Alessandra Farkas, Corriere della Sera 26/4/2007., 26 aprile 2007
Hip’hop. Lunedì Russell Simmons, fondatore della casa discografica Def Jam, e considerato padre dell’hip hop, ha monopolizzato l’opinione pubblica americana proponendo di mettere al bando tre parole- chiave da tutti i testi delle canzoni rap americane: bitch (cagna), ho (prostituta) e nigger (dispregiativo per nero)
Hip’hop. Lunedì Russell Simmons, fondatore della casa discografica Def Jam, e considerato padre dell’hip hop, ha monopolizzato l’opinione pubblica americana proponendo di mettere al bando tre parole- chiave da tutti i testi delle canzoni rap americane: bitch (cagna), ho (prostituta) e nigger (dispregiativo per nero). Diventato miliardario producendo canzoni di artisti trasgressivi e sboccatissimi (come Run-D.M.C., Young Jeezy, Cam’ron, DMX e Ghostface Killah), e finora strenuo assertore dell’inviolabilità del primo emendamento sulla libertà d’espressione, Simmons ha dichiarato: "Vogliamo lanciare un messaggio chiaro sul desiderio della nostra industria di assumere maggiore responsabilità sociale. Questo potrebbe essere il punto di partenza per una pulizia generale dei testi delle canzoni". L’annuncio arriva due settimane dopo lo scandalo scoppiato per le dichiarazioni di un bianco, il commentatore radio e tv Don Imus, che in diretta tv ha chiamato "ho", le atlete nere di una squadra di basket, perdendo così il posto, ma scatenando un dibattito all’interno della comunità afro-americana, guidato dai reverendi Jesse Jackson e Al Sharpton, sulla responsabilità della cultura nera hip-hop nella diffusione di un’immagine stereotipata, misogina e razzista della gioventù nera. Tra le voci, anche Oprah Winfrey (ha organizzato due town meeting, per processare "questa orribile cultura da penitenziario"), e Diane Weathers, ex direttrice della rivista per afro-americane ”Essence” (sua la dichiarazione in diretta tv, "Uno come Snoop Dog dovrebbe essere licenziato", condivisa da dozzine di sociologi e psicologi neri ai microfoni di Abc, Cbs e Nbc). Sulla prima pagina del tabloid ”Daily News” una foto della candidata presidenziale Hillary Clinton, accanto al produttore hip-hop Timbaland, con la didascalia: "Ha raccolto fondi per lei". In molti, invece, riconoscono la lungimiranza del veterano del rap Nas, che ha intitolato il suo ultimo album "Hip Hop Is Dead" ("L’hip hop è morto").