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 2007  giugno 02 Sabato calendario

LUCA IEZZI

ROMA - Divise grigie e alamari giallo acceso. Da quasi 130 anni gli italiani hanno imparato riconoscere e a "temere" gli uomini della Guardia di Finanza come il baluardo dello Stato contro ogni forma di criminalità economica.
Dal 1881, anno della loro fondazione, ad oggi tante cose sono cambiate, oggi le fiamme gialle in servizio effettivo sono 64200 e i loro compiti sono molto vari: dalle "classiche" verifiche fiscali alla lotta alle truffe; dalle incursioni nell´economia sommersa al presidio delle coste per contrastare l´immigrazione clandestina e il contrabbando; dal controllo degli scontrini fiscali davanti agli esercizi commerciali all´individuazione dei patrimoni della criminalità organizzata e dei trafficanti di droga. A questi si aggiungono nuovi ambiti come le truffe telematiche, la contraffazione dei marchi o la collaborazione come braccio investigativo delle varie Autorità (Consob, Antitrust). Fronti d´indagine sempre più sofisticati e ampi che necessitano anche di strumenti all´avanguardia: software per violare i segreti degli hard disk o per tracciare i percorsi di chi naviga su Internet, intercettazioni ambientali e telefoniche, analisi dei flussi di della finanza internazionale.
La stessa struttura organizzativa dal 2004 sta passando attraverso diversi cambiamenti e riforme, la struttura al vertice rimane affidata ad un comando generale a cui capo c´è un generale di provenienza dell´esercito, mentre il finanziere più alto in grado è il comandante in seconda. La gerarchia si articola in sei comandi interregionali e 20 comandi regionali e 102 comandi provinciali: dal 2006 sono spariti i nuclei regionali e le unità investigative di polizia tributaria sono concentrati nelle province. Esistono reparti speciali che si occupano di specifici compiti come le indagini sulla criminalità organizzata o il traffico internazionale di capitali.
Esattamente come il loro campo d´indagine, l´attività della Guardia di Finanza si racconta soprattutto attraverso i numeri. Il settore più importante è quello della lotta all´evasione fiscale: nel 2006 gli uomini in grigio hanno effettuato 743 mila controlli per far emergere 16,8 miliardi di euro di reddito imponibile non dichiarato, in riduzione rispetto contro i 19,4 del 2005. Aumentata invece l´Iva evasa individuata (3,9 miliardi di euro contro 3,1), la metà dell´imponibile emerso è attribuibile a 7.288 evasori totali.
Inoltre nella lotta alle truffe ai danni delle istituzioni nazionali e comunitarie accertati reati per oltre 800 milioni di euro. Un altro settore criminoso in forte crescita prende di mira giochi e lotterie in mano ai Monopoli (come i videopoker e videogames). Sul fronte più tipico della lotta agli aspetti economici della criminalità va segnalato il miliardo di euro di beni sequestrati e confiscati alle cosche, e le 488 persone per reati di usura.
In crescita anche i reati societari e finanziari: 2500 denunce e 200 arresti. Assume dimensioni imponenti anche la contraffazione dove sono state arrestate ben 455 persone per reati connessi alla pirateria. Eliminate banconote false per più di 16 milioni di euro. Nel mondo del lavoro scoperto 22.700 impiegati in "nero" cui e 8.200 irregolari. Tradizionalmente rilevanti i numeri nel traffico di immigrati clandestini (756 arresti e 102 mezzi sequestrati) o nella lotta agli stupefacenti (21 tonnellate di sostanze sequestrate e 3348 arresti).