Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
I pedofili sono talmente detestati che in galera bisogna metterli in isolamento per evitare che gli altri detenuti li ammazzino. A Rebibbia stanno in isolamento, infatti, i sei accusati di abusi sessuali su quindici bambini di tre-quattro anni della scuola materna ed elementare Olga Rovere di Rignano Flaminio, a venti chilometri da Roma. L’orrore per quanto sostenuto nell’accusa è generale e ieri anche il ministro Amato ha rilasciato una dichiarazione in cui viene adoperata la parola incubo: secondo quanto sostengono i magistrati, durante l’orario scolastico tre maestre elementari e una bidella caricavano i bambini su un pullmino e li portavano a casa di una di loro. Qui li aspettavano il benzinaio del paese (un uomo nato nello Sri Lanka) e il marito di una delle maestre. Si svolgeva allora – sempre secondo gli accusatori – un’orgia mascherata da gioco: gioco del dito ritto, gioco dello scatolone, gioco del tavolino. Il benzinaio, profittando della sua conformazione minuta, interpretava la parte dell’omino nero. Il marito della maestra si tagliava un braccio per farne colar sangue e darlo da bere ai piccoli. Alcune bambine risulterebbero deflorate. Una di loro avrebbe preso la candida. I riti, secondo l’accusa, sarebbero stati videoripresi, le cassette commercializzate, le scene rese visibili su Internet...
• Senta, il fatto dell’amore greco, non è che siamo noi ad avere dei pregiudizi, non è che...
Ma che sta dicendo? Ma sa di che cosa parla? Per i greci i bambini erano intoccabili. La storia dell’omosessualità greca riguarda gli adulti o i ragazzi che avessero compiuto almeno dodici anni. «Se nell’età sventurata commette un bambino una colpa, l’infamia è di colui che lo seduce», così Stratone nell’Antologia Palatina. Solone aveva previsto pene severissime per gli adulti che entravano in una scuola, a meno che non fossero i genitori o i maestri.
• Qui invece i corruttori sarebbero tre maestri. Anzi, tre maestre. Non è strano che quattro arrestati su sei siano donne?
Le donne pedofile esistono. Anzi ce ne sono molte di più di quanto si crede. Sono in genere madri o nonne, cioè l’ambiente tipico della pedofilia, anche in questo caso, è la famiglia. Quello che è veramente singolare è che le donne, nel caso di Rignano, facciano grupp la pedofilia femminile, in base alla letteratura sull’argomento, è un esercizio quanto mai solitario. Ma a Rignano c’era anche un aspetto commerciale: i bambini sarebbero stati filmati e le cassette vendute. materiale che in quel mondo si paga molto bene.
• Ho sentito che il paese è spaccato a metà, tra innocentisti e colpevolisti.
L’inchiesta è cominciata da più di un anno, dopo la denuncia di cinque genitori che s’erano insospettiti. I bambini – hanno raccontato questi genitori – tornavano a casa stanchi, avevano reazioni incomprensibili quando gli si parlava delle maestre o quando vedevano il benzinaio. Si sono rivolti ai carabinieri, lo scorso 12 ottobre c’è stata un’irruzione nella scuola, il caso è diventato di dominio pubblico. Il 20 febbraio le maestre sono state sospese dall’insegnamento. Intanto gli specialisti hanno interrogato i bambini e sembra che i piccoli abbiano fatto racconti coerenti. Anche i loro disegni rivelerebbero – dietro un eccesso di linee spezzate e segni troppo calcati – un turbamento, una sofferenza profonda.
• Non sarebbe stato meglio chiudere la scuola o sospendere le maestre immediatamente?
Sì, generalmente la scuola è apparsa poco preparata a fronteggiare un caso di questa delicatezza. Maestre e bidella andavano sospese immediatamente, magari lasciando loro lo stipendio. Non so se l’irruzione plateale dei carabinieri a scuola, davanti a tutti, non abbia peggiorato la situazione, anche per i bambini. Il ministro Fioroni poi mi fa cadere le braccia: ieri ha garantito che, ove ritenute colpevoli, le insegnanti e la bidella saranno licenziate. Esiste dunque una possibilità, nelle pieghe delle tutele previste per i lavoratori, che maestre simili possano restare in servizio?
• E se gli accusati fossero innocenti?
Potrebbe essere. Di polveroni contro pseudopedofili sollevati da magistrati incoscienti che – dopo aver rovinato molti innocenti – hanno dovuto fare marcia indietro, ce ne sono stati parecchi. Anche qui delle contraddizioni ci sono. Una di queste maestre ha 52 anni, due figli, insegna a Rignano da un quarto di secolo, la conoscono davvero tutti. Se è una seviziatrice, qualcuno degli adulti che sono stati a scuola da lei dovrebbe saperlo. debole anche la storia del pullmino che trasporta i bambini nella casa dell’orrore durante l’orario di scuola. Di questo viavai non si è mai accorto nessuno? In un paese di settemila abitanti? [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 25/4/2007]
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