Aldo Grasso, Corriere della Sera 2/6/2007, 2 giugno 2007
Piccoli Youtube crescono. Sì, qualcosa si muove nella nostra tv. Mentre Youtube conquista qualcosa come il 29 per cento dell’intrattenimento video americano con 65
Piccoli Youtube crescono. Sì, qualcosa si muove nella nostra tv. Mentre Youtube conquista qualcosa come il 29 per cento dell’intrattenimento video americano con 65.000 nuovi filmati aggiunti ogni giorno (il documentario trasmesso da Santoro era da tempo visibile); mentre le reti generaliste languono, qualcuno cerca nuove vie. Nel novembre 2005 è infatti nata Flux, nome della nuova rete di Telecom Italia e MTV (all’inizio si chiamava Yos). Visibile sulle ex frequenze di Telemarket, il canale è poi migrato sul digitale terrestre nel 2006 ribattezzandosi Qoob Tv. Qui il pubblico è sovrano: attraverso il sito http://it.qoob.tv/ sceglie infatti cosa deve essere trasmesso. Sì, il pubblico è sovrano: propone infatti i propri video che, se scelti dagli altri utenti, possono acquisire il diritto di essere trasmessi. In alcuni casi Qoob Tv contatta direttamente gli autori, e li aiuta a produrre le loro idee. Per lo più vengono trasmessi video musicali, in genere di artisti e gruppi emergenti o alternativi. Ma si possono trovare anche frammenti di ogni genere, tra filmati d’animazione, cartoon, cortometraggi, brevi rubriche d’informazione. Unica regola: nessun contributo deve eccedere i 5 minuti di trasmissione. Il palinsesto è a flusso continuo, 24 ore su 24, e sono assenti veejay o conduttori. Una televisione «giovane» per quel che concerne strategie di convergenza tra i media (tv e web, ma anche telefonia mobile). Una televisione «giovane» che prevede uno spettatore desideroso di farsi coinvolgere, di interagire, di passare dall’altra parte dello schermo. Non come caso umano o come concorrenti di qualche reality, ma come fornitore di video più o meno geniali, più o meno divertenti, più o meno interessanti. questa la via per una nuova tv? O forse l’esperienza di Qoob Tv è qualcosa di diverso, più vicino a certe tendenze del web, tipo Youtube? In realtà è proprio la tv ad aver lanciato per prima certe modalità partecipative: cosa sarebbero, Striscia la notizia e Paperissima senza le segnalazioni e i video del pubblico? E poi Youtube ha aperto anche una nuova frontiera della battaglia politica: sarà così anche da noi?