Panorama 26/04/2007, pag.229 Marco De Martino, 26 aprile 2007
Presentatrice bionda? L’audience cala. Panorama 26 aprile 2007. Negli Stati Uniti, per ogni canale televisivo che giri, trovi una bionda che legge le news
Presentatrice bionda? L’audience cala. Panorama 26 aprile 2007. Negli Stati Uniti, per ogni canale televisivo che giri, trovi una bionda che legge le news. Jack Shafer, il critico dei media del quotidiano online Slate che per primo ha notato il fenomeno, la chiama «la sorellanza ariana» e rimanda per conferma al sito internet tvheads.com, che raccoglie le immagini di 50 mila anchor americani: per il 60 per cento le donne sono bionde, il doppio di quelle che si trovano nella popolazione media. Shafer invita ad applicare al campione le sei categorie della «tavola periodica» delle bionde introdotta dieci anni fa dall’antropologo Grant McCracken: ci sono «bionde bombe del sesso» come Laurie Dhue di Fox News, «bionde pericolose» (Nancy Grace della Cnn), «bionde ramate» (Courtney Friel, Fox), «bionde da alta società» (Paula Zahn, Cnn), «bionde solari» (Rita Cosby della Msnbc) e «bionde cool» (Diane Sawyer, Abc). Joanna Pitman, che ha scritto il saggio dal titolo Sulle bionde, spiega così il fenomeno: le bionde comunicano al maschio una sensazione di vantaggio evolutivo rispetto alle brune perché vengono associate al colore dei capelli dei bebè. Ma Shafer e Pitman non dicono che di recente si è registrato un fenomeno che potrebbe invertire la tendenza: Katie Couric, prima donna a occupare la poltrona di anchor delle news della sera di un network alla Cbs, invece di rivoluzionare il giornalismo televisivo con le sue domande semplici da bionda acqua e sapone precipita sempre di più negli ascolti. Couric, una brunetta, ha cominciato a tingersi i capelli di biondo attorno al 1996, quando già conduceva con alti indici di ascolto il Today show, la trasmissione del mattino più vista della tv americana. Attorno a quel periodo consulenti come Frank Magid cominciavano a predicare la necessità di estendere alle news gli stilemi comunicativi dei programmi di intrattenimento, tintura dei capelli compresa. Allora si trattava di una rivoluzione, ora però che l’infotainment è diventato il marchio di fabbrica della tv persino Magid pensa che sia ora di tornare a codici di comunicazione meno rassicuranti: «Ora a vincere non è più chi si conforma ma chi rompe le regole». Il messaggio deve essere arrivato anche a Couric, che di recente ha sottoposto a un terzo grado il candidato democratico alle presidenziali John Edwards e sua moglie, quasi accusandoli per la scelta di proseguire la campagna nonostante la malattia di lei. Il pubblico non ha gradito, forse anche perché domande tanto ostili stridevano con l’immagine della bionda conduttrice. E di recente la Cbs ha cominciato a correre ai ripari, ingaggiando un nuovo produttore che ha cominciato a sostituire le bionde corrispondenti del telegiornale con veterani del giornalismo. Molti dei quali hanno i capelli bianchi. Marco De Martino