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 2007  giugno 02 Sabato calendario

GIULIO MANGANO

NIZZA
Per avere un’idea di come sia vitale il mercato delle auto di lusso in Europa (per non parlare di Cina, Oriente o Russia) bisognava percorrere, all’indomani del Gp di F1 a Montecarlo, l’autostrada A10 che dalla Francia porta in Italia, ma anche in Svizzera, Germania, Austria o nell’Est europeo. Mai visto in movimento un simile raggruppamento di Rolls, Bentley, Aston Martin, Ferrari, Porsche, Lamborghini. Tutta roba da 250mila euro in su. Spesso, molto in su.
Le vendite di auto da (super)ricchi storicamente non conoscono crisi, ma da qualche anno il panorama è in continuo movimento, con l’arrivo di marchi risorti – la tedesca Maybach – o con cambi di proprietà che stanno rivoluzionando non solo il mito, ma perfino la fisionomia e l’identità di blasoni storici. il caso dei due più citati marchi di berline super esclusive, le (sempre meno) britanniche Rolls-Royce e Bentley, che nella seconda metà dello scorso secolo erano state unificate nella meccanica e nello stile, a parte la calandra del radiatore, alcuni modesti dettagli estetici e l’assenza della magica statuetta della Nike di Samotracia sul radiatore delle Bentley. Queste vantavano però listini meno proibitivi e, dagli anni ”80, anche versioni prestazionali con maggior potenza e dinamicità.
Nel 1998 Vikers plc, che aveva assunto il controllo del marchio Rolls-Royce Motors, nel 1980 decise di vendere. Primo naturale aspirante ad acquistare la prestigiosa «griffe» fu la Bmw, che già forniva motori e componenti. Stava per portare a casa la preda per 340 milioni di sterline quando venne alla fine «bruciata», dopo colpi di scena e interminabili diatribe legali, dai 430 milioni della Volkswagen. Adesso, dopo un sofferto periodo di gestione incrociata dei marchi, Rolls-Royce è al 100% di Bmw e Bentley al 100% del Gruppo VW. Di nuovo rivali.
Pur mantenendo in Gran Bretagna la produzione, in larga misura ancora artigianale soprattutto negli interni, la progettazione e lo sviluppo sono stati discretamente affidati ai quartieri generali tedeschi, con filosofie spesso differenti. Rolls ha fatto auto sempre più vistose, massicce e ostentative, quasi da maharajah, mentre Bentley ha democratizzato le linee ed esaltato l’aspetto prestazionale dei modelli, allargando la forbice dei prezzi, mediamente inferiori di un 40% rispetto a quelli di RR.
Benché la quantità in questo settore sia considerata difficilmente conciliabile con la qualità, i numeri sembrano dare ragione alla più dinamica ed «alternativa» Bentley, che ha quasi decuplicato produzione e vendite fino sfiorare le diecimila unità annue: oltre dieci volte in più della sempre più elitaria ed esclusiva ex sorella.
Anche l’Aston Martin (appena venduta dal gigante Ford, costretto a fare cassa per tamponare i buchi made in Usa) sembra aver imboccato la strada giusta, rinnovandosi nello stile e nella tecnologia, con settemila unità prodotte lo scorso anno. Mentre non si può non evocare il termine naufragio per le teutoniche ambizioni di Maybach. Il gioiello di famiglia di DaimlerChrysler lo scorso anno non ha superato le 300 vendite: 146 in Usa, 72 in Europa, 18 in Giappone, nessuna in Italia, dove dall’introduzione nel 2004 ne sono stati immatricolati solo 8 esemplari (uno pare che dorma in un garage di Arcore). Si sta lavorando alacremente nel tentativo di venderne almeno un altro.

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