repubblica.it 1/6/07, 2 giugno 2007
La Regione Toscana ha deciso di destinare 150 mila euro del Fondo Sociale Europeo alla creazione di carte di credito riservate a transessuali e transgender in cerca di lavoro
La Regione Toscana ha deciso di destinare 150 mila euro del Fondo Sociale Europeo alla creazione di carte di credito riservate a transessuali e transgender in cerca di lavoro. La card prepagata, di 2.500 euro da spendere in due anni, può essere usata solo per frequentare corsi di formazione professionale. L’assessore al Lavoro Gianfranco Simoncini: «E’ un intervento che realizziamo con risorse aggiuntive diretto alle fasce deboli del mercato e non c’è dubbio che quella dei trans lo sia. Vogliamo dare a queste persone una concreta opportunità di fare una vita normale, evitando che l’isolamento le spinga a prostituirsi per riuscire a guadagnare dei soldi». Per ottenere il contributo è necessario esibire un certificato del servizio sanitario con la diagnosi di disturbo di identità di genere. Spetta poi al centro per l’impiego indirizzare la persona verso i corsi di formazione più adatti alla sua esperienza o al suo curriculum di studi. Immediate le proteste della Casa delle libertà in consiglio regionale: «Siamo alla follia. Mancano i soldi per distribuire carrozzine ai disabili e che si fa? Si stacca un assegno da 150mila euro per i transessuali. Perché allora non ritagliare altre risorse per le donne senza lavoro? O per gli uomini senza lavoro con la barba? E’ pazzesco». Vladimir Luxuria fa invece i complimenti alla Regione presieduta da Claudio Martini: «Questa volta si è colpito nel segno, il problema di quasi la totalità delle trans è trovare lavoro. Chiunque urla al danno fatto ad altri disoccupati dimentica che tra i disoccupati ci sono molte trans, che per un aspetto esteriore che contrasta con i dati anagrafici spesso non vengono valutate per la propria capacità lavorativa».