Beppe Minello, La Stampa 2/6/2007, 2 giugno 2007
La provocazione, ma neanche tanto, arriverà domani. Al coordinamento di Ds e Margherita, il primo nucleo del futuro Partito democratico, il leader dei Dl cittadini, Mauro Laus, metterà sul tavolo il tema, quantomai d’attualità, dei costi della politica
La provocazione, ma neanche tanto, arriverà domani. Al coordinamento di Ds e Margherita, il primo nucleo del futuro Partito democratico, il leader dei Dl cittadini, Mauro Laus, metterà sul tavolo il tema, quantomai d’attualità, dei costi della politica. Chiederà che il Partito democratico si pronunci sull’ipotesi di «rivisitare la macchina amministrativa del Comune arrivando, se necessario, a ridurre il numero delle 10 Circoscrizioni che costano alla città milioni di euro e, forse, non tutti giustificati». Un attentato al tanto decantato decentramento? «No - risponde Laus - un modo per andare oltre le proposte demagogiche che sentiamo in questo periodo. Pensi solo a quelli che sostengono la necessità di abolire le Province. Non entro nel merito, ma per arrivare a un simile risultato occorre un processo di revisione costituzionale: e quando mai... Ma intanto chi si riempie la bocca di queste cose crede di far bella figura, passa il tempo e tutto rimane come prima. Invece, chiederò a Margherita e Ds di prendere posizione e alla fine si vedrà chi vuole veramente ottimizzare i costi. Anche così si costruisce un rapporto nuovo con i cittadini». Dunque, le Circoscrizioni. Sono dieci e vi lavorano, malcontati, circa duemila dipendenti comunali. Complessivamente hanno la disponibilità di circa 12 milioni di euro all’anno. Ma è una cifra da qualche tempo al microscopio dell’assessore al Bilancio Passoni: «In effetti - spiega - negli ultimi anni gli stanziamenti ai quartieri sono stati fatti quasi in automatico, basandoci sugli euro stanziati negli anni precedenti. Occorre capire meglio dove vanno quei soldi. Con la collega Marta Levi, che si occupa di Decentramento, vogliamo coinvolgere nell’analisi il Dipartimento di Ragioneria pubblica dell’Università». «Tutti i canali di spesa e attività delle Circoscrizioni dovranno essere monitorati - conferma L’assessore Levi - per capire come è meglio procedere e come riorganizzare alcuni servizi del Comune. Tutto ciò non vuol dire che si arriverà automaticamente a una riduzione dei quartieri; paradossalmente, se scoprissimo che ne sono necessari il doppio degli attuali 10 potremmo anche procedere su questa strada. Insomma, ci sono ancora 4 anni prima delle prossime elezioni, un tempo sufficiente per inquadrare il problema». Complessivamente, i dieci mini-municipi sono ammnistrati da un esercito di 250 politici. Ogni Circoscrizione ha un presidente che guadagna circa 5 mila euro lordi al mese. Gli altri 24 consiglieri, tra cui il vicepresidente, ricevono un gettone di presenza di 60 euro lordi per ogni riunione di Commissione. «In tutto - spiega Salvatore Gandolfo, oggi in Sala Rossa per l’Ulivo ma per anni consigliere di Circoscrizione - portano a casa mediamente 1500 euro lordi». Secondo Gandolfo, però, più dell’apparato politico, sarebbe utile riorganizzare quello tecnico-amministrativo: «Che senso ha che ogni quartiere abbia 3-4 tecnici per seguire la manutenzione stradale quando le cose importanti sono tutte in mano al Comune?». In ogni Circoscrizione ci sono un direttore e 4-6 quadri. Sotto di loro ci sono un centinaio di impiegati e altrettanti dipendenti sono impegnati nei servizi sociali: Infine ci sono i tecnici e i fattorini. «La mia Circoscrizione, la terza, una delle più grandi - ricorda Gandolfo - secondo i dati contenuti nel bilancio dell’anno scorso dava lavora a 257 persone». E le Circoscrizioni, come già detto, sono dieci e i conti sono presto fatti.Consulenze: moratoria di un anno e istituzione di una commissione Regione-sindacati per definire i tagli. Lo prevede la proposta di legge presentata dai Comunisti italiani, sottoscritta da Rifondazione e sottoposta a tutti i gruppi dell’Unione. «Il ricorso eccessivo alle consulenze da parte degli enti pubblici è testimoniato da una spesa pubblica che per il 2006 supera i 18 milioni - spiega Vincenzo Chieppa, segretario provinciale del Pdci -: la quota della Regione Piemonte è pari a 6 milioni 240 mila». Sul tema interviene anche Saitta. «La proposta dell’Unione delle Province italiane, che prevede la riduzione da 15 a 10 assessori e la riduzione dei consiglieri, mi sembra ragionevole - commenta il presidente della Provincia -. Io ho portato la cifra spesa per le consulenze da 8 milioni a 1 milione nel 2006». Stampa Articolo