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 2007  giugno 02 Sabato calendario

India, caste in lotta per il posto più basso In Rajasthan violenze e morti per godere di una legge a favore dei discriminati I Meena e i Gujjar fanno a gara per retrocedere nella scala sociale Vogliono entrambi ottenere i benefici che promette l´"Atto contro la discriminazione" Negli ultimi giorni ci sono già stati 28 morti e un centinaio di feriti in pochi distretti RAIMONDO BULTRINI BANGKOK - La guerra era cominciata tra minacce e provocazioni reciproche

India, caste in lotta per il posto più basso In Rajasthan violenze e morti per godere di una legge a favore dei discriminati I Meena e i Gujjar fanno a gara per retrocedere nella scala sociale Vogliono entrambi ottenere i benefici che promette l´"Atto contro la discriminazione" Negli ultimi giorni ci sono già stati 28 morti e un centinaio di feriti in pochi distretti RAIMONDO BULTRINI BANGKOK - La guerra era cominciata tra minacce e provocazioni reciproche. Poi è passata alla violenza, improvvisa, sanguinosa. Sul campo due etnie che fanno paradossalmente a gara per chi deve retrocedere di più nella scala sociale – ovvero il complesso sistema delle caste indiane - così da ottenere i relativi benefici della legge. Sono infatti le famose quote riservate stabilite dalla legge indiana per gli emarginati il principale motivo della vera e propria sfida tribale che sta dilaniando due comunità del Rajasthan, i Meena e i Gujjar. Già 28 i morti e oltre cento i feriti in pochi giorni nei distretti di Dausa, Karauli, Bundi, importanti arterie come la Jaipur-Delhi bloccate, il primo ministro preoccupato di una "degenerazione pericolosa" e il paese col fiato sospeso per questa ennesima sfida su base etnica e, nemmeno troppo in fondo, razzista. In sostanza i Meena, celebri come "tribù criminale" formata da ex briganti oggi reinseriti grazie alle quote nei posti pubblici e nelle scuole, non vogliono che un´altra etnia diffusa nella stessa regione, i Gujjar, tradizionalmente pastori, ottengano parte della stessa torta di impieghi pubblici e corsi universitari, mediamente il 25 per cento del totale suddiviso tra altre centinaia di gruppi e sottogruppi. Eppure per godere di questi diritti i Gujjar – ceppo dominante in 32 distretti del Rajasthan - sono disposti a scendere di un gradino nella scala gerarchica imposta dal sistema dei Veda hindu e ufficializzata dalle leggi inglesi. E addirittura a lottare con la violenza nonostante la tradizionale mitezza della loro indole di pastori. Attualmente i Gujjar appartengono alle cosiddette OBC, traducibile con Altre caste arretrate che, nonostante il nome dato dagli inglesi, sono nella realtà indigena pur sempre superiori alle Scheduled Caste (SC, ovvero gli Intoccabili dalit), e alle Scheduled Tribe (sigla ST, il mondo delle tribù al quale da tempo appartengono i Meena) nemmeno prese in considerazione dai codici Veda. Nel settembre del 2006 i Gujjar, oltre cinquanta milioni di membri di cui molti nel Rajasthan, con le loro proteste per scendere di categoria hanno bloccato la linea ferroviaria Bombay-Delhi. A spingerli verso questo passo era stato il precedente inserimento nella loro stessa categoria OBC di un´altra grande e potente comunità di ex marginali, i Jaat, agricoltori e oggi spesso possidenti e politici, la più popolosa in Rajasthan e molte altre regioni del nord ovest con una grande influenza elettorale. Vista la conseguente penuria di posti in quota OBC per entrambe queste grandi etnie-caste, i Gujjar - che anticamente furono addirittura guerrieri di alto lignaggio - hanno deciso di rivendicare un status ancora più "basso" (legalmente), quello di tribù, forse discendente anticamente dagli Unni bianchi dell´Asia centrale. Ma i Meena – una tribù riconosciuta tale già dai colonizzatori inglesi, sebbene col marchio di "criminale" – si sono dimostrati fin dall´inizio contrari a questo inserimento che erode la loro parte di quota. Un gruppo di ministri e parlamentari Meena hanno subito minacciato il capo ministro del Rajasthan, Vasundhara Raje, di boicottare la sua rielezione e lo stesso futuro del governo del Bjp nello Stato. Il problema è che anche i Gujjar ce l´hanno con il governo del Bjp che nonostante le promesse non li ha ancora "dequalificati". Il 29 maggio gli eventi hanno preso una piega drammatica quando nella loro roccaforte di Dausa si sono riversati in massa nelle strade e negli scontri con la polizia quattordici persone sono morte, compreso un agente. Da quel giorno sono iniziati i blocchi in diversi punti strategici delle superstrade di collegamento tra località importanti, anche turisticamente, come Jaipur e Agra, dov´è il celebre Taj Mahal. Venerdì, con l´esercito schierato, i Meena hanno cercato di forzare i blocchi. «Se non lo fanno le autorità lo facciamo noi», hanno detto i leader della rivolta. La cifra delle vittime è presto salita, con i morti da entrambe le parti rimasti bloccati per ore tra i loro compagni di barricata e scene indescrivibili di violenza e distruzione, come hanno testimoniato cittadini e turisti rimasti intrappolati per ore tra carcasse di auto e copertoni bruciati mentre infuriava la battaglia corpo a corpo. Gli incidenti di questi giorni sono forse i più significativi nella storia indiana della cosiddetta "Affirmative action", o "Atto contro la discriminazione" su base di classe e di casta stabilito dalla Costituzione e trasformato in legge per garantire a tutti un limitato accesso ai vertici delle istituzioni dominate per secoli, se non per millenni, dalle tre categorie superiori dell´induismo, i preti bramini, i guerrieri Khsatriya e i commercianti Vysya. Pur rappresentando meno del 25 per cento della popolazione questi gruppi sono infatti ancora la grande maggioranza tra politici, militari, giornalisti, uomini d´affari della nuova India, i più educati sebbene oggi molti non riescano a tenere il passo con la competitività richiesta dalla globalizzazione. Lo scombussolamento del sistema di caste, ha gettato il seme di una futura nuova classe dirigente mista, come dimostrano le recenti elezioni vinte nel più popoloso Stato dell´India, l´Uttar Pradesh, da una leader dalit, Mayawati Kumari, alleata ai bramini per formare il suo terzo governo.