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 2007  giugno 02 Sabato calendario

Oggi i concetti di quadro, di pittura, di poesia nel senso consueto della parola non possono più aver significato per noi e così tutto un bagaglio critico che trae la sua origine da un mondo che già fu; giudizi di qualità, di intime emozioni, di senso pittorico, di sensibilità espressiva;

Oggi i concetti di quadro, di pittura, di poesia nel senso consueto della parola non possono più aver significato per noi e così tutto un bagaglio critico che trae la sua origine da un mondo che già fu; giudizi di qualità, di intime emozioni, di senso pittorico, di sensibilità espressiva;... Il momento artistico non sta in fatti edonistici, ma nel portare in luce, ridurre a immagine i miti universali precoscienti. L’arte non è un fenomeno descrittivo ma un procedimento scientifico di fondazione. Infatti l’opera d’arte trae la sua origine dall’inconscio, ...anche se si manifesta attraverso una coscienza personale (da qui la possibilità del rapporto autore-opera-spettatore). Ciascun uomo trae l’elemento umano di sé da questa base senza rendersene conto, in modo elementare ed immediato. Per l’artista si tratta di un’immersione cosciente in se stesso per cui superato ciò che è individuale e contingente egli affonda fino a giungere al vivo germe dell’umana totalità... L’arte dunque non è vera creazione e fondazione in quanto crea e fonda là dove le mitologie hanno il proprio ultimo fondamento e la propria origine: la base archetipica. Per poter assumere il significato della propria epoca, il punto è dunque raggiungere la propria mitologia individuale là dove giunge ad identificarsi con la mitologia universale. La difficoltà sta nel liberarsi dai fatti estranei, dai gesti inutili, fatti e gesti che inquinano l’arte consueta dei nostri giorni, e che talora anzi vengono evidenziati a tal punto da diventare insegna di modi artistici. Il livello che ci permette questa separazione dell’autentico dalle scorie,... è un processo di autoanalisi. con esso che noi ci ricollochiamo alle nostre origini, eliminando tutti i gesti inutili, tutto quello che vi è in noi di personale e letterario nel senso deteriore della parola: ricordi nebulosi d’infanzia, sentimentalismi, impressioni, ... astrazioni, ...tutto ciò dev’essere escluso (per quanto è possibile naturalmente...). Attraverso questo processo di eliminazione l’originario umanamente raggiungibile viene a manifestarsi assumendo la forma di immagini prime, ...poiché sono le variazioni storicamente de-terminate dei mitologemi primordiali.... Tutto va sacrificato alla possibilità di scoperta, a questa necessità di assumere i propri gesti. Lo spazio-superficie del quadro interessa il processo autoanalitico solo in quanto spazio di libertà in cui noi andiamo alla scoperta.... Qui l’immagine prende forma nella sua funzione vitale. Essa non potrà valere per ciò che ricorda... o esprime... né voler o poter essere spiegata come allegoria di un processo fisico. Essa vale solo in quanto è: essere.