Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Margherita Agnelli, la figlia di Gianni Agnelli, ha chiesto al Tribunale che le sia fatto il rendiconto esatto delle proprietà del padre. Dice di averlo chiesto molte volte e di non averlo mai ottenuto “esattamente”. Sulla base di quel rendiconto – spiega – dovrà a sua volta fare testamento (anche se ha solo 52 anni). Margherita ha spiegato che non sospetta nessuno, che non vuole far cause o chieder danni. Vuole solo sapere, nel dettaglio, che cosa aveva il padre. Punto e basta. Ciononostante, il figlio John Elkann s’è detto «dispiaciuto».
• Perché dispiacersi, se non vuole far causa?
E’ un affare complicato. Alla morte di Agnelli si fece la conta e si vide che c’erano 170 eredi! Gli Agnelli, cioè gli eredi del fondatore della Fiat, il senatore Giovanni Agnelli I, sono in realtà undici famiglie, o undici rami di famiglia: gli Agnelli propriamente detti, e poi i Fürstenberg, i Rattazzi, i Campello, i Teodorani Fabbri, i Brandolini d’Adda, i Nasi, i Ferrero Ventimiglia, i Camerana, i Frua De Angeli, gli Ajmone Marsan. Anzi, sono anche di più, come cognomi, perché ogni ramo ha delle femmine che si sono sposate e hanno portato, nel recinto familiare, altri cognomi molte voltre stranieri (un bel po’ di discendenti del senatore non sono più italiani e parlano l’italiano con l’accento, una ha dato addirittura origine a una discendenza indiana!). Per tutta la sua vita Gianni ha fatto incassare a ciascun membro della famiglia il dividendo previsto, facendolo mancare solo nel 1975, un anno che per la Fiat fu molto duro. Poco prima di morire la situazione dell’azienda era così difficile – se lo ricorderà anche lei – che alla famiglia radunata per l’ultima volta a Villar Perosa (era febbraio, c’era la neve), l’Avvocato disse: «Non contate per il vostro avvenire né sulla famiglia né sull’azienda».
• Ma a quanto ammonta questo dividendo?
Marco Ferrante, che ha pubblicato adesso un libro meraviglioso sugli Agnelli (Casa Agnelli, Mondadori: il libro è meraviglioso per qualità letteraria, le garantisco che abbiamo scoperto uno scrittore) dice che negli ultimi sei anni la famiglia ha incassato, di dividendi, 20 milioni di euro l’anno. Ogni quota da 100 milioni ha incassato un milione.
• Non male. E allora Margherita di che cosa si lamenta?
Il fatto è che alla morte di Gianni, Umberto convocò la famiglia e disse a tutti quanti che bisognava mettere soldi in Fiat, se si voleva avere una speranza minima di salvarla. Tra lo stupore generale, gli undici rami della famiglia accettarono e misero nelle casse dell’azienda 250 milioni di euro. Non è uno spettacolo che si vede tutti i giorni. Non erano neanche tutti d’accord Andrea Agnelli, figlio di Umberto e di Allegra Caracciolo, sostenne che sarebbe stato meglio vendere. E Margherita si tirò indietro, disse che non voleva correre il rischio di un’altra Parmalat. In quel momento le azioni Fiat stavano intorno ai 6 euro. Adesso stanno oltre i 21. Uno sbaglio.
• Questa azione legale dipende da questo? Una certa rabbia per aver fatto un errore?
Poiché non aveva sottoscritto l’aumento di capitale, bisognava trovare una sistemazione, tanto più urgente perché si trattava della mamma del nuovo capo, John Elkann. Si stipulò infatti un concordato, che le assegnava denaro e beni mobili e immobili che erano stati di proprietà del padre. Non poca cosa, perché nel 2004 Margherita, che è cittadina svizzera, si piazzò tra i primi 300 contribuenti di quel paese, il che significa che il suo reddito sta tra i 20 e 300 milioni di franchi svizzeri, cioè fra i 30 e i 450 milioni di euro.
• Non potrebbe non esser contenta di quella ripartizione?
Firmò un concordato tombale, che precludeva qualunque recriminazione futura. In cambio accettava di uscire totalmente dalla Fiat. Forse c’è una questione legata ai figli. Margherita ha sposato in prime nozze Alain Elkann, da cui sono nati John, Lapo e Ginevra. Dopo il divorzio, ha avuto come secondo marito il conte russo de Pahlen, al quale ha dato cinque figli. Questi cinque figli, nel complicato giro dell’eredità Agnelli, sono stati completamente tenuti fuori dalla Fiat. Potrebbe esserci, da parte della madre, il tentativo di rimettere in campo questo ramo della famiglia. Margherita è una donna molto sensibile. Marco Ferrante dice che si è russizzata, racconta che ha fatto tanti figli per amore della vita, «pensava che la vita fosse meravigliosa e che fosse giusto farvi partecipare il maggior numero di persone». Quanto alla pittura «non si prende troppo sul serio, lo considera un tentativo goffo – dice – di esprimere la propria sensibilità». [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 1/6/2007]
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