Mina, La Stampa 2/6/2007, 2 giugno 2007
Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera». «M’illumino / d’immenso»
Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera». «M’illumino / d’immenso». «Assenza, / più acuta presenza». «Mi inginocchio e ti prendo, anima sola, / non è preghiera, è peccato di gola». proprio già successo tutto. Anche i vincitori del premio letterario «Parole in viaggio» sono già noti da decenni. Un piccolo elenco: Quasimodo, Ungaretti, Bertolucci, Penna. Hanno provato a superare i maestri, anche quest’anno, non so con quale successo, migliaia di ragazzi che inviano i loro Sms letterari a un concorso che è già alla sesta edizione, e che ha lo scopo di invogliare i giovani alla scrittura attraverso il mezzo tecnologico a loro più congeniale. Il vincitore di quest’anno ha digitato sul tema proposto «Io sono, tu sei», questo testo: «Su questa terra io sono, tu sei, noi tutti siamo viaggiatori, cercatori di tesori, naufraghi, prigionieri di una realtà che ci illude ma non ci dà libertà». La vincitrice dello scorso anno, sul tema della paura, ha scritto: «Esco di notte. Ci sono spazi aperti intorno casa mia. Ci sono pochi alberi che al buio sembrano boschi. Ho paura. Del freddo. E di altro. Forse di tutto!». Niente in contrario, per carità, anche se l’assenza della carta nella composizione di una poesia è come la mancanza di tela e pennelli per un pittore. Con una promenade internettiana ho potuto leggere i testi premiati in questi anni, arrivando alla conclusione che verranno consegnati all’oblio, esattamente come accade alle valanghe di Sms con cui inondiamo i nostri cellulari. Una volta appurato che «il mezzo è il messaggio», si deve concludere, con McLuhan, che «non è che il contenuto non giochi alcun ruolo, ma piuttosto che il suo ruolo è di natura subordinata». Il mezzo condiziona e subordina il messaggio. E in effetti un’ampia pagina bianca allarga la mente che si mette a cercare, nell’infinità dello spazio, la parola più consona a comunicare. Al contrario, la francobollica dimensione di un display sembra bonsaizzare anche forma e contenuti, ridotti a un intimismo piagnucoloso, al cui confronto Gozzano sembra un energumeno. E così la tecnica trionfa, ballando sul cadavere della letteratura. Un altro Sms: «Tutti credono che noi giovani vogliamo spaccare il mondo. Si sbagliano. Noi vogliamo solo una parola d’affetto per i nostri sforzi e il nostro impegno». Premio sforzo e impegno. E capisco che se è vero che l’88% dei ragazzi scrive solo attraverso Sms, i risultati non possono essere che questi.