Lietta Tornabuoni, La Stampa 26/4/2007, 26 aprile 2007
Quanta poca fiducia ispirano l’Italia e i suoi giornalisti a certi americani: manco una Corte dei Miracoli di Victor Hugo, una colonia del furto, una compagnia dei Ladri della Foresta di Sherwood
Quanta poca fiducia ispirano l’Italia e i suoi giornalisti a certi americani: manco una Corte dei Miracoli di Victor Hugo, una colonia del furto, una compagnia dei Ladri della Foresta di Sherwood. Lunedì sera, andiamo alla proiezione anticipata per la stampa di Spider-Man 3, l’Uomo-Ragno di Sam Raimi. Alt: bisogna consegnare i telefonini al gruppo di sorveglianza. Gli addetti prendono ogni cellulare, lo mettono in una busta, chiudono la busta (si dovesse pensare che loro ne approfittano per telefonare), mettono la busta chiusa in apposito comparto, consegnano per il ritiro un dischetto con il numero di identificazione. Alt: bisogna passare, come all’aeroporto, attraverso il metal detector, che al solito fa squillare il suo trillo d’avvertimento per chiavi, fibbie della cintura eccetera. Alt: bisogna sottoporsi alla perquisizione elettronica personale, nel caso si avesse qualcosa (ma cosa?) in tasca o nascosto tra la biancheria. Via, si può finalmente entrare in sala: ma tutti questi esercizi provocano ritardi e molta giustificata irritazione degli spettatori professionali. Sono oltre le nove di sera d’una normale giornata di lavoro, il film durerà due ore e venti, certo non si riuscirà ad arrivare a casa prima dell’una del mattino. La gente è stanca, poi si sentirà domandare: «Ti sei divertito?». Nel buio, durante la proiezione, figure nerovestite circolano nella sala, su e giù, per controllare che nessuno stia facendo nulla di male. Alla fine gli spettatori formano un muro invalicabile, uscendo tutti insieme, per recuperare cellulari. una novità: precauzioni di questo genere, trattamento così insospettito, non s’erano mai visti. In passato, nella sede di un’altra società americana, s’era visto un sorvegliante poliziesco fare la guardia: ma niente di più. Evidentemente i timori per la sicurezza o per la pirateria si sono moltiplicati, evidentemente la brutale diffidenza verso l’Italia e i giornalisti o i critici italiani si è aggravata; magari nuovi dirigenti hanno imposto nuove regole, chissà. Certo un trattamento del genere non è soltanto offensivo: è ridicolo. Stampa Articolo