri di Germania o a ministri francesi, compreso il futuro Presidente Sarkozy. In particolare, dal 1999, Monti è stato commissario alla Concorrenza, l`incarico di gran lunga più rilevante nella Commissione per via dei suoi grandi poteri, sia ispettivi che sanzionatori. In quegli anni - racconta chi ha lavorato con lui a Bruxelles - Monti prima studiava con la massima cura i dossier, dopodiché passava all`azione sulla base di due griglie: le leggi comunitarie e i suoi principii, quelli di un liberale non liberista che ha sempre considerato dirimenti libero mercato e mercato interno. Con i tedeschi è stato lungo e faticoso il braccio di ferro sulla questione delle Banche federali e delle Casse di Risparmio, che, ,a dispetto delle leggi comunitarie sugli aiuti di Stato, godevano di sostegni pubblici. Al- la fine l`ha spuntata il commissario Monti e più tardi lui stesso ha raccontato: «Da commissario ho visto paesi come la Germania che dopo estenuanti resistenze, hanno dovuto abbandonare privilegi vecchi di cento anni». E` stato a conclusione di uno di questi snervanti confronti che il cancelliere tedesco Gerhard Schroder chiese a Monti: «Ma lei ha studiato dai Gesuiti? Si? Ecco perché argomenta, argomenta, argomenta e non concede mai nulla». Ma anche i francesi hanno "assaggiato" l`ancoraggio alle leggi comunitarie del professore italiano. Nel 2004 Monti si scontrò con l`allora ministro dell`Economia Sarkozy in occasione del salvataggio di Alstom, il colosso francese dei trasporti che produce il Tgv. Secondo Monti, la Francia stava violando la normativa sugli aiuti di Stato e sulle fusioni e in occasione di uno degli incontri con Sarkozy, pare che Monti abbia detto: «Signor ministro, non ho ascoltato nulla che mi impe- disca di prendere una decisione negativa». Quegli scontri sono stati ricordati nei giorni scorsi da «Le Monde» che in un ampio reportage A 5Anik0 .. su Monti citava, « Signor ministro non ho tra gli altri, anche ascoltato nulla che mi un anonimo diploimpedisca di dire di no» matico secondo il quale ((se avessimo ascoltato i commissari europei, Alstom, Renault e Air France sarebbero scomparse». Eppure, a dispetto di quegli scontri, Sarkozy una volta diventato presidente, volle proprio il professor Monti nella commissione Attalí, formata da «saggi» di varie nazionalità e incaricata di studiare le ricette per la «liberazione della crescita francese».