Sergio Bocconi, Corriere della Sera 2/6/2007, 2 giugno 2007
ROMA – Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, attacca nuovamente le banche: i costi dei servizi sono molto alti, ha detto parlando a Mosca nel corso della conferenza annuale dell’Inc ( International competition network)
ROMA – Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, attacca nuovamente le banche: i costi dei servizi sono molto alti, ha detto parlando a Mosca nel corso della conferenza annuale dell’Inc ( International competition network). L’appuntamento moscovita era in agenda da mesi, ma certo non può passare inosservato il fatto che Catricalà sia intervenuto sul tema dei rapporti tra banche e clienti all’indomani delle Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia. Anche perché, pur negando l’intenzione e la voglia di far polemiche, il titolare della tutela della concorrenza mostra di pensarla non esattamente come Mario Draghi riguardo ai confini delle competenze sulle banche delle due Autorità. Giovedì scorso Draghi aveva sollecitato le banche a farsi carico, dopo aver completato il consolidamento, del miglioramento dei rapporti con la clientela. Perché, aveva spiegato, i vantaggi delle fusioni in termini di stabilità, redditività ed efficienza vanno misurati sulla base dei possibili benefici per gli azionisti e per gli utenti. Cioè per quei consumatori che aspettano dalle banche servizi migliori a prezzi più bassi. Ieri Catricalà ha ribadito però che la competenza sulla concorrenza bancaria spetta senza slabbrature all’Antitrust. Anche perché tutte le modifiche di comportamento delle aziende di credito a favore dei correntisti, dall’indagine conoscitiva sui costi dei servizi all’abolizione delle spese di chiusura dei conti, sono state determinate, ha rilevato, dall’azione dell’Autorità da lui presieduta. «Il passaggio di competenza» sull’applicazione della concorrenza bancaria all’Antitrust, avvenuta il 12 maggio del 2006, «ha comportato immediatamente effetti positivi», ha osservato Catricalà. Il quale è andato anche più in là, prendendosi il merito di aver sollecitato e suggerito al ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani la maggior parte delle misure a favore della trasparenza delle condizioni bancarie. Una competenza questa che, sempre giovedì, Draghi ha in qualche modo riservato a sé, chiedendo alle banche e a tutti gli intermediari finanziari maggiore impegno nella trasparenza e nelle comunicazioni al mercato. Senza contare che sul questo terreno c’è un’altra Autorità, la Consob, in campo. «Sulla trasparenza c’è un’importante lezione per tutti noi: regolazioni la cui adozione può essere giustificata per il perseguimento dell’interesse pubblico possono condurre nella prassi applicativa a danni e restrizioni» ha detto ancora a Mosca Catricalà riferendosi alla vecchia pratica degli istituti di credito di dare notizia della variazione dei tassi di interesse attraverso la Gazzetta Ufficiale senza alcuna forma di comunicazione personale al correntista. Ma l’affermazione del garante può essere applicata anche ad un altro caso, quello che riguarda la possibilità di indennizzo diretto per la Rca auto, prevista nel provvedimento sulle liberalizzazioni di Bersani in discussione alla Camera. L’aula di Montecitorio infatti ha accolto la segnalazione dell’Antitrust contro un emendamento approvato in commissione che di fatto limitava «la possibilità per le imprese di assicurazione di convenzionare le carrozzerie» e vietava che «l’assicurato, in cambio di uno sconto sul premio di polizza, rinunciasse alla scelta del carrozziere di propria fiducia». Secondo l’Antitrust infatti affinché il consumatore possa avvalersi delle possibilità offerte dal sistema di risarcimento diretto, in termini di minori premi versati e maggiore qualità del servizio liquidativo, «è necessario che le compagnie possano fare affidamento su imprese di autoriparazione controllate o convenzionate».